«La nostra crescita guarda oltre i confini regionali»

«I progetti crescono, ma sono le persone a fare la differenza. Così come la sinergia tra Piemonte e Franciacorta resta uno dei nostri punti di forza»

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È stata una serata di convivialità, ma anche di bilanci e visione, la cena di Natale presso la cantina Rapalino di Neviglie che ha riunito i collaboratori dell’Istituto Oeno Piemonte. Un appuntamento atteso, pensato non solo come momento di festa, ma come occasione per rafforzare il senso di appartenenza a un gruppo in continua evoluzione.
Durante la serata, l’Istituto, ed in particolare Federico Bertola, Alessandro Bertola, Nicola Faustini e Francesco Marchisio, hanno voluto rimarcare: «Ci sono momenti in cui il lavoro smette di essere solo lavoro. E diventa percorso, persone, fiducia. Ecco perché abbiamo voluto fermarci un attimo e guardare indietro: a tre anni fa, a quando questa avventura è iniziata tra idee, dubbi, entusiasmo e anche qualche critica. Come succede sempre quando si decide di costruire qualcosa di nuovo. Gli ostacoli non sono mancati. Ma sapere di avere accanto le persone giuste, quelle presenti alla serata, e quelle che ogni giorno condividono il cammino di Istituto Oeno Piemonte, ha reso tutto più semplice, più solido, più vero. Grazie a chi c’era all’inizio, a chi c’è oggi, a chi continua a essere parte della nostra quotidianità, umana e lavorativa. Perché i progetti crescono, ma sono le persone a fare la differenza».
Radici contadine astigiane e cuneesi, unite ad orgoglio e testardaggine hanno dato concretezza ad una realtà che rappresenta un prezioso interlocutore per moderne cantine in continua crescita. Senza dimenticare il valore di affiancare alla dimensione conviviale anche un gesto concreto di solidarietà: l’omaggio di un panettone a ciascun partecipante per contribuire a sostenere l’associazione SportAbili, ribadendo l’attenzione verso iniziative sociali e inclusive.
La cena è stata anche l’occasione per celebrare la crescita dell’Istituto Oeno Piemonte oltre i confini regionali, un percorso che negli ultimi anni ha trovato un’importante area di sviluppo oltre che in Veneto, in Valle d’Aosta e in Liguria, anche in Sicilia, in particolare sul versante dell’Etna. Un’espansione resa possibile grazie a collaborazioni strategiche e a legami professionali nati sui banchi di scuola dell’Enologica di Alba, primo fra tutti quello con Andrea Delpiano, enologo dell’azienda Giovanni Rosso di Davide Rosso che ha ricevuto uno dei riconoscimenti speciali della Guida Espresso, venendo nominato Enologo dell’Anno per l’edizione 2026, curata da Luca Gardini. Sempre parlando di persone occorre sottolineare il prezioso contributo di Edoardo Mascarello, un pilastro del Gruppo che si occupa della gestione del service a domicilio, sia per i vini fermi, sia per i tiraggi.
Per l’Istituto Oeno Piemonte fondamentale, nel percorso di crescita verso il Sud Italia, è stato inoltre il contributo di Pippo Tabbone, il cui supporto ha favorito il consolidamento delle attività e lo sviluppo operativo, consolidato anche dal moderno ed efficiente hub di Monticello d’Alba, autentico punto di riferimento strategico per offrire servizi a 360 gradi rivolti ad un’agile efficienza produttiva ed organizzativa. Come la fusione tra Piemonte e Franciacorta nella produzione delle bollicine: un solo obiettivo per ottenere la massima espressione enoica. La cena di Natale si è così trasformata in una fotografia fedele dell’identità dell’Istituto Oeno Piemonte: una realtà che cresce grazie alle competenze, alle relazioni umane e a una visione condivisa, capace di unire territori diversi sotto il segno della qualità e della cultura del vino.