L’Alessandria è nella storia. Fa strano scriverlo, per una società che proprio dieci anni fa disputava una storica semifinale di Coppa Italia (quella “vera”) contro il Milan. Ma è la realtà. I grigi conquistano per la prima volta la Coppa Italia di Eccellenza, superando 3-1 in finale il Cuneo e dimostrando di meritare il trofeo durante i 90’.
Sono Diop, Cargiolli e Morganti a regalare a mister Merlo un trofeo che il tecnico ex Fossano spera essere il primo, in una stagione che potrebbe consegnare ai grigi anche il ritorno in Serie D. Pochi rimpianti, invece, per il Cuneo, arrivato al “Silvio Piola” al cospetto di un avversario in ottima condizione e con una quantità di giocatori di categoria superiore da fare impressione. Resta il rammarico per aver subito due dei tre gol da palla inattiva e per quell’inizio di ripresa che, con un pizzico di fortuna in più, avrebbe anche potuto regalare il 2-2.
Mister Alberto Merlo si presenta per l’appuntamento con la storia con Menino tra i pali, protetto da Camara, Tos e Cirio. In mediana c’è Nicco, con Vanegas Bozza e Morganti mezzeali e Pellegrini e Nani tornanti a tutta fascia. Davanti c’è Cargiolli con bomber Diop.
Mister Danilo Bianco risponde con un solido 4-3-3: Cavalieri tra i pali; difesa con Bernardi e Rizzo terzini e Scotto e Giraudo al centro; Nacci in mediana spalleggiato da Galfrè e Angeli; Regolanti e Caristo a ronzare e invertirsi alle spalle del giovane Ghibaudo.
Dopo il consueto inno nazionale, nella bella cornice garantita dalle due tifoserie (decisamente di categoria superiore soprattutto quella alessandrina), è tempo di dare il là alle ostilità.
La prima frazione viaggia sui binari dell’equilibrio, ma, a conti fatti, è la plastica dimostrazione del perché oggi l’Alessandria paia non avere rivali in Eccellenza. Nonostante le occasioni da entrambe le parti non siano tantissime, i grigi, eccezionalmente in rosso, tengono maggiormente la sfera e colpiscono quando ne hanno l’opportunità.
La prima arriva al 29’. Punizione dalla trequarti, i Merlo-boys sono lesti a fare blocco liberando Cirio sul secondo palo: palla al centro, la difesa cuneese non riesce a spazzare, Camara spizza, Cargiolli la addomestica e Diop con il piattone fulmina Cavalieri. “El segna semper lu”, si diceva di Maurizio Ganz nel 1999. E ora, con le dovute proporzioni, si può dire anche dell’attaccante dal gol garantito che sta trascinando i suoi.
Il Cuneo fatica a riorganizzare una controffensiva e la frazione sembra volare via. Sembra, però, perché l’Alessandria ha ancora un colpo in canna, e lo trova proprio prima del duplice fischio. Bella trama da sinistra di Morganti che effettua un tiro-cross: la palla resta lì e nella confusione generale è Cargiolli a trovare il tap-in decisivo, prima di correre sotto i propri tifosi.
È un colpo che taglierebbe le gambe a chiunque, ma non al Cuneo, che riparte fortissimo a inizio ripresa. Il merito è anche di Bianco, che non ci pensa su e pensa ai cambi, inserendo subito Gyimah e Orlando per trovare maggiore vivacità offensiva. Passa un minuto, ed ecco il gol. I blues si prendono un angolo, da cui nasce la girata di Scotto: palla alta, ma per l’arbitro c’è un tocco di mano, con conseguente rigore. Proteste alessandrine, ma tant’è: dal dischetto va lo specialista Nacci che spiazza Menino riaprendo tutto.
Segue una ventina di minuti di speranze per i cuneesi, con l’Alessandria che ci mette un po’ a ritrovare il nuovo assetto e i ragazzi di Bianco che ci provano ancora con Caristo e Rizzo, trovando un attento Menino.
Passata la folata, però, l’Alessandria riprende campo e colpisce, seppur tra qualche polemica. Caristo in ripiegamento difensivo protegge palla al limite e viene atterrato, trattenendo la palla con le mani. Per l’arbitro la caduta è accentuata, ed è quindi punizione per i ragazzi di Merlo.
Sul pallone va Cirio: tiro ribattuto, così come il secondo tentativo di Tos, ma non il terzo di Morganti, che si ritrova il pallone tra i piedi al limite, lo addomestica e fulmina Cavalieri con un bel sinistro in scivolata.
È il 67’ e da quel momento l’Alessandria attiva il pilota automatico, mentre il Cuneo sembra un pugile all’angolo. I ragazzi di Merlo controllano stabilmente il pallone, tenendo regolarmente nella trequarti campo cuneese.
La lunga attesa per la festa, condita da quattro minuti di recupero, si chiude alle 22.22. L’Alessandria vince e si prende meritatamente la Coppa, ma al Cuneo vanno comunque i complimenti per essere arrivato fino all’ultimo atto, pur mantenendo un livello molto alto anche in campionato.
Alessandria-Cuneo 3-1
Reti: 29’pt Diop (A), 45’pt Cargiolli (A), 3’st rig. Nacci (C), 22’st Morganti (A)
Alessandria (3-5-2): Menino; Camara, Tos, Cirio; Pellegrini, Vanegas Bozza, Nicco, Morganti (48’st Cociobanu), Nani (39’st Cesaretti); Diop (42’st Piana), Cargiolli (25’st Ventre). All. Merlo. A disposizione: Colla, Laureana, Straneo, Boveri, Costanzo.
Cuneo (4-3-3): Cavalieri; Bernardi (1’st Orlando), Scotto, Giraudo, Rizzo; Galfrè (23’st Benso), Nacci (36’st Magnaldi), Angeli (32’st Rastrelli); Regolanti, Ghibaudo (1’st Gyimah), Caristo. All. Bianco. A disposizione: Aime, Bianco, Sadrjia, Tall.
Ammoniti: Vanegas Bozza (A), Cirio (A), Galfrè (C), Nani (A)



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