Il secolo di strada dell’Aci Cuneo che cambiò la sigla per pudore

Oltre all’anniversario, l’inaugurazione della nuova sala conferenze dedicata a Michele e Brunello Olivero e il nuovo logo

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Quando la motorizzazione era ancora un fenomeno giovane e quasi timido, anche le targhe raccontavano il carattere di un territorio. Nel 1927, sulle automobili della provincia di Cuneo compariva la sigla Cu, semplice abbreviazione geografica. Ma bastò poco perché qualcuno, nei ministeri romani, notasse che quelle due lettere, viste di sfuggita, potevano prestarsi a letture imbarazzanti. L’Italia dell’epoca aveva un senso del pudore tutto suo, e così, nel 1928, la sigla venne cambiata in Cn, inaugurando un nuovo corso. Un dettaglio minimo, certo, ma rivelatore: anche i simboli più piccoli stavano entrando nella modernità.
In quello stesso clima di trasformazione, nel 1926, un gruppo di uomini decise che la Granda non poteva restare ai margini della rivoluzione automobilistica. In uno studio notarile del centro cittadino venne firmato l’atto che diede vita all’Automobile Club Cuneo. Tra i fondatori compariva un giovane avvocato, Michele Olivero, destinato a diventare presidente nel 1956 e guida dell’ente fino al 1967. Due anni dopo, nel 1969, il testimone sarebbe passato al figlio Brunello, che avrebbe accompagnato l’Aci Cuneo per quasi mezzo secolo.
Intanto la provincia cambiava volto. Le strade si allargavano, le automobili diventavano parte del paesaggio, le famiglie scoprivano il viaggio come esperienza. Nel 1958 la targa Cn 50mila, assegnata a una Fiat 600 verdolina dell’Automobile Club, segnò simbolicamente l’ingresso della Granda nella motorizzazione di massa. I soci superarono quota 5mila e poi 10mila, mentre l’ente diventava punto di riferimento per sicurezza, turismo, sport e mobilità.
Con Brunello Olivero, l’Aci Cuneo non si limitò a seguire il cambiamento: lo anticipò. Nel 1977 nacque Aci Neve, in collaborazione con l’Automobile Club Trento. Dal 1992 prese forma Aci Golf, un circuito che coinvolse l’Italia intera e portò finali anche oltre oceano. Olivero ricoprì ruoli nazionali, difese l’aeroporto di Levaldigi, contribuì allo sviluppo di Aci Global, Eurofidi e Sara Assicurazioni.
E così si arriva alla sera del 5 febbraio scorso, quando l’Automobile Club Cuneo ha inaugurato una nuova sala conferenze dedicata proprio a Michele e Brunello Olivero, davanti a istituzioni, amici e familiari. Un gesto che non è solo memoria, ma riconoscimento di un’eredità che ha attraversato un secolo. Durante la cerimonia è stato presentato anche il logo del Centenario, simbolo di un percorso che unisce storia e futuro. «Questo appuntamento apre una lunga serie di eventi che ci accompagneranno lungo tutto il 2026», hanno dichiarato il presidente Francesco Revelli e il direttore Giuseppe De Masi. «Non potevamo inaugurare l’anno senza ricordare chi, prima di noi, ha contribuito in modo determinante alla crescita del nostro Automobile Club. Il nuovo logo rappresenta la nostra storia e la volontà di guardare avanti».
Per la famiglia Olivero, Pier Giorgio ha dato voce a un’emozione che attraversa generazioni: «Sapere che il nome di mio padre Brunello e di mio nonno Michele continuerà a vivere dentro queste mura è per noi motivo di orgoglio. È un riconoscimento al loro impegno, alla loro passione, al legame autentico che li ha sempre uniti a questa istituzione».
Oggi l’Aci Cuneo appare per ciò che è sempre stato: una strada che attraversa idee, persone e motori. Una strada che continua, con lo stesso spirito di chi, nel 1926, decise che era tempo di partire.