Eccellenza B – Diego de Souza Simoes lascia il Centallo e l’Italia

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diego de souza centallo

Con una decisione a sorpresa comunicata sui suoi social, Diego de Souza Simoes (attaccante in forza al Centallo) ha annunciato il suo ritiro dal calcio e il suo ritorno in Brasile.

Classe 1991, Diego de Souza Simoes ha vestito le maglie di diverse formazioni della zona, ma resta in particolare legato a Fossano e Benarzole, con cui ha passato diversi anni della sua carriera, riempiendoli di gol e giocate sopraffine. In provincia di Cuneo ha anche giocato per Centallo, Cheraschese, Corneliano e Bra.

Questo il toccante post di addio:

“È difficile trovare le parole giuste per chiudere qualcosa che ha occupato così tanto spazio dentro di me. Questo club non è solo l’ultimo della mia carriera: è il punto in cui la mia strada si ferma, si guarda indietro e finalmente capisce il peso di ogni passo.

Sono arrivato in Italia a dodici anni, con un sogno enorme e la valigia più leggera del mondo. Credevo che il calcio fosse tutto, che bastasse la volontà per diventare grande. E forse non sono diventato ciò che immaginavo allora… ma sono diventato un uomo.

In questi ventun anni ho vissuto città diverse, squadre diverse, persone diverse. Ho conosciuto la solitudine che ti spezza e la gioia che ti ricompone. Ho riso, ho pianto, ho corso finché le gambe non rispondevano più. Ho amato, ho perso, e ho sacrificato più di quanto un ragazzo possa capire a dodici anni.

L’Italia mi ha dato tanto, ma per darmi tutto, a volte mi ha tolto tutto. Ho perso cose che solo ora capisco quanto valevano. Ho perso amori che non torneranno più. Ho perso pezzi di me stesso mentre cercavo di restare forte. E in mezzo a tutto questo, spesso ho smesso di vedere la bellezza che avevo intorno.

Ma questo club… questo club è stato l’ultimo luogo dove ho messo le mie forze, il mio silenzio, il mio coraggio. Qui ho capito che ogni finale arriva per insegnarci qualcosa. Qui ho capito che non sono un fallimento: sono qualcuno che ha vissuto intensamente.

Non porto via trofei. Porto via vita. Porto via cicatrici che oggi non mi vergogno più di mostrare. Porto via il ragazzo che voleva conquistare il mondo e l’uomo che ha imparato, con fatica, a tornare a casa.

A voi, compagni, staff, tifosi: grazie. Grazie per avermi accolto anche quando dentro ero stanco. Grazie per aver fatto parte dell’ultimo capitolo di una storia che non è stata perfetta, ma è stata vera.

È con un vuoto enorme nel petto, ma con speranza sincera, che dico: questo non è un addio. È un arrivederci. Sto tornando a casa per ricominciare.

E se oggi riesco a guardare avanti è perché, nonostante tutto, credo che una parte nuova di me possa rinascere proprio da qui.
Può far male adesso, ma qualcosa di nuovo e migliore può nascere da tutto questo.”