«La cultura è un bene comune, appartiene a tutti e tutti ne siamo responsabili» Lalla Romano ci ricorda che la cultura non è un imbellimento, ma radice e responsabilità. E proprio perché radice diventa motore: in Italia ogni euro investito in cultura ne genera 1,7, un moltiplicatore che trasforma memoria in valore, creatività in occupazione, identità in sviluppo.
Nella sala delle Colonne del Filatoio di Caraglio si è svolta la presentazione del terzo focus “Cultura e Creatività – Focus sulle imprese Cuneo 2025”. Davide De Luca, direttore della Fondazione Artea, ha moderato i lavori aperti dall’editore Nino Aragno: «Nel 900 la Provincia di Cuneo ha regalato alla letteratura una fioritura prodigiosa, quasi miracolosa, di scrittori, come nessun territorio di questo Paese ha saputo fare. Prima di sapere chi siamo dobbiamo ricordarci cosa eravamo e cosa siamo stati, riconoscendo il nostro valore, con obiettività e senza falsa modestia». Un richiamo che resta oggi attualissimo.
Luca Crosetto, presidente della Cciaa, ha rimarcato: «Presentiamo i dati della filiera culturale e creativa cuneese che, malgrado una piccola frenata nel 2024, nell’ultimo quadriennio ha avuto una crescita nettamente superiore alla media regionale e nazionale. Abbiamo scelto il Filatoio per sottolineare l’ingresso della Camera nella Fondazione Artea, a riprova dell’importanza che attribuiamo alla cultura, motore di sviluppo economico e di innovazione diffusa».
Alessandro Rinaldi, vicedirettore dell’Istituto Tagliacarne, ha presentato i dati nazionali: valore aggiunto di 112,6 miliardi di euro, pari al 5,7% del Pil, un milione e mezzo di occupati e oltre 289 mila imprese.
I numeri di Cuneo
• Valore aggiunto 2024: 731,2 milioni di euro (3,4% dell’economia provinciale)
• Occupati: 10.911 (3,8% del totale, sotto la media nazionale 5,8% e regionale 6,3%)
• Editoria e stampa: 131 milioni di euro
• Architettura e design: 102 milioni di euro
• Videogiochi e software: 81 milioni di euro
• Crescita Core ed Embedded Creatives 2021-2024: +21,4% (contro +12,8% piemontese)
Un quadro in continua evoluzione
«In provincia di Cuneo la componente Core pesa più della media nazionale: un’editoria di qualità, imprese culturali radicate e una rete bibliotecaria tra le più capillari d’Italia rendono la filiera culturale un presidio di identità, conoscenza e attrattività. È la dimostrazione che la cultura è un motore che produce valore» ha ribadito Rinaldi.
Cristina Clerico, assessora alla Cultura di Cuneo, ha sottolineato l’importanza del confronto con Pordenone, il presidente Mauro Gola ha ricordato l’impegno della Fondazione Crc, Pierluigi Vaccaneo del Centro Studi Pavese ha parlato di «partecipazione, valorizzazione e prescrizione sociale», Michelangelo Agrusti ha evidenziato il ruolo moltiplicatore di Pordenonelegge, mentre Davide De Luca ha rimarcato la necessità di individuare criticità e strumenti condivisi. Patrizia Mellano ha chiuso: «Quando creatività e cultura generano connessioni e significato diventano motore di sviluppo economico e di coesione sociale».
Ogni euro investito in cultura ne genera 1,7: non è solo calcolo economico, ma respiro collettivo, patrimonio che diventa futuro.

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