Dal 28 gennaio a Casale Monferrato, Cuneo e Novara arriva La coscienza di Zeno

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La coscienza di Zeno

LA COSCIENZA DI ZENO

di Italo Svevo
con Alessandro Haber
e con Alberto Fasoli, Valentina Violo, Stefano Scandaletti, Ester Galazzi, Emanuele Fortunati, Francesco Godina, Caterina Benevoli, Stefania Ugomari di Blas, Chiara Pellegrin, Giovanni Schiavo
regia Paolo Valerio
adattamento Monica Codena e Paolo Valerio
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
produzione Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, Goldenart Production

Da mercoledì 28 gennaio 2026 La coscienza di Zeno sarà in scena nei teatri di Casale MonferratoCuneo e Novara, all’interno dei cartelloni di Piemonte dal Vivo.

Lo spettacolo, diretto da Paolo Valerio e interpretato da Alessandro Haber nel ruolo di Zeno Cosini, è prodotto dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia in collaborazione con Goldenart Production ed è attualmente uno dei titoli più applauditi della scena teatrale italiana, ripreso per la terza stagione consecutiva dopo il grande successo di pubblico e critica.

A oltre cent’anni dalla pubblicazione del romanzo, La coscienza di Zeno si conferma un’opera di straordinaria modernità: un viaggio ironico e profondo nell’inettitudine, nella fragilità e nelle contraddizioni dell’uomo contemporaneo. L’adattamento teatrale valorizza la forza narrativa del testo di Svevo, restituendone la complessità psicologica e l’umorismo sottile, con un allestimento che intreccia parola, movimento, musica e immagini.

Nel nuovo allestimento firmato da Paolo Valerio, Zeno prende corpo in una doppia dimensione – quella del narratore e quella dell’uomo che si racconta – offrendo al pubblico una riflessione intensa e attualissima sul “mal di vivere” e sull’originalità dell’esistenza. Alessandro Haber dà vita a un personaggio carismatico e umano, capace di coniugare ironia e profondità emotiva.

Le date in Piemonte

  • Mercoledì 28 gennaio 2026 – ore 21.00 Teatro MunicipaleCasale Monferrato
  • Giovedì 29 gennaio 2026 – ore 21.00 Teatro Municipale, Casale Monferrato
  • Venerdì 30 gennaio 2026 – ore 21.00 Teatro ToselliCuneo
  • Sabato 31 gennaio 2026 – ore 21.00 Teatro CocciaNovara
  • Domenica 1° febbraio 2026 – ore 16.00 Teatro Coccia, Novara

NOTA DI REGIA – PAOLO VALERIO

Come scrive Giorgio Strehler, “La coscienza di Zeno” è «una pietra nel cuore di tutti i triestini» e per me è una sfida davvero particolare.

Ho affrontato questo lavoro privilegiando fortemente la narrazione di Svevo: ho voluto racchiudere in questa esperienza teatrale alcune pagine che trovo straordinarie, indimenticabili, costruendo un altro Zeno accanto all’Io narrante. Quindi Zeno – interpretato da Alessandro Haber – si racconta e si rivive attraverso il corpo di un altro attore.

Zeno ci rivela l’inciampo, l’umanità… E anche il personaggio di Alessandro Haber s’intreccia a questa inettitudine e talvolta, durante lo spettacolo, si sovrappone l’uomo all’attore, per sottolineare “l’originalità della vita”.

Zeno ci appartiene, racconta di noi, della nostra fragilità, della nostra ingannevole coscienza, della voce che ci parla e che nessuno sente e che ci suggerisce la vita.

Attraverso l’occhio scrutatore del Dottor S. ho cercato di restituire la dimensione surreale, ironica e talvolta bugiarda di Zeno, immersa nell’atmosfera della sua Trieste e di tutti gli straordinari personaggi che la vivono.

Un immaginario il cui respiro cerebrale dialoga con il mondo dell’arte, con la psicoanalisi e dove ho cercato di rendere con forza la dialettica fra “esterno e interno” nella spietata analisi che Zeno fa della propria esistenza, lasciando costantemente aperta una finestra sul proprio mondo interiore.

Grazie a tutti gli attori, ai collaboratori e grazie alla passione di Alessandro Haber, il nostro spettacolo vorrebbe essere proprio così, come dice Zeno Cosini: «La vita non è né bella né brutta, ma è originale. La vita mi pareva tanto nuova come se l’avessi vista per la prima volta con i suoi corpi gassosi fluidi e solidi. Se la raccontassimo a qualcuno che non ci fosse abituato rimarrebbe senza fiato dinanzi all’enorme costruzione priva di scopo. Mi avrebbe domandato: ma come l’avete sopportata? E dopo essersi informato di ogni singolo dettaglio, da quei corpi celesti appesi lassù perché si vedano ma non si tocchino, fino al mistero che circonda la morte, avrebbe certamente esclamato: Molto originale!»