Quando accade una tragedia come quella di Crans-Montana, tutto cambia. La notte di Capodanno ha segnato un punto di svolta nel modo di guardare gli eventi pubblici, ricordando che la sicurezza non è un dettaglio, ma un elemento fondamentale. La prevenzione non può più essere considerata una formalità, ma una scelta urgente e indispensabile. La tragedia in Svizzera ha dimostrato che nessun territorio è immune e che non si può lasciare nulla al caso o all’improvvisazione. È diventato evidente il bisogno di rafforzare competenze, controlli e consapevolezza, non solo nei grandi eventi ma anche nelle manifestazioni locali, dove spesso emergono criticità legate a capienza, formazione del personale e piani redatti solo per adempiere a obblighi.
Si rende necessario perciò un momento di confronto a più voci, con il coinvolgimento di istituzioni e tecnici: dal Prefetto alle Forze dell’Ordine, dai Vigili del Fuoco alle amministrazioni locali, fino alle Pro Loco e alle figure tecniche chiamate a tradurre il quadro normativo in strumenti operativi concreti.
In questo scenario emerge l’importanza di una gestione consapevole degli eventi lungo tutto il loro ciclo di vita, dalla valutazione dei rischi alla pianificazione operativa. Studio Leonardo affianca organizzatori e amministrazioni nell’analisi delle criticità e nella definizione delle misure più adeguate in funzione della tipologia e delle dimensioni delle manifestazioni. Di questi temi abbiamo parlato con il Direttore Tecnico dello Studio, l’ingegner Valter Borgogno, approfondendo il contributo e l’esperienza maturata nel settore.
«La tragedia di Crans-Montana ha riportato la sicurezza al centro del dibattito con una forza che non si vedeva da tempo. È stato un punto di svolta, perché ha dimostrato che anche in territori considerati virtuosi la vulnerabilità esiste. Non si tratta di colpe o di paure, ma di responsabilità: la sicurezza non può essere rimandata», spiega Borgogno. «Quello che è successo ci ricorda che la sicurezza non è un adempimento burocratico, ma un valore concreto che riguarda la vita delle persone. È un investimento sulla tutela di chi partecipa e di chi lavora».
Secondo Borgogno, la criticità più frequente è proprio la sottovalutazione del rischio e la ripetizione di modelli “standard” che non tengono conto della realtà dell’evento. «Spesso i piani sono copiati dall’anno precedente o non sono aggiornati. Questo è un segnale di sottovalutazione del problema. La sicurezza richiede un lavoro continuo: un piano non è un documento da archiviare, ma un progetto da verificare, testare e adattare». Un tema centrale è la capienza e il controllo dei flussi: «Il rispetto della capienza non è una regola astratta, ma una misura essenziale per garantire l’evacuazione in caso di emergenza. Quando la capienza viene superata, si perde il controllo della situazione. È una questione di responsabilità verso chi partecipa all’evento e verso chi lavora».
In questo quadro, Studio Leonardo propone un approccio che va oltre la semplice applicazione delle norme. «Per noi – continua Borgogno – l’ingegneria non è solo numeri e leggi, ma un approccio che mette l’uomo al centro. La sicurezza deve essere tangibile, non un adempimento formale». Lo studio non si limita a interpretare il quadro normativo, ma lo traduce in soluzioni operative: piani di sicurezza e di emergenza coerenti con i rischi reali, valutazione dei flussi, gestione degli accessi, formazione degli addetti e coordinamento durante gli eventi stessi.
«Il nostro lavoro è affiancare organizzatori e amministrazioni, aiutandoli a leggere i rischi reali e a definire misure adeguate. La sicurezza non è un costo evitabile: è un investimento sulla vita delle persone».
Il contributo di Studio Leonardo è perciò tecnico ma anche culturale, perché punta a costruire una consapevolezza condivisa. «L’idea è quella di lavorare insieme, per costruire una cultura della sicurezza. Non vogliamo che si impediscano gli eventi, vogliamo che si svolgano in modo sicuro e consapevole. La sicurezza costituisce la base su cui costruire eventi ben organizzati e duraturi», afferma Borgogno.
La sicurezza non è burocrazia: è rispetto, responsabilità e tutela delle persone. Solo così gli eventi possono continuare a essere un momento di socialità e aggregazione, senza mai dimenticare che dietro ogni festa ci sono vite da proteggere dai rischi che potrebbero nascere con l’evento.
La sicurezza non è burocrazia, è consapevole responsabilità
«Investire nella tutela delle persone è fondamentale quando si organizzano eventi pubblici»

|
|








