Una “bustina magica” allunga la vita degli alimenti

È sufficiente inserire nelle cassette di frutta il nostro composto di origine naturale, per creare un ambiente migliore per la conservazione

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La parola “conservante” è un po’ respingente, perché siamo abituati ad associarla alla chimica alimentare, l’artificiale e qualcosa che si discosta dal naturale. Però grazie alla scienza dei biomateriali qualcosa sta cambiando, perché comunque poter prolungare la vita degli alimenti, o meglio, preservarne più a lungo le proprietà organolettiche fa bene alla salute e all’ambiente. Gustavo Gonzalez, co-fondatore della torinese Agreenet, racconta che grazie ai suoi studi al Politecnico è riuscito a sviluppare un materiale funzionale capace di rivoluzionare il settore del trasporto e stoccaggio degli alimenti più deperibili. Si pensi soprattutto a ciliegie, mirtilli, fragole, more, uva da tavola e agrumi. «Quel grado in più, quel grado in meno, quel raggio di sole che è arrivato e altre variabili possono portare a una deperibilità accelerata dei frutti», sottolinea Gonzalez. Il tema di fondo è che gli stress termici a cui vengono sottoposti, durante il trasporto, alimentano il deposito di microorganismi indesiderati, muffe e potenzialmente batteri. «Il problema è che le attuali soluzioni disponibili risultano insufficienti: refrigerazione non controllata, trattamenti chimici invasivi e rivestimenti sintetici rappresentano gli standard del mercato, ma comportano costi ambientali e rischi per la salute», sottolinea l’esperto. Ed ecco quindi l’idea e poi la capacità di sviluppare un composto, di origine naturale (molecole e fibre presenti nelle piante), capace di proteggere e allungare i tempi di conservazione. «Si tratta semplicemente di una bustina di carta, come quella del the, dove all’interno c’è il nostro composto. È sufficiente posizionarla all’interno delle cassette di frutta o altri contenitori e questa rilascia i suoi principi attivi naturali, creando un ambiente migliore per la conservazione», assicura Gonzalez. I test di laboratorio confermano ad esempio per l’uva fino a 25 giorni di durata e per le ciliegie e i mirtilli la media si attesta intorno ai 10 giorni. Per altro si propone anche come l’unica soluzione davvero “naturale” per il mercato biologico. La buona notizia è che la fase sperimentale è già stata superata, anche grazie al contributo del programma di accelerazione di LaGemma Venture (Fondazione Crc) e, dopo aver ottenuto ogni certificazione, dallo scorso febbraio Agreenet ha iniziato a siglare contratti di fornitura con aziende italiane e sudamericane. Non solo. Diverse imprese hanno manifestato interesse per impiegare questa tecnologia in altri settori alimentari: soprattutto prodotti da forno, carni e pasta fresca. «Stiamo ottimizzando la nostra formula per diversificare l’offerta in altre categorie merceologiche», conclude Gonzalez. Insomma, il primo packaging innovativo che aspira a diventare elisir. Di lunga vita.

 

Dario D’Elia