L’A.C. Bra, nella Serie C Sky Wifi, dallo scorso mese di agosto disputa le partite casalinghe allo stadio “Giuseppe Sivori” di Sestri Levante (GE) per l’indisponibilità dell’Attilio Bravi, attualmente non omologato e non idoneo per ospitare il calcio professionistico. Qui di seguito, il comunicato diramato dalla minoranza del Consiglio Comunale di Bra e la lettera di risposta dell’assessore allo Sport, Francesco Matera.
Riceviamo e pubblichiamo
Lo stadio “Attilio Bravi” resta un sogno… e intanto i sogni non portano punti in classifica né lavoro sul territorio. Mentre a Cuneo partono i cantieri veri per il “Fratelli Paschiero” (oltre 2,1 milioni già finanziati), a Bra siamo ancora fermi ai rendering e alle frasi di circostanza.
Nella commissione lavori pubblici del 4 settembre, il sindaco ha parlato di cifre da capogiro per lo stadio, dicendo che sarebbe un “impianto di territorio”. Ma quale altro Comune dovrebbe farsene carico, se non Bra? Nel frattempo: Venaria Reale riqualifica il “Don Mosso”; Cuneo parte con un progetto concreto; Alba investe su San Cassiano e Coppino.
E Bra? Colleziona rinvii, mezze verità e immobilismo. Dopo la pubblicazione del progetto sui social (poi misteriosamente rimosso), il materiale è stato consegnato solo dopo richieste insistenti. Forse in Comune si chiedono ancora se un progetto pubblico possa essere… pubblico. Intanto il Bra Calcio gioca “in esilio”, le trasferte costano e l’indotto locale si riduce. La domanda è semplice: quanto ci costa ancora l’inconcludenza dell’amministrazione? La Regione era pronta a finanziare un progetto realistico da 800 mila – 1 milione. Oggi si parla di oltre 2,5 milioni, senza certezze sui fondi.
Annunci, promesse, rendering… ma zero risultati concreti.
Dopo oltre due mesi dall’ultima commissione, chiediamo risposte vere su progetto e piano finanziario. I cittadini meritano trasparenza, serietà e fatti, non solo disegni patinati.
Bra non può più permettersi di restare ai blocchi di partenza.
Carlo Patria – Fratelli d’Italia
Francesco Racca – Forza Italia
Giuliana Mossino – Lega Piemonte
Sergio Panero – Davide Tripodi – Polo Civico – Bra Domani
Massimo Somaglia – Somaglia per Bra
Riceviamo e pubblichiamo
Partiamo dal presupposto che riconosciamo che giocare le partite casalinghe a 2 ore e mezza di auto da casa non sia d’aiuto, ma su questo aspetto sin dal momento della promozione in Serie C avvenuta la primavera scorsa, si sapeva che si sarebbe dovuto trovare un impianto idoneo. Le opzioni “vicine” erano poche e alcune non disponibili. Le responsabilità della distanza (citando la parola “esilio”) mi spiace che vengano attribuite all’amministrazione che si spende ogni giorno (da oltre 6 mesi) per cercare soluzioni e investitori. Nessuno di noi ha mai voluto ciò, ma purtoppo le regole federali richiedono impianti con determinati requisiti, alcuni derogabili, altri meno.
Per quanto riguarda il progetto stadio sono stati ampiamente esposti nelle varie commissioni (Lavori pubblici e sport) e per quanto ci riguarda, l’unico scoglio rimane quello finanziario. Il progetto stadio verrà inserito nel prossimo piano triennale finanziato con mutuo, bandi e altre fonti di finanziamento. Le intenzioni dell’amministrazione sono molto chiare, lo stadio si fa solo se c’è copertura finanziaria. Per quanto riguarda la regione Piemonte quest’anno non sono stati ancora pubblicati bandi in merito alla riqualificazione degli impianti sportivi. Il comune di Bra non può farsi carico totalmente degli investimenti per l’adeguamento dello stadio. Basti pensare allo stadio di Sestri Levante, finanziato grazie a un contributo da parte della regione Liguria. Questo per ribadire che il progetto Attilio Bravi da 2,4 milioni di euro circa non è fuori dal mondo se si parla di omologazione alla Serie C. I consiglieri di minoranza hanno portato esempi come Cuneo, Alba e Venaria Reale. L’impianto di Cuneo è finanziato per 1.5 milioni di euro da bando sport e periferie, Alba investe in particolar modo sulla pista di atletica e spogliatoi del Manzo e Venaria Reale ha l’impianto finanziato dalla LND, Federcalcio e fondi regionali. Difficilmente, guardando tutte le 60 squadre di serie C, si trova un impianto omologato per la categoria finanziato solo e soltanto da fondi comunali. Mettendo nel piano triennale il progetto del Bravi, in presenza di eventuali futuri bandi regionali o ministeriali idonei, si mette chiarezza sulle intenzioni e sulla fattibilità solo e se vi è copertura finanziaria.
Francesco Matera, assessore allo Sport di Bra



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