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Carlevè 2026 accessibile a tutti e la disabilità entra nella Corte

Jessica e Carmelo, ospiti dei Centri diurni della zona, sono protagonisti del “Giro Moro” con gli abiti della tradizione carnascialesca monregalese

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Il “Giovedì grasso” del 1850, durante uno dei balli in maschera organizzati nell’ambito dei festeggiamenti carnevaleschi dell’epoca, fu promossa una raccolta di offerte a sostegno degli esuli lombardi, costretti ad abbandonare le proprie terre e privati di ogni bene a causa della loro opposizione al governo austriaco. Se c’è un Carnevale che ha a cuore la dimensione sociale, quello di Mondovì è, di certo, uno dei più significativi. Perché per storia è da sempre attento alle esigenze di chi ha piacere di sorridere accanto alle maschere della tradizione carnascialesca monregalese, ma anche perché chi organizza è la “Famija Monregaleisa 1949” e anche solo per il nome tiene fede alla volontà di essere inclusivo, come una famiglia, appunto. Così Andrea Tonello, patron dell’associazione che organizza il complesso “Carlevè ‘d Mondvì” (la seconda sfilata è prevista domenica 16 febbraio) ha presentato con una frase l’attenzione verso questo aspetto: “Parte della Corte, parte della festa tutti protagonisti”. Qual è il progetto “messo a terra” al di là del “Giro Moro”, cioè la visita della Corte nelle rsa ed altre strutture? «Coinvolgeremo – ha detto Tonello – centri diurni socioterapeutici riabilitativi della città e della zona e renderemo protagonisti alcuni dei ragazzi che li frequentano facendoli vivere, per alcuni giorni, con la Corte del Moro, accanto alla Bela, ai menestrelli, armigeri e damigelle. Se da alcune edizioni, il Carlevé propone, alla Cà del Moro (al Dancing Christ) il “Carnevale inclusivo”, giornata di festa pensata appositamente per i ragazzi che frequentano le strutture di assistenza del territorio, nel 2026 l’organizzazione ha deciso di premere ancora di più sull’acceleratore sociale. L’anno scorso, dalla collaborazione tra la Famija e il Centro diurno “L’Alveare” di Mondovì è nata l’iniziativa “Damigella per un giorno”, in cui Jessica (una delle ospiti del Centro) ha vestito i panni di una delle damigelle della Corte del Moro, accompagnando il gruppo in uno dei vivaci appuntamenti del “Giro Moro”, per portare l’allegria del carnevale nelle scuole del territorio. Inoltre, sempre nella scorsa edizione la festa alla Cà del Moro è stata animata anche con il contributo dei ragazzi delle scuole, in particolare dai ragazzi dei licei del “Progetto Rondine”, che hanno accolto i partecipanti. Oltre a Jessica, che con passione e divertimento torna a vestire i panni di damigella, anche Carmelo, ospite del Centro residenziale “L’Aquilone” di Bastia Mondovì si aggregherà alla Corte per il “Giro Moro”, interpretando un armigero, cioè uno dei fedeli seguaci del principe saraceno, primattore del carnevale monregalese. Il tutto in collaborazione con il Consorzio dei Sevizi Socio-Assistenziali del Monregalese e con gli stessi Centri. La festa dei Centri diurni si terrà alla Cà del Moro Dancing Christ mercoledì 11 febbraio (stesso giorno di uscita di Idea) alle ore 14.30. «Un piccolo strumento per superare le barriere – aggiunge Tonello, che ricorda altri grandi classici della tradizione –. Si tratta dei “Piccoli Mori e Piccole Béle”, oltre 150 presenze, e poi c’è “Un sorriso per Giorgia”, l’evento in memoria di Giorgia Cavarero, organizzato da Esedra Mondovì con la collaborazione ed il supporto di Famija Monregaleisa 1949. Con la partecipazione dei Trelilu, si realizzano due spettacoli (a Mondovì e a Cuneo) con raccolta di fondi per progetti benefici con ampie ricadute sul territorio, a beneficio di scuole, istituzioni e associazioni. Quest’anno lo spettacolo, che si intitola “Loe alla coc” vedrà la partecipazione dell’attrice e conduttrice Carlotta Iossetti. Gli spettacoli: venerdì 20 marzo alle ore 21 al Teatro Baretti di Mondovì e sabato 21 marzo alle ore 21 al Toselli di Cuneo. Prenotazioni: Esedra Mondovì: 0174 552192, [email protected]; Lilt Cuneo: 0171 697057, [email protected].

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