Sabato 21 febbraio alle ore 21 va in scena la 7ª edizione della Vijà letteraria, appuntamento ormai atteso che apre ufficialmente la stagione culturale degli Amici del Museo Giuseppe Gabetti. L’iniziativa inaugura, come da tradizione nel mese di febbraio, un ricco calendario fatto di mostre, concerti, convegni e momenti di scoperta del patrimonio paesaggistico e storico-artistico del territorio langarolo.
L’evento nasce con l’intento di recuperare l’atmosfera delle antiche vijà contadine, momenti di socialità che scandivano le lunghe serate invernali di un tempo, quando famiglie e vicini si ritrovavano nelle stalle, tra racconti, lavori manuali, canti popolari e storie tramandate oralmente. Un clima intimo e conviviale che oggi rivive in chiave moderna, con un’impronta dichiaratamente letteraria, nella suggestiva cornice tardo-medievale degli scantinati dell’ex convento carmelitano, oggi sede del Palazzo comunale.
La serata proporrà letture di testi di poeti scomparsi come Mario Dadone, don Giovanni Conterno, Alfonso Cappa, Alessandro Martinengo e Maurizio Fusina, accanto alle voci di autori contemporanei presenti in sala. Tra questi Beppe Leardi, Meco Boetti (Barbafiore), Renzo Giraudo, Felicina Priola Bonino e Walter Costamagna, che daranno voce alle proprie opere, intervallate dagli interventi musicali del fisarmonicista Walter Sandrone, richiamando le sonorità tradizionali delle colline di Langa.
Le colline un tempo raccontate come terre di “malora”, oggi riconosciute Patrimonio Unesco, diventano così lo sfondo ideale di un incontro che intreccia memoria e presente, parola scritta e oralità, letteratura e musica. Una serata pensata per rallentare il tempo, condividere storie di ieri e di oggi e riscoprire valori antichi che rischiano di andare perduti.
L’ingresso è libero. Al termine dell’incontro, come nelle migliori tradizioni, non mancheranno vin brulè e bugie per tutti, per chiudere la serata nel segno della convivialità.

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