La professione del commercialista sta vivendo una trasformazione profonda, che va ben oltre l’introduzione di nuovi strumenti tecnologici. Cambiano i modelli di business, si riducono i margini, mutano le aspettative dei clienti e il rapporto con collaboratori e giovani professionisti. È da questa consapevolezza che nasce “Commercialista oggi. Guida strategica per governare AI, persone e processi nello studio moderno”, il nuovo volume di Luca Piovano, disponibile in formato ebook e cartaceo su Amazon.
Il libro non si presenta come un manuale tecnico sull’intelligenza artificiale. Le istruzioni operative e le linee guida sull’uso dell’AI sono già ampiamente trattate dalla produzione istituzionale di settore. L’obiettivo dell’autore è diverso: offrire una riflessione strategica su cosa significhi oggi essere commercialisti e su come governare il cambiamento, scegliendo non solo quali tecnologie adottare, ma perché e quando farlo. Al centro del ragionamento ci sono il ruolo professionale, l’organizzazione dello studio e la relazione con clienti e collaboratori in un contesto sempre più automatizzato.
Il volume è strutturato in cinque parti. La prima analizza il nuovo paradigma della professione, mettendo in luce fenomeni come la commoditizzazione dei servizi tradizionali, la pressione sui margini e la crescente difficoltà nel reperire capitale umano qualificato. Particolare attenzione è dedicata al “costo dell’immobilismo”: non decidere, sottolinea Piovano, è già una scelta, con conseguenze concrete e misurabili.
La seconda parte entra nel merito dell’ecosistema tecnologico dello studio, affrontando temi come la scelta tra cloud e soluzioni on-premise, gli ecosistemi integrati, l’uso di AI generaliste o specializzate e l’emergere di soluzioni di intelligenza artificiale locale e privata per la gestione di dati sensibili. Non manca un’analisi del quadro normativo su sicurezza informatica e protezione dei dati.
Nella terza parte l’attenzione si sposta sull’organizzazione dello studio. La tecnologia, evidenzia l’autore, non produce valore se non è accompagnata da un’evoluzione del modello organizzativo. Viene così esplorato il passaggio da una struttura artigianale, centrata sul titolare, a una realtà più simile a un’impresa moderna, capace di attrarre talenti, crescere e competere. Ampio spazio è riservato al rapporto con le nuove generazioni, ai motivi della loro disaffezione verso la professione e alle possibili strategie di employer branding.
La quarta parte è dedicata alle applicazioni concrete dell’AI nelle diverse aree professionali: contabilità, fiscalità, advisory, operazioni straordinarie, bilancio e reporting, fino alla rendicontazione di sostenibilità, indicata come competenza emergente destinata a diventare sempre più centrale.
Chiude il volume una riflessione su etica, regolazione e scenari futuri. Vengono analizzati l’AI Act europeo e la Legge italiana 132/2025, prima normativa nazionale organica sull’intelligenza artificiale, insieme ai temi della trasparenza algoritmica e della responsabilità professionale. Il commercialista viene delineato come “presidio di fiducia” in un sistema sempre più automatizzato, chiamato a garantire controllo, interpretazione e responsabilità.
La prefazione è affidata a Luca Asvisio, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Torino, che legge il titolo del libro come una domanda necessaria e rimandata troppo a lungo, per evitare il declino degli studi e recuperare quella passione che fatica a trasmettersi alle nuove generazioni.
A completare il volume di Luca Piovano, un glossario dei termini tecnici, un’appendice sugli strumenti di AI disponibili sul mercato e una nota metodologica che chiarisce come l’intelligenza artificiale sia stata utilizzata nel processo di scrittura: non come sostituto dell’autore, ma come supporto editoriale, in coerenza con il messaggio centrale del libro.

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