Militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) di Cuneo e personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (A.D.M.) di Cuneo, impegnati in attività di contrasto alle spedizioni illecite di rifiuti verso paesi esteri.
I funzionari dell’A.D.M., a seguito dell’individuazione di una spedizione sospetta da parte del Circuito Doganale di Controllo (C.D.C.) finalizzato al rilevamento del rischio di traffico di rifiuti verso paesi africani, segnalavano ai militari la possibile presenza di rifiuti all’interno di un container diretto verso la Somalia già sottoposto a vincolo doganale e di proprietà di un’Azienda del cuneese esercente l’attività di autodemolitore. Veniva pertanto svolto un controllo congiunto all’esito del quale il personale operante rinveniva, oltre alla merce regolarmente dichiarata all’A.D.M. consistente in parti di veicoli e pezzi di ricambio bonificati, anche notevoli quantità di rifiuti quali manicotti in gomma, parafanghi, voltanti di camion, snorkel e parti di veicoli classificabili come rifiuti. Tali rifiuti risultavano occultati e accumulati all’interno di n° 2 cabine di camion e all’interno di un cassone metallico riposti sul fondo del container.
Considerata l’incapacità del titolare dell’Azienda di giustificare la presenza all’interno del container ispezionato di tali rifiuti, non presenti nella documentazione doganale inoltrata all’Agenzia delle Dogane, i militari procedevano al sequestro penale delle cabine e del cassone contenenti rifiuti che sarebbero altrimenti illegalmente giunti in territorio africano.
Il titolare dell’azienda quale spedizioniere veniva deferito all’Autorità Giudiziaria per i reati art 259 D.L.gs 152/2006 (Spedizione illegale di rifiuti), all’art 483 C.P. (Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico)
L’attività avviata dai Carabinieri e dai funzionari dell’A.D.M. è attualmente in via di sviluppo, potendo emergere in futuro elementi di segno contrario rispetto a quelli sino ad ora raccolti, a favore quindi dell’indagato, da presumersi innocente sino a pronuncia di sentenza di condanna definitiva.
Indubbiamente l’attività rappresenta un chiaro segnale di presenza delle Istituzioni sul territorio nonché di attenzione a questa tipologia di fenomeni, finalizzata al contrasto dei reati in materia ambientale e alla sensibilizzazione della cittadinanza su tali tematiche.

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