Quando il gioco diventa strumento educativo? Qual è la chiave che permette di trasformare la voglia di divertirsi di un bambino nell’occasione giusta per inserirsi nel mondo dal punto di vista sociale? È possibile che l’educatore, termine che l’albese Sabrina Costa preferisce al femminile perché “più rock”, abbia trovato, o meglio, messo a punto, un modo semplice e concreto per costruire un ponte tra gioco, comunicazione e inclusione. Un lavoro attento di traduzione visiva delle regole dei giochi più comuni, per renderli comprensibili e accessibili anche a chi ha difficoltà comunicative. Lo esprime attraverso il suo primo libro che ha il titolo emblematico: “Strega Tocca Colore”, un gioco che parla tutte le lingue”. È un volume innovativo che vuole favorire l’inclusione e la comunicazione tra bambini più fragili con l’aiuto di uno strumento concreto e facilmente utilizzabile da genitori, educatori, insegnanti e altri operatori del settore.
L’autrice lavora al Centro di Riabilitazione Ferrero di Alba, si occupa di educazione, comunicazione e inclusione presso l’ambulatorio per l’età evolutiva, in particolare nei contesti della scuola dell’infanzia e primaria. «Il gioco non è certo una novità – spiega l’autrice – ma da sempre è un elemento chiave per coinvolgere i bambini, creare relazione e apprendere in modo naturale. Quello che ho cercato di fare è offrire una chiave di lettura visiva, attraverso la CAA, la Comunicazione Aumentativa e Alternativa; un insieme di strategie, tecniche e strumenti che aiutano le persone con difficoltà nella comunicazione verbale». Lo scopo: rendere tutto più chiaro e condivisibile, anche per chi ha qualche difficoltà nel comprendere le regole o i tempi del gioco. Qualche esempio? «Il libro – spiega Costa – raccoglie giochi della tradizione, da Nascondino a 1, 2, 3 Stella, fino al celebre Strega tocca colore, ripensati attraverso la CAA per accogliere ogni bambino nel cerchio del gioco. “Nel libro non potevano mancare i miei inseparabili gatti Easy e Moka: con la loro presenza curiosa mi hanno ispirata nella creazione di alcune delle attività, quindi a loro il compito di accompagnare i bambini». E ancora: «Strega tocca colore era, ed è, uno dei miei giochi preferiti, ero la campionessa indiscussa. Dietro a questo semplice gioco c’è molto di più di una corsa e una risata: c’è discriminazione visiva, attenzione, ascolto, rapidità di risposta, suspence, risate, movimento, turnazione, attesa». Perchè il gioco è un linguaggio universale per sua natura, un mezzo attraverso il quale i bambini esplorano, esprimono emozioni, imparano e crescono. In presenza di difficoltà comunicative, comprendere e condividere regole o tempi può trasformarsi in una sfida. Le attività sono precedute da semplici spiegazioni sui principi fondamentali dei giochi, come l’attesa del proprio turno, la gestione della vittoria e della sconfitta, il rispetto delle regole, concetti che per molti bambini non sono affatto scontati.
“Strega tocca colore” il gioco è relazione
Sabrina Costa, albese, è autrice del libro che con la Comunicazione Aumentativa Alternativa aiuta i bambini fragili a comprendere e rispettare regole e principi



|
|








