Il ritorno della Polisportiva 2RG: «Per i giovani di Roata Rossi»

Intervista a Luis Coccorullo, diviso fra il ruolo di DS ed il lavoro alla Pizzeria Express Testuggine, da sempre vicina al mondo dello sport

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Una vita dietro e davanti al bancone, fra colpi di mercato, sport e beneficenza. La frazione cuneese di Roata Rossi è tornata, negli ultimi mesi, a riassaporare il gustodel calcio provinciale grazie alla rinascita di un club risvegliatosi dopo 4 anni di “letargo”: parliamo della Polisportiva 2RG che, per la stagione 2025-26, si è rimessa in gioco in una competizione Figc scegliendo la Terza Categoria. La compagine dello storico presidente Ivano Oggero, oggi ai vertici del Girone C e che sogna l’incredibile salto in Seconda, ha scelto per la costruzione della sua rosa, la scorsa estate, di affidarsi ad un esordiente (ma fino ad un certo punto), Luis Coccorullo: classe 1998, già alla guida dell’FC Santorini (campione dello scorso torneo Open di Eccellenza CSI), il Direttore Sportivo rossoblu è co-titolare della rinomata Pizzeria Express Testuggine, uno dei ristoranti più conosciuti e centrali di Cuneo, luogo da sempre legato a filo diretto con lo sport.

Direttore, la 2RG è tornata alla ribalta…
«Il ritorno della Polisportiva 2RG è nato dalla voglia di ricreare attività per la frazione e per i giovani da parte del presidente Ivano Oggero, rimettendo in piedi una società che aveva passato i suoi anni in Terza Categoria: sotto questo punto di vista si è voluto rispettare una storicità ed una tradizione, mantenendo l’identità sportiva di Roata Rossi. L’obiettivo è far uscire i giovani dalle case, ripopolare un campo che era vuoto o solo occupato dalle altre società, rendendolo identitario, con la nostra Prima Squadra, la Juniores, i tornei che si giocano in primavera ed in estate. Insomma, un movimento per l’intera frazione. Questo è ciò che il direttivo mi ha chiesto sin dai nostri primi contatti».

Come è stato intraprendere, ex novo, un ruolo come quello di Ds?
«All’inizio ero spaventatissimo, non avevo idea di come un Ds si muovesse effettivamente, non sapevo se i miei contatti sarebbero bastati, come interpormi con le altre realtà o, banalmente, come iscrivere un giocatore. Poi, in realtà, forse anche grazie al mio lavoro, ho capito di possedere molti contatti e di poterli utilizzare a mio favore: con un po’ di aiuto di altre società vicine, a cui ho presentato il nostro progetto, ho acquisito sicurezza. Ma è un ruolo comunque nuovo, e sto ancora imparando».

Dopo aver chiuso il primo colpo di mercato, quali sensazioni ha provato?
«Quando mi assicurai l’arrivo di Nicolò Perfetti ero un po’ sorpreso, quasi non ci credevo: gli avevo proposto un’annata senza una prospettiva certa, considerando che l’obiettivo per la stagione era il non arrivare fra le ultime tre. Il suo, con il passaparola che ne è seguito, mi ha semplificato il compito per quelli successivi: siamo riusciti a costruire una rosa con tanti giovani ed alcuni elementi di esperienza per la categoria. E poi c’è mister Nicola Vigna, con il quale ho operato un lungo corteggiamento».

La frazione di Roata Rossi ha risposto positivamente?
«Sì, basti pensare che alla prima giornata di campionato erano presenti 150-200 persone e, solitamente, se il meteo è buono siamo sempre seguiti, tanto che ci è stato chiesto, anche come battuta, di aggiungere gli spalti, che al momento non sono presenti attorno al campo. Devo dire che un torneo come quello di Terza Categoria, soprattutto in città, porta sempre tanta gente».

Come si concilia un lavoro che porta via tempo ed energie con il ruolo da Ds?
«Non è semplice, ma il fatto di avere a disposizione un locale, sotto un certo punto di vista, mi avvantaggia: è diventato, si può dire così, il mio ufficio, una base operativa per incontri, chiaccherate o anche solo per ricevere informazioni utili tramite i clienti, con le loro famiglie, che passano a trovarci. Aiuta, anche, a fare aggregazione: un posto dove cenare dopo la partita o dove ritrovarsi per parlare e fare gruppo».

La Pizzeria Express è da sempre vicina al mondo dello sport cuneese. Come è nata questa passione?
«Tutto è partito ed è legato indissolubilmente alla pallavolo, da quando negli anni ‘90 il Presidente di Cuneo Volley Bubo Fontana ed i giocatori hanno frequentato il ristorante. Ma poi, anche grazie alla sua posizione, il locale ha avuto la fortuna di ospitare tanti sportivi famosi, fra cui due Palloni d’Oro come Fabio Cannavaro e Hristo Stoichkov, quest’ultimo grande amico di Lubo Ganev. E poi, una leggenda metropolitana, mai confermata al 100%: che uno dei primi contatti della trattativa per portare Zinedine Zidane dalla Juventus al Real Madrid, fosse avvenuto proprio in pizzeria. Un personaggio di cui conservo un bel ricordo? Senza dubbio Javier Gonzalez».

Dal 2009 organizzate, sempre nel segno dello sport, la cena benefica “Una pizza per un sorriso”…
«Siamo partiti piano, non sapendo bene cosa aspettarci, mettendo all’asta le magliette dei pallavolisti della zona. Poi, l’evento è cresciuto di anno in anno: nelle ultime edizioni sono stati donati cimeli di atleti come Marta Bassino (che partecipò anche di persona) o Dusan Vlahovic, maglia a cui tengo particolarmente perché ci fu consegnata da Alessandra Balocco. Dobbiamo ringraziare, comunque, tante aziende del territorio che hanno capito la bontà del progetto».

Torniamo alla 2RG: aspettative per il futuro?
«Almeno finora, abbiamo saltato le tappe, ritrovandoci lassù in classifica. Sappiamo che non sarà facile rimanerci perché vi sono avversarie forti come Trinità e Virtus Busca, secondo me le due candidate principali per la vittoria finale, oltre a Villar e Passatore. Proveremo ad entrare nei playoff: la soddisfazione, comunque, è tanta, soprattutto per la risposta dei ragazzi, con il loro entusiasmo e la loro sana spavalderia. Il filo conduttore di questa nuova storia è proprio questo: un progetto per dimostrare che i giovani, spesso accusati di essere pigri, con testa e passione possono realizzare qualcosa di importante».