Custodi dei boschi e di un patrimonio tra il materiale e l’immateriale, che spazia tra elementi molto concreti -gli alberi, espressione viva di biodiversità- e riti i bilico tra l’arcaico e l’economia moderna, nata per mettersi a braccetto con i temi del gusto, del paesaggio, del senso di appartenenza. Sono i trifolau, presenti in gran numero al proverbiale raduno indetto insieme da Enoteca Regionale del Roero e Comune di Canale di domenica 11 gennaio.
Sono sedici, ora, le edizioni di questo evento supportato tra gli altri da Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, AssoTrifolau dell’Albese e delle Rocche del Roero, Regione Piemonte, Fondazione Crc ed Atl: una kermesse che è tradizione, ma pure degna conclusione della stagione della “cerca”, in un territorio in cui la Sinistra Tanaro mette in vetrina i sensi del proprio orgoglio e del ruolo fondamentale giocato nell’intenso, talvolta nascosto, panorama di fatti e gesti connessi al “tuber magnatum pico”.
Il freddo stagionale è stato ben compensato dalla presenza e delle parole dei protagonisti di questo ambito, e dai fidi “tabùi” (oltre trecento, quelli censiti in giornata), a partire dal ritrovo in piazza Italia e scendendo per il corteo sino ai piedi del Castello Malabaila, pressoché sin dalle origini scelto come sede delle orazioni ufficiali, delle premiazioni, e delle riflessioni portate dai diversi artefici di questa manifestazione allo stesso tempo “popolare” e densa di ufficialità.
Maestro di cerimonia: il presidente Marco Perosino, per una giornata ha mostrato contenuti e voglia di crescere ancora. Non sono mancati interventi ufficiali, le voci istituzionali da parte delle rappresentanze della politica locale, gli accenni ad un Roero che cerca e sa trovare coesione concreta (degno di menzione, in proposito, il cenno del sindaco Enrico Faccenda al Distretto del Cibo e ai piani sul Mercato Ortofrutticolo, della portata complessiva di 13 milioni di euro: oltre che ai recenti sviluppi futuribili in tema di turismo e valorizzazione del territorio condotti dal Bando Stars della medesima Fondazione Crc e dai fondi transfrontalieri Alcotra), in una successione di interventi in cui c’è stata voce per gli assessori regionali Paolo Bongioanni e Marco Gallo, per il senatore Giorgio Maria Bergesio -fautore peraltro, in sede parlamentare, dei “nuovi” voucher per l’agricoltura- del capo del Centro Nazionale Studi sul Tartufo Bianco d’Alba Antonio Degiacomi, e di Massimo Gula, ai vertici del Gal Langheroero Leader, insieme alla delegazione del Cuneo Volley che è partner del Roero e dell’Enoteca portando il segno di questa terra sulle maglie e sui campi della Serie A di pallavolo.
Il “decano” dei cani da tartufo è stato Zeta di Giancarlo Bressano, 18 anni, “maggiorenne” ormai: mentre il “tabùi” più giovane tra quelli partecipanti è stato Kira di Gabriele Braghino, 5 mesi di talento tutto da esprimere. Il cercatore più giovane è risultato Giorgio Rabino di Canale, 9 anni: quello più anziano, invece, Bruno Rainero, 83 anni, da Montà. Menzione ad hoc per il trifolau proveniente da più lontano, ossia Roberto Caruso da Messina: e per la donna più in gamba della categoria, la turca (sic!) Ozden Secil. Un plauso, infine, per Biscotto da Pocapaglia, già campione di ricerca durante le prime olimpiadi di Monteu Roero, e ospite di recente alla trasmissione televisiva “Striscia la notizia”, premiato con la gualdrappa d’onore di questa edizione.
LA FOTOGALLERY È A CURA DI PAOLO DESTEFANIS E VERONICA COLOMBINO

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