In C a 200 chilometri da casa: «Bra, lo stadio è un’opportunità»

LEGGI L'INTERVISTA a Giacomo Germanetti: una salvezza da centrare giocando a Sestri Levante e progettando il futuro. Il punto sui lavori con l'Assessore Walter Gramaglia. DALL'ULTIMO NUMERO DELLA RIVISTA IDEA

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Credits: A.C. Bra

Sul campo a Sestri Levante, ma con cuore, testa e speranze a casa. La stagione storica del ritorno dell’AC Bra in Serie C si è rivelata (e continua tuttora a rivelarsi) un percorso irto di ostacoli, difficoltà e sacrifici: la squadra giallorossa, come noto, sta infatti affrontando un torneo competitivo ed in cui figurano compagini importanti, piazze storiche e dal grande seguito (basti pensare, per esempio, alla Juventus Next Gen, all’Arezzo, all’Ascoli, al Perugia ed al Livorno, solo per fare qualche nome), disputando tutti i match casalinghi a ben 200 chilometri dalla “Zizzola”, in Liguria, a Sestri Levante, causa inagibilità dell’Attilio Bravi ad ospitare un campionato professionistico. L’iter burocratico per la ristrutturazione dello stadio braidese è partito e, faticosamente, avanza, ma ancora con nodi cruciali da sciogliere: intanto, però, la compagine di mister Nisticò sta dando battaglia per centrare una salvezza che, considerando le tante difficoltà emerse, avrebbe il sapore di impresa. è un misto di orgoglio per quanto ottenuto e per i risultati finora arrivati, frutto di sforzi e sacrifici, ma anche di preoccupazione per un futuro ancora incerto, legato alla questione stadio, il presidente del Bra Giacomo Germanetti.

Presidente, prima di passare alle note “dolenti”, partiamo dal campo: il Bra è in Serie C e sta lottando per restarci.
«Siamo partiti in questo campionato, come si è visto dai primi risultati, con le classiche difficoltà di chi deve capire quale realtà si trova di fronte. Poi, poco a poco, anche grazie agli sforzi per rendere sempre più competitiva la rosa, ci siamo messi in carreggiata e siamo al livello delle 7-8 squadre dietro alle corazzate. Ce la stiamo giocando, le differenze con società più blasonate non si stanno vedendo e in tanti ci hanno già fatto i complimenti. Ci piacerebbe non passare dai playout per conquistare la salvezza, ci proveremo».

Sul campo il Bra sta dando risposte, nonostante sia costretta a sostenere le sfide casalinghe a 200 chilometri da casa. Quantificando, quante spese dovete affrontare per giocare al “Sivori”?
«Le componenti sono tante, considerando le tariffe diurne e serali (in base all’orario di svolgimento delle gare), le spese per la notte in albergo, le quote che dobbiamo versare al Comune di Sestri, gli steward, l’affitto del pullman. Abbiamo tracciato una media dei costi e questi si aggirano fra i 10 ed i 12mila euro a gara, con picchi di 13-14 mila. Paradossalmente, spendiamo molto di più giocando fra le mura amiche, piuttosto che in trasferte lontane come possono essere, per esempio, Terni o Ascoli, per le quali ci spetta, comunque, una percentuale sui botteghini».

Al di là della situazione stadio, cosa ha comportato entrare nel calcio professionistico?
«Possiamo dirla così, fare la Serie C è un’esperienza: la situazione più complessa ha senza dubbio riguardato la componente logistica; poi sicuramente la parte gestionale dei giocatori, il passaggio al professionismo con tutto ciò che ne deriva, come la tenuta della contabilità, l’affidamento ad un consulente del lavoro e ad un commercialista che ci possano seguire con la massima attenzione. Per il resto non è cambiato molto, il punto di riferimento è Bra, dove si svolgono gli allenamenti e dove giocano le nostre giovanili, ma rispetto alla nostra passata esperienza in Lega Pro (in Seconda Divisione, e stagione 2013-14, ndr) è tutto completamente diverso e, soprattutto, più complicato, al di là degli spostamenti».

Facciamo il punto, provando ad ordinare i puntini, sulla messa a norma del “Bravi”. Quali sono le modifiche sostanziali da apportare?
«Gli interventi principali riguardano: allargamento delle misure del campo; potenziamento delle tribune (divise) per arrivare al numero minimo di capienza pari a 1500 posti (attualmente è circa 900) ed illuminazione. A latere, infine, una serie di migliorie su spogliatoi, sala stampa e area Gos».

A che punto è l’iter burocratico?
«Il progetto c’è, ha già ottenuto la fattibilità tecnica ed economica: dovrà passare il vaglio della Questura, della Figc, del Coni e del Consiglio Comunale. La fase progettuale, quindi, sta avanzando regolarmente».

E poi c’è il capitolo più annoso, quello delle spese di realizzazione…
«Il nodo principale resta quello dei costi: al momento sono state reperite una parte delle risorse, ma ne manca una parte sostanziosa e bisognerà capire come ottenerla e con quale formula (come, per esempio, i bandi)».

Quale è il prossimo passo da compiere?
«Per noi sarà fondamentale presentare definitivamente almeno, entro la fine della stagione, il progetto per la riqualificazione dello stadio, un passo che ci permetterà di poter continuare, in caso di salvezza, a giocare in C, pur lontano da casa, magari tentando nuovamente di riavvicinarci a Bra».

Ipotesi che, per i colori giallorossi, si spera di non dover affrontare. Il Bra retrocede e torna in Serie D ad iter avviato: c’è il rischio che l’ampliamento del “Bravi” venga ancora rimandato?
«Mi auguro sinceramente di no, sarebbe un ragionamento senza visione e poco lungimirante, considerando le responsabilità che le istituzioni hanno nei confronti delle società sportive e dei tifosi. Uno stadio rinnovato ed a norma per la Serie C può essere un’opportunità, un investimento e non soldi buttati: un impianto che potrà fruttare, l’esempio che abbiamo di fronte è proprio quello di Sestri Levante».

Un messaggio rivolto alla città?
«Mando un messaggio rivolto a tutti, oltre ai nostri sostenitori storici: anche se ora giochiamo lontani da Bra, ed è alienante essere sempre in trasferta, vorrei che la cittadinanza ci facesse sentire la propria vicinanza ed affetto».

«Il Comune parteciperà con
un mutuo fino a 700mila euro»

L’iter per il rinnovamento dello Stadio “Bravi” di Bra prosegue, seguendo tutti passaggi burocratici previsti. Con l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Walter Gramaglia abbiamo provato a mettere ordine e chiarire i punti più discussi di questi mesi. Partendo dai costi: «Abbiamo finanziato il progetto di fattibilità tecnico-economica, che ci è stato consegnato ai primi di luglio ed è stato pensato per valorizzare il più possibile tutto l’esistente, cercando di non demolire e ricostruire, rispettando i parametri richiesti dalla Serie C per l’omologazione. Nello stesso periodo abbiamo quantificato l’importo complessivo presentato in Commissione Lavori Pubblici, pari a 2,37 milioni di euro, a cui si sommano le spese tecniche di progetto esecutivo, direzione lavori, collaudo e sicurezza per un totale di 2,6. Abbiamo inserito questo quadro economico – spiega Gramaglia – nel piano triennale opere pubbliche, rendendoci disponibili a partecipare con un mutuo fino a 700mila euro: il resto, però, dovrà arrivare da altri tipi di finanziamento. Su questa base, stiamo ragionando su qualsiasi possibilità: una di queste, sicuramente, è il bando ministeriale “Sport e Periferie”, come quello che ha vinto Cuneo nel 2025, che abbiamo studiato e sul quale ci stiamo preparando. E poi, attendiamo i bandi regionali indirizzati agli impianti sportivi».

Intanto, il progetto avanza seguendo le procedure: «Attendiamo l’ok dalla Prefettura, dopo un ultimo sopralluogo sul campo; poi toccherà a Coni (la richiesta è già in itinere), prima di sviluppare il progetto esecutivo da approvare in Giunta Comunale». E se il Bra dovesse retrocedere in Serie D? «Il progetto è facilmente divisibile in lotti per diverse tipologie di interventi. Lo stadio ha comunque bisogno di una revisione, al di là della categoria: potremo quindi – rassicura l’Assessore – operare sui lotti funzionali a seconda delle necessità e dei finanziamenti disponibili».