L’assegnazione dei contributi del Bando Neve, che porta nel Cuneese oltre 27,8 milioni di euro destinati a 19 progetti, segna un passaggio importante per l’intero arco alpino provinciale. Per Roberto Gosso, presidente di Cuneo Neve, si tratta di un «risultato storico», non solo per l’entità delle risorse ottenute ma per il metodo che ha permesso di raggiungerlo: un lavoro avviato già nel 2020–2021, quando gestori, Comuni e soggetti tecnici decisero di costruire insieme un dossier organico degli interventi prioritari, frutto di un’analisi condivisa delle esigenze reali delle stazioni sciistiche e della loro evoluzione futura. Questa programmazione anticipata, attenta e coordinata, ha permesso al territorio di presentarsi pronto all’apertura del bando con progetti maturi, cantierabili e sorretti da un forte coinvolgimento degli operatori privati, che in molte località affiancheranno risorse proprie a quelle pubbliche. Un modello che rafforza il legame tra investimenti e ricadute territoriali, perché coinvolge gli attori che vivono quotidianamente la montagna e ne conoscono limiti, potenzialità e orizzonti.
Per Gosso, la portata del bando va letta su due piani paralleli. Da un lato, quello economico, con interventi che riguardano impianti di risalita, innevamento programmato, sistemi di sicurezza e infrastrutture di servizio. Dall’altro, quello culturale e metodologico: il risultato conferma che, quando la montagna opera in modo coordinato, ha la capacità di attrarre investimenti significativi e di orientare lo sviluppo dei comprensori verso standard più elevati di qualità e competitività. Le stazioni sciistiche, infatti, non sono soltanto poli turistici: rappresentano presidi di lavoro, indotto, identità e servizi per comunità che mantengono viva la presenza nelle vallate. Per molte famiglie e imprese, la vitalità degli impianti incide direttamente sulla possibilità di restare o investire in montagna. «Ringrazio la Regione per la fiducia accordata, i sindaci e gli uffici comunali per il lavoro di progettazione, i gestori degli impianti per la disponibilità al confronto e al cofinanziamento. Continueremo a lavorare insieme perché questo risultato non resti un punto di arrivo, ma diventi la base di un percorso stabile di sviluppo delle nostre stazioni e delle nostre vallate», conclude Gosso.
Clima, strategia e un nuovo
equilibrio per la montagna
Questo non esclude una riflessione più ampia. Le consigliere regionali di Alleanza Verdi e Sinistra – Giulia Marro, Alice Ravinale e Valentina Cera – hanno ricordato come i cambiamenti climatici stiano già influenzando profondamente l’inverno alpino. Secondo Arpa Piemonte, la stagione 2024–25 ha registrato un deficit di neve fresca compreso tra il –20% e il –40% rispetto alla media 1991–2020: uno dei dati peggiori degli ultimi sessant’anni. Per Avs, questo quadro non deve frenare gli investimenti sugli impianti, ma deve piuttosto stimolare un approccio più strutturato, che integri l’ammodernamento delle stazioni sciistiche con una strategia di adattamento climatico, di diversificazione economica e di rafforzamento dei servizi di valle. L’invito non è dunque quello di contrapporre turismo invernale e criticità ambientali, ma di «far camminare insieme gli investimenti e una visione di lungo periodo», nella consapevolezza che la montagna è un sistema complesso e che solo uno sguardo integrato può garantirne la sostenibilità futura.
Proprio l’integrazione è il filo conduttore del progetto europeo Alpimed Clima, che negli ultimi anni ha trasformato il Cuneese in un laboratorio avanzato di sperimentazione tecnologica. Le attività condotte dal Politecnico di Torino, dal Csi–Cuneo Neve e dalla Camera di Commercio hanno permesso di analizzare con precisione scientifica il funzionamento di una stazione sciistica: consumi energetici degli impianti di risalita, performance dei sistemi di innevamento, caratteristiche del manto nevoso, necessità operative dei mezzi battipista. Da questo lavoro è emersa una serie di possibilità concrete: droni e sensori Gnss per misurare lo spessore della neve e ridurre sprechi; sistemi intelligenti per modulare la velocità delle seggiovie in base all’affluenza; tecnologie che permettono di intervenire con minore impatto energetico e maggiore efficacia. Innovazioni che, una volta integrate negli interventi del Bando Neve, potranno rendere le stazioni non solo più moderne, ma anche più solide di fronte a scenari climatici incerti.
Dal “sistema impianti”
al “sistema neve”
La modernizzazione della montagna, però, non riguarda soltanto gli aspetti tecnici. Sempre più, i territori lavorano per costruire un ecosistema turistico capace di competere in un mercato in rapida evoluzione. In questo quadro si inseriscono progetti come Cuneo Neve Pass, la card digitale che dematerializza molte procedure di accesso agli impianti, e Cuneo Neve Store, la piattaforma di biglietteria online che permette una gestione più flessibile, comoda e integrata per gli utenti. Sono iniziative che collocano la montagna cuneese all’interno della trasformazione digitale in atto nel turismo, dove la rapidità dei servizi, la qualità dell’esperienza e la semplicità d’uso sono elementi decisivi. Allo stesso tempo, le attività promozionali congiunte con l’Atl del Cuneese e la Camera di Commercio rafforzano l’identità del “Sistema Neve” come brand territoriale riconoscibile, capace di presentarsi come un’unica grande destinazione, con offerte diversificate ma coordinate.
La montagna di oggi, infatti, non vive più soltanto nel ritmo delle stagioni: cresce nella misura in cui riesce a proporre attività tutto l’anno. Località come Limone Piemonte e Prato Nevoso hanno già avviato processi di diversificazione che comprendono outdoor, wellness, percorsi natura, eventi culturali e spazi dedicati alle famiglie. Le esperienze del progetto Alpimed Clima mostrano come anche la gestione tecnica degli impianti possa diventare un fattore di attrattività, perché una montagna più efficiente e più sicura è anche una montagna più piacevole da vivere. La promozione della mobilità dolce, la creazione di servizi digitali, la valorizzazione dei centri abitati e delle attività locali si combinano così in un’idea più ampia di territorio.
Verso un nuovo modello
di sviluppo montano
Alla luce di tutto ciò, il Bando Neve non appare come una scelta isolata, ma come un tassello di una trasformazione che, volenti o nolenti, è già in corso. Il risultato ottenuto dal Cuneese – unito alla richiesta politica di una visione più coordinata e ai dati tecnici che emergono dai progetti europei – può diventare l’occasione per definire un modello di sviluppo più robusto, più innovativo e più attento al futuro. In questo senso, la distanza tra l’entusiasmo di Gosso e la prudenza costruttiva di Avs non appare incolmabile: entrambe le prospettive convergono verso un obiettivo comune, che è quello di mantenere la montagna viva, attrattiva, competitiva e capace di innovare.
La sfida ora è trasformare questi investimenti in un percorso condiviso, capace di garantire benessere ai residenti, qualità ai visitatori e nuove opportunità ai territori. La montagna cuneese possiede gli strumenti, le competenze e la visione per farlo. Il «risultato storico» è il punto di partenza: il futuro dipenderà dalla capacità di proseguire insieme questo cammino.
«Pubblico e privato insieme: gli investimenti pesano di più»
Dal Bando Neve un’opportunità per modernizzare gli impianti e accompagnare la montagna verso un modello più resiliente ai cambiamenti climatici

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