Sport, medicina, attualità: gli eventi 2026 di Banca d’Alba

Caracciolo, direttore di “Limes”, ha illustrato l’attualità geopolitica e i possibili scenari dei prossimi anni nel mondo

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«L’articolo 2 del nostro statuto prevede la presa d’atto, da parte del credito cooperativo, che ci si adoperi per la crescita culturale della società civile. La cosa che possiamo fare è mettere a disposizione figure ed eventi che possano far progredire il territorio dal punto di vista culturale ed imprenditoriale». Così Tino Cornaglia, presidente della Banca d’Alba, al termine dell’appuntamento con la geopolitica e con Lucio Caracciolo, direttore della rivista “Limes” invitato dalla Fondazione. Sala piena, grande interesse per la relazione, quasi una “lectio magistralis” dell’esperto di relazioni interazionali, giornalista, scrittore, uno dei maggiori esperti italiani in materia. Nelle sue analisi guarda alla storia contemporanea da un punto di vista geografico e politico, ma anche sociologico, giuridico, economico e diplomatico. «Quello del direttore Caracciolo è il classico evento che il nostro istituto si augura di realizzare per essere sempre informati sull’attualità – osserva Cornaglia –. Non è un caso che abbiamo proposto all’ospite di considerare di venirci a trovare anche nel 2027, facendo diventare l’occasione un appuntamento fisso annuale». Il programma 2026 completo sta per essere reso noto, si stanno completando gli ultimi assestamenti del calendario. Qualche anticipazione la fornisce sempre il presidente Cornaglia: «I prossimi incontri in programma – dice – sono pensati per riflettere sull’evoluzione della società, dei mestieri, delle idee negli ultimi 130 anni, l’età del nostro istituto. Nel corso degli appuntamenti il relatore di turno affronterà un tema attraverso un confronto tra ieri e oggi, tra memoria e innovazione. I temi: medicina, sport, cinema, storia, tecnologia e tanto altro. In primavera, Palazzo Banca d’Alba, in via Cavour 4, nel cuore del centro storico, vicino al Duomo ospiterà una mostra immersiva e multimediale che accompagnerà i visitatori in un percorso tra oggetti, immagini, testimonianze e suggestioni legate alla trasformazione della società e del territorio. Un viaggio emozionale, aperto a tutti». Fino al 1° marzo la Fondazione Banca d’Alba, con il patrocinio della Fabbrica di San Pietro in Vaticano, della Diocesi di Alba e del Ministero della Cultura, rende visitabile la mostra “La Pietà di Michelangelo. Il Calco. Dalla Basilica Vaticana ad Alba”. L’esposizione offre l’opportunità straordinaria di ammirare da vicino il calco della Pietà Vaticana, riproduzione fedele del celebre capolavoro di Michelangelo Buonarroti, realizzato nel 1942 dallo scultore Francesco Mercatali. Sono state soprattutto le scuole ad essere coinvolte in questa mostra, con un successo costante di pubblico.
«Com’era la nostra società, oltre 130 anni fa e com’è adesso anche attraverso il ruolo delle banche del territorio in un sistema di crescita generale: ecco il fil rouge che unisce tutte le iniziative 2026», aggiunge Cornaglia che annuncia l’assemblea dei soci per domenica 19 aprile (in anticipo rispetto al tradizionale mese di maggio) e la presentazione dei dati annuali già a metà febbraio.
Fatti del presente e tradizione sono i due parametri attraverso i quali gli eventi del 2026 si svilupperanno. Esemplare, sui temi dell’attualità, la relazione e le riposte alle domande rivolte dal pubblico a Lucio Caracciolo, sposando alla perfezione gli intenti degli organizzatori. Con l’intervento intitolato “La rivoluzione e noi”, il direttore di Limes ha reso il quadro di un mondo in cui il sogno americano si è perso. «All’ex marchio storico degli Usa non credono nemmeno più gli stessi americani – ha raccontato Caracciolo – e lo dice un sondaggio che parla di 7 statunitensi su 10 che non si rispecchiano nell’american way of life. Trump usa la sua posizione di potere come se gestisse un’azienda privata, ha ereditato mezzi disastri e si auto investe della missione di essere redentore di un Paese distrutto dai suoi predecessori. C’è, negli Stati Uniti, un declino del sentimento di sé, soprattutto della classe medio bassa che per decenni viveva sparsa negli ambienti rurali, con alcune sicurezze ormai crollate». E ancora: «Il Paese da tener d’occhio nei prossimi anni è la Turchia, potenza che fu grande e tornerà ad esserla. Sta cercando di passare da una dimensione continentale a marittima, ha ambizioni politiche e capacità economiche».