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“EduFinBTM”: la banca investe nel futuro dei giovani

La Banca Territori del Monviso porta l’educazione finanziaria nelle scuole: dalla primaria alle superiori, la conoscenza diventa strumento di libertà

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La Banca Territori del Monviso ha scelto di investire in un bene prezioso: la conoscenza. Benedetta Rey, responsabile marketing e comunicazione, lo racconta con passione e con la forza di chi crede che la cultura finanziaria sia un diritto, non un privilegio.

«Come banca abbiamo avviato un progetto di educazione finanziaria già tre anni fa – esordisce – e per questo presentiamo il progetto EduFinBTM, portato avanti con le scuole nel 2024. Come diceva giustamente il presidente di Confindustria Cuneo Costamagna, investire nei giovani per la nostra banca è fondamentale. Lo facciamo con tante attività: abbiamo avviato da poco la “BTM Young Community” e con le scuole del territorio lavoriamo in modo considerevole».

Il cuore del progetto è un percorso che porta un titolo evocativo: “Young for Young” – Le parole della finanza. «Abbiamo cercato di coinvolgere i ragazzi attivamente, in modo che fossero loro stessi a parlare ai coetanei. Ragazzi che spesso non hanno alcuna base di educazione finanziaria. Andando nelle scuole ci si è resi conto di quanto sia necessario portare le basi della finanza e dell’economia: molti non conoscono neppure la differenza tra le carte di pagamento o tra prodotti bancari elementari».

Il progetto è accreditato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e inserito nel calendario nazionale quellocheconta.gov. Una garanzia di qualità, ma soprattutto un segno di fiducia. Rey sottolinea: «Il nostro percorso inizia dalla quinta elementare, con parole semplici: budget, interesse, prime nozioni per avvicinare i bambini all’educazione finanziaria. Poi prosegue con la terza media e arriva fino alla quinta superiore».

Rey racconta il coinvolgimento diretto dei ragazzi più grandi: «Per gli studenti delle superiori abbiamo creato un progetto dedicato ai ragazzi di terza e quarta. È importante che anche chi frequenta il liceo o altri indirizzi senza una base economica possa fruire di contenuti pensati per loro. Vogliamo che siano protagonisti, non spettatori».

La visione è chiara: educare significa costruire futuro e, soprattutto, farlo innescando un dialogo nuovo e fruttuoso tra generazioni diverse, andando oltre all’utilità immediata, ma considerando il senso del progetto in una prospettiva, anche temporale, più ampia, come un investimento di lungo termine. «La nostra banca – conclude Rey – non vuole limitarsi a fornire servizi. Vogliamo essere parte attiva della comunità, accompagnare i giovani in un percorso che li renda consapevoli e liberi nelle scelte. Perché la cultura finanziaria non è solo numeri: è responsabilità, è capacità di difendersi, è libertà».

Insomma un invito a guardare oltre i bilanci e le statistiche, a investire sulla missione della banca come agente di coesione sociale. 

“EduFinBTM” è così un ponte tra generazioni, un investimento che non produce solo rendimenti economici, ma capitale umano. E stando coi ragazzi si percepisce che il seme è stato piantato: la finanza non è più un linguaggio ostile, ma un fondamentale alfabeto di futuro. 

BaNNER
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