Agrion e l’innovazione verde dai parchi ai campi digitali

Per l’azienda di Manta è necessario rafforzare il ruolo della ricerca, puntare su innovazione e competenze specifiche. Lo scopo? Offrire soluzioni per sostenere il comparto agricolo

0
0

In Piemonte c’è una realtà che ha scelto di cambiare le regole del gioco: niente ricerca chiusa nei laboratori, niente innovazione confinata nei convegni. La Fondazione Agrion, con sede principale a Manta, porta la scienza direttamente nei territori, tra campi di mais e frumento, frutteti, vigneti e coltivazioni di montagna. Nata nel 2014 grazie alla Regione e a Unioncamere, oggi è un laboratorio diffuso dove l’innovazione diventa strumento quotidiano per chi lavora la terra.
In dieci anni Agrion ha costruito un modello capace di affrontare le sfide che stanno ridisegnando l’agricoltura: clima imprevedibile, nuove richieste dei consumatori, necessità di trasparenza e sostenibilità. Come ricorda il presidente Giacomo Ballari (foto sopra): «Il contesto agricolo attuale è sempre più complesso a causa delle importanti pressioni climatiche e delle nuove criticità fitosanitarie che mettono alla prova le colture. Per questo motivo offrire oggi produzioni di qualità e con alti standard di salubrità risulta complicato. È necessario rafforzare il ruolo della ricerca, puntare su innovazione e competenze scientifiche per offrire soluzioni e sostenere il comparto agricolo».
Agrion non si limita a migliorare le tecniche produttive: allarga lo sguardo all’intero ecosistema. Biodiversità, rigenerazione dei suoli, qualità dell’aria, gestione dell’acqua: la qualità di un alimento dipende anche dal contesto in cui cresce, un contesto che coinvolge comunità, imprese e amministrazioni. Nei poli di Manta, Boves, Cravanzana e Carpeneto (AL) si incrociano frutticoltura, orticoltura, corilicoltura, vitivinicoltura e analisi ambientali, sostenute da una rete internazionale di oltre novanta partner scientifici.
A questa visione si affianca la nuova stagione dell’agricoltura digitale. Immaginate il Piemonte come un servizio fotografico a doppia pagina: la pianura colorata da mais e grano, le colline disegnate dai filari, le coltivazioni di montagna incastonate come terrazze naturali. Tra tutto questo, piccole antenne hi-tech brillano come accessori futuristi: sono le stazioni della Food Metaverse Platform, il progetto presentato dalla Regione insieme a Diagram Spa, al Settore Fitosanitario e ad Agrion.
L’obiettivo è trasformare vento, pioggia, umidità, temperature e suoli in dati utili per irrigazione, trattamenti e scelte agronomiche più mirate. Piercarlo Rossi, docente dell’Università di Torino, ha illustrato l’arrivo di 400 nuove stazioni agrometeorologiche, le “capannine”, che potenzieranno la Ram, la rete agrometeorologica regionale con venticinque anni di rilevazioni. Oggi ne sono operative circa 180, distribuite tra Cuneo (più del 50%), Torino, Asti, Alessandria e Vercelli.
Accanto alla digitalizzazione, Agrion sviluppa progetti per accompagnare territori e imprese nella transizione sostenibile. “GreenUp Piemonte”, per esempio, aiuterà i Comuni a misurare e migliorare le proprie performance ambientali in linea con gli obiettivi ESG, (ambientali, sociali e di governance) e l’Agenda 2030. Il progetto pilota, che sarà presentato nei prossimi giorni nel Grattacielo regionale, nasce con Regione Piemonte, Anci Piemonte e Legambiente per «affiancare le amministrazioni comunali nel loro impegnativo e prezioso lavoro di gestione delle aree verdi e dei terreni extra agricoli».
Saranno coinvolti 25 comuni in Piemonte, tra cui Fossano, Saluzzo, Busca, Argentera, Elva e Cherasco (altri sono in fase di adesione), con l’obiettivo di sviluppare pratiche ambientali innovative e misurabili.
«GreenUp Piemonte – dice Marika Cattaneo, manager Esg, area strategia per la sostenibilità di Agrion (foto sotto) – nasce dall’esigenza di trasformare la manutenzione del verde pubblico: da un semplice costo, spesso poco monitorato, a un vero investimento ESG, capace di generare impatto ambientale, sociale ed economico misurabile. Utilizzeremo strumenti innovativi per monitorare lo stato delle aree verdi, dall’assorbimento di CO2 alla biodiversità e per favorire la partecipazione attiva dei cittadini. Il verde urbano può diventare una risorsa chiave per le città – spiega ancora – questo, andando oltre la sua funzione estetica. Spazi verdi progettati e gestiti con attenzione incidono».