«Un’idea chiara, qui tutti devono giocare»

Gianpiero Vietto punta lo sguardo oltre il campo da gioco: «Dal vivaio alla Serie B2: numeri, metodo e inclusività nel centro delle Langhe»

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Tutte le persone che hanno partecipato, in campo, sugli spalti o dietro le quinte, possono procedere con entusiasmo e consapevolezza alla lettura. Per tutti gli altri – la maggioranza – è consigliata un’attenzione particolare: perché oltre vent’anni di storia non si improvvisano. Si costruiscono, giorno dopo giorno, con pazienza, competenza e una passione che non conosce scorciatoie. L’Alba Volley nasce nel 2003, all’ombra delle cento torri, con l’intento di ritagliarsi uno spazio nella ricca offerta sportiva della città. Un percorso senza clamori, dai tratti rigorosamente sabaudi: profilo basso, lavoro costante, crescita silenziosa ma continua. Un’identità capace di abbinare in modo virtuoso l’attività agonistica a quella amatoriale, permettendo a migliaia di bambine e ragazze – o meglio: alle atlete – di trovare il proprio spazio, il proprio livello e soprattutto il proprio modo di stare in squadra. E dietro questa crescita senza clamori c’è anche il lavoro di chi ha acceso la scintilla fin dall’inizio: Bartolomeo Salomone, fondatore e tecnico, cuore pulsante del progetto. Lo sport per tutte, nella società radicata tra Alba e i Comuni delle Langhe, non è uno slogan: è una pratica. La presenza nelle scuole, i corsi anche decentrati nei paesi meno serviti, l’attenzione alle famiglie e l’inclusione sociale sono parte integrante del progetto. Non a caso lo statuto prevede un’attività istituzionale parallela, rivolta alla solidarietà e a iniziative umanitarie: qui il bilancio “si pareggia” solo dopo aver restituito qualcosa alla comunità. Da questo humus sono emerse atlete capaci di arrivare lontano. La stella che brilla di più è quella di Sara Bonifacio, nata sportivamente nel vivaio albese e diventata protagonista del volley nazionale. Ma il valore non è nei singoli casi: è nella continuità. La società può vantare negli anni numerose convocazioni nelle selezioni regionali e in quelle nazionali. È proprio in questo equilibrio – tra ambizione e quotidianità – che si riconosce la cifra più autentica del progetto. Allenamenti, trasferte, tornei, sorrisi e qualche lacrima: tutto diventa parte di un percorso che forma prima di tutto persone. Le ragazze imparano la disciplina e la responsabilità, ma anche il valore della squadra, della fiducia, dell’errore e del miglioramento. Un lavoro paziente, costruito stagione dopo stagione, che non cerca scorciatoie e che restituisce al territorio un patrimonio educativo prima ancora che sportivo. I numeri raccontano la solidità: nel 2025 la società aggiorna un medagliere che è diventato un biglietto da visita. Dal 2009 al 2025 i campionati giovanili contano 28 titoli, mentre dal 2010 al 2025 la bacheca dei tornei cresce ancora: oltre 60 vittorie, di cui 18 in ambito internazionale, spesso accompagnate da riconoscimenti individuali (miglior palleggio, miglior attacco, miglior giocatore). Nel frattempo, la prima squadra continua a rappresentare la “vetrina” di un movimento ampio e strutturato: l’Alba Volley milita in Serie B2, con basi solide e lo sguardo verso l’alto. Qui si ragiona da impresa: perché per sostenere ambizioni sportive serve organizzazione, competenze, comunicazione e un management capace di far convivere le diverse anime della società. La stagione 2025-26 segna anche un passaggio importante: alla guida della società c’è il nuovo presidente Gianpiero Vietto (foto a sinistra), manager di lungo corso nel Gruppo Ferrero e oggi responsabile globale del progetto internazionale di responsabilità sociale Kinder Joy of moving. «L’Alba Volley è una realtà che ha dimostrato negli anni di saper costruire risultati con metodo e continuità. Il nostro obiettivo è consolidare questo patrimonio, valorizzare il settore giovanile e continuare a crescere come società, dentro e fuori dal campo. I numeri raccontano un percorso importante, ma sono soprattutto la base per guardare avanti». E se la prestazione è importante, non diventa mai l’unico metro. Perché la prima vittoria, spesso invisibile, è tenere insieme: bambine, ragazze, famiglie, paesi e città, esperienze diverse e tempi diversi di crescita. «Lo sport ha una forza aggregativa straordinaria: crea appartenenza, genera relazioni, insegna a stare con gli altri. E deve essere davvero per tutte. Inclusivo non solo culturalmente, ma anche tecnicamente: ognuna deve poter trovare il proprio percorso, in base alle capacità, al carattere e al talento. Qui non c’è un’unica strada valida: c’è un’idea chiara – tutti devono giocare».

Due talenti in azzurro: Bonifacio e Rivetti al Club Italia

Il lavoro sul settore giovanile de L’Alba Volley ha saputo produrre risultati concreti anche in termini di eccellenza nazionale. A testimoniarlo sono i percorsi di Sara Bonifacio e Nicoletta Rivetti, due atlete cresciute nel vivaio albese e approdate giovanissime al Club Italia, il progetto federale che riunisce le migliori promesse italiane. Bonifacio (nata ad Alba nel 1996) è stata tra le prime a compiere questo salto: dal vivaio albese al Club Italia, fino a diventare azzurra e protagonista della Serie A1, oggi con la maglia dell’Igor Gorgonzola Novara, dove è anche capitano. Poco dopo, nel 2013, anche Rivetti (classe 1998) viene selezionata per lo stesso percorso, confermando la qualità e la continuità del progetto societario.
Due storie che raccontano un’identità precisa: quella di una società che non si limita ai risultati del weekend, ma investe nella crescita delle atlete e nella costruzione di percorsi sportivi di valore, riconosciuti anche a livello nazionale.