Educare alle relazioni, costruire comunità: due progetti culturali e formativi firmati Fondazione CR di Saluzzo

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Mario Anselmo

Negli ultimi cinque anni la Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo ha destinato oltre 3.700.000 euro a sostegno di progetti educativi, sociali, sanitari e assistenziali, operando in modo continuativo nei settori dell’educazione, della salute pubblica, del volontariato e dell’assistenza agli anziani.

In questo quadro di impegno strutturale a favore del territorio, la Fondazione presenta due progetti culturali ed educativi, inseriti nell’ambito delle politiche di prevenzione, educazione e promozione della salute relazionale: “The Mask of Love – Carnevale shakespeariano” e “La cura dell’altro”, entrambi a ingresso libero su prenotazione.

Come Fondazione sentiamo la responsabilità di investire non solo in opere materiali, ma anche – e soprattutto – nella crescita culturale e relazionale della nostra comunità. I progetti The Mask of Love e La cura dell’altro nascono da questa convinzione: educare alle relazioni significa costruire futuro, prevenire fragilità, rafforzare i legami che tengono insieme una società.

Le due iniziative, pur autonome, sono concepite come parti di un unico percorso formativo che utilizza l’arte e il teatro per stimolare consapevolezza emotiva, dialogo e partecipazione, con una particolare attenzione alle giovani generazioni e alla qualità delle relazioni all’interno della comunità.

The Mask of Love – 13 e 14 febbraio
The Mask of Love si svolgerà a Saluzzo venerdì 13 e sabato 14 febbraio, in occasione del Carnevale di Saluzzo, in accordo con la Fondazione Amleto Bertoni – Città di Saluzzo, presso la Chiesa della Croce Nera e il Monastero della Stella. Il progetto si configura come un’esperienza teatrale, musicale e partecipativa dedicata ai temi dell’amore e dell’affettività.

Attraverso il linguaggio simbolico del teatro e della maschera, l’iniziativa propone un approccio educativo non frontale, capace di affrontare temi sensibili in modo accessibile, inclusivo e non conflittuale. In contesti complessi come quelli legati alle relazioni e all’affettività, l’arte consente di stimolare riflessione e consapevolezza senza giudizio né semplificazioni.

Il gioco, la festa e la dimensione collettiva diventano così strumenti per interrogarsi sulle modalità relazionali, sul rispetto dei confini, sulla libertà di espressione di sé e sul riconoscimento dell’altro.

Sono previste due serate rivolte al pubblico adulto e al mondo dei giovani, con la partecipazione di un gruppo di studenti delle scuole secondarie di secondo grado e un linguaggio calibrato sui diversi destinatari, all’interno di una visione educativa condivisa e attenta al dialogo tra generazioni.

La cura dell’altro – a partire dal mese di marzo
Il progetto “La cura dell’altro” prenderà avvio nel mese di marzo 2026, con una serata speciale prevista per il 7 marzo, rivolta in particolare ai giovani.

L’iniziativa prevede due eventi teatrali in contemporanea, che metteranno al centro il rapporto uomo–donna, le dinamiche relazionali e la responsabilità affettiva.

Il doppio spettacolo, realizzato in collaborazione con enti e associazioni del territorio, è finalizzato a un coinvolgimento ampio del pubblico e alla costruzione di un’esperienza culturale condivisa, capace di favorire partecipazione e dialogo.

La cura dell’altro si inserisce nei settori della salute pubblica, della prevenzione e dell’educazione, con l’obiettivo di promuovere empatia, rispetto e consapevolezza nelle relazioni.

Un impegno coerente con la missione della Fondazione
Sostenere percorsi che parlano ai giovani attraverso il linguaggio dell’arte e del teatro significa offrire strumenti per comprendere sé stessi e l’altro. È un impegno che rientra pienamente nella missione della Fondazione, che da anni opera al fianco del territorio per promuovere benessere, partecipazione e coesione sociale.

Crediamo che una comunità più attenta alle relazioni sia una comunità più forte. Per questo continuiamo a investire in progetti che mettono al centro la persona e la qualità dei legami, convinti che la cultura possa essere un motore di cambiamento autentico e duraturo.

c.s.