La provincia di Cuneo è un paese per giovani grandi numeri per occupazione e risparmio

Al 27° posto in Italia per qualità della vita secondo “Il Sole 24 Ore”. La prima in Piemonte. Il neo: pochi laureati (83esimi). Affari e lavoro: nei primi 5 piazzamenti

0
0

Che cosa significa guadagnare 10 posti nella classifica nazionale che parla di “qualità della vita”? Molto, soprattutto se nel ranking nazionale si passa dal 37° al 27° posto su 107, tante quante sono le province in Italia. In questa particolare graduatoria 2025, la “Granda” è tra le prime 30 nell’indagine de “Il Sole 24 Ore” sulla qualità della vita, guadagnando 10 posizioni rispetto alla rilevazione di un anno fa. È la prima in Piemonte e davanti a territori come Brescia, Piacenza, Pesaro Urbino, di solito indicate con la frase “lì si vive bene”. Dal punto di vista istituzionale ci sono 104 Province con funzioni amministrative, più la Regione autonoma Valle d’Aosta e le Province autonome di Bolzano e Trento che hanno funzioni legislative e sono da considerarsi come Regioni. Sono queste, al momento attuale, pertanto, le 107 realtà geografiche prese in considerazione dal maggiore giornale economico, quello più capace di fotografare il benessere nei territori. Un balzo significativo per la provincia di Cuneo che conferma il trend positivo del territorio e la sua crescente attrattività. Si vive senza dubbio bene, ma è necessario, prima di tutto, intendersi su che cosa sia il benessere, la qualità della vita. «Si tratta di un concetto multidimensionale – spiega il sociologo monregalese Andrea Launo che lavora sulle criticità e sulle variabili del contesto sociale, professore a contratto all’università di Psicologia a Torino –. Misura il benessere individuale e sociale, combinando fattori oggettivi e soggettivi. Comprende sia le condizioni materiali come reddito, lavoro e abitazione, welfare in ambito lavorativo, sia aspetti intangibili come la salute, la sicurezza, l’istruzione, l’ambiente, le relazioni sociali, l’equilibrio tra vita privata e lavorativa e il senso di felicità e soddisfazione personale. Viene misurata tramite indici che combinano indicatori oggettivi e soggettivi. È un concetto dinamico che può variare nel tempo». L’indagine del “Sole” prende in esame 90 indicatori, suddivisi nelle sei macrocategorie tematiche: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, società e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero. È nelle due province autonome di Trento e Bolzano che si rileva il più elevato livello di soddisfazione per la vita. Trentino e Alto Adige sono nelle prime posizioni dal 1990. E la “Granda”? Era al venticinquesimo posto 35 anni fa, quando questa graduatoria fu inventata, settima nel 1997 (miglior posizione fino ad oggi), undicesima nel 2011, ancora settima nel 2015, poi la perdita di posizioni dal 2016 al 2024 (dal 18° al 37° posto). Ora la “Granda” ha tanti motivi per festeggiare il 27° posto. Il Sud è ancora in coda. Il dato conferma una spaccatura geografica che, in 36 edizioni della Qualità della vita, non ha accennato a sanarsi. Luca Crosetto, presidente di Camera di Commercio di Cuneo: «Accolgo con enorme soddisfazione i risultati dell’indagine che premiano la nostra provincia con un balzo di ben 10 posizioni nella classifica generale. È il segno tangibile di forza, resilienza e attrattività del territorio cuneese. Siamo orgogliosi dei risultati che ci collocano nell’eccellenza italiana: il settore Giustizia e sicurezza ci vede al quinto posto in Italia, un ottimo risultato per la serenità dei cittadini e la garanzia degli investimenti. La solidità del nostro tessuto economico è confermata anche dal balzo in avanti degli indicatori del settore Ricchezza e consumi e Affari e Lavoro che riflettono un contesto dinamico per le imprese. L’ente camerale ritiene che la cultura sia un motore di sviluppo economico e sociale. Incoraggia vedere che siamo passati dal 52esimo al 36esimo posto, con una crescita di 16 posizioni nel panorama nazionale mentre desta sempre qualche preoccupazione il tema demografico, sostanzialmente stazionario. Continueremo a lavorare in sinergia con pubblico e privato per garantire al nostro territorio un futuro di eccellenza».

NEL CUNEESE: POCA
DISOCCUPAZIONE GIOVANILE
Tra i risultati più rilevanti emergono la qualità della vita dei giovani, per cui Cuneo si colloca sul podio nazionale con un eccellente terzo posto dopo Gorizia e Bolzano. Il punteggio (612, mentre Gorizia, prima in questo settore, ne ha totalizzati 663) è composto da una serie di indicatori. La parte del leone, per i giovani cuneesi, la fa la disoccupazione giovanile: settimo posto con il 4,3% sulla popolazione compresa tra 15 e 34 anni, mentre la media è di 12. Soddisfazione per il proprio lavoro: quinto posto nazionale; imprenditorialità giovanile: diciottesimo posto. Bene anche per il quoziente di nuzialità che si riferisce al numero di matrimoni celebrati ogni mille abitanti: 3,2 la media rispetto al valore di 3 a livello nazionale. Potrebbe migliorare il numero di laureati: media nazionale pari a 28, nella “Granda” siamo a 23,2, all’ottantatreesimo posto per questo indicatore. La solidità del tessuto economico locale è testimoniata dal terzo posto per il basso numero di imprese in fallimento e per la buona capacità di innovazione, piazzandosi all’undicesimo posto per presenza di startup innovative. Il sistema dei servizi finanziari appare capillare. Che il Cuneese sia “buon risparmiatore” è noto, ma anche grazie ad un importante numero di sportelli bancari: siamo al quarto posto per densità di presenze sul territorio e al nono per consistenza dei depositi bancari delle famiglie, con una media pro capite pari a 45.869 euro. Per Ricchezza e consumi la provincia di Cuneo è al 18° posto in Italia guadagnando 9 posizioni, Milano vince in questo settore mantiene la leadership in Affari e Lavoro, dove Cuneo è in ottima posizione, quinta, contando che ha scalato sei posizioni. La “qualità della vita delle donne” è un indice basato su 14 parametri (tra cui tasso di occupazione, imprese femminili, amministratrici donne di imprese e di entri locali, quota di laureate, gap retributivo e occupazionale, competenza numerica e alfabetica non adeguata) e Cuneo si piazza al 32° posto e addirittura al 2° in Italia per il tasso di occupazione giovanile. È al 29° posto per numero di violenze sessuali denunciate. Molto positivi anche gli indicatori legati al benessere collettivo: la Granda conquista infatti il quinto posto complessivo nel macro-indicatore Giustizia e sicurezza, posizionandosi in nona posizione per minor indice di criminalità, mentre sul fronte sanitario registra il nono posto per bassa emigrazione ospedaliera, segno della fiducia dei cittadini nella qualità delle strutture regionali. «Questi risultati confermano – commenta il presidente della Provincia Luca Robaldo – ciò che da tempo sosteniamo: la provincia di Cuneo è un territorio solido, attrattivo e capace di garantire una qualità della vita elevata per i suoi cittadini. La sicurezza, l’attenzione ai giovani, la salute del nostro sistema economico e la capacità di innovare sono elementi che ci rendono orgogliosi e che testimoniano l’impegno quotidiano di amministratori, imprese, comunità e istituzioni locali. Continueremo a lavorare per consolidare questi punti di forza e per far crescere ancora la nostra Granda».