C’è un verso di Dante che calza a pennello sulla pelle di Daniele Sottile: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza». Sono le parole che l’Alighieri mette in bocca a Ulisse, l’eroe greco che non seppe resistere al richiamo del mare aperto. E Sottile, classe 1979, siciliano e milazzese – quindi uomo di mare per nascita – dopo aver solcato per trent’anni le onde della pallavolo italiana ed europea, non si ferma sulla riva. Anzi, salpa di nuovo.
«Adesso lavoro per un’agenzia, una delle più grandi al mondo, in Italia e all’estero ed ho iniziato subito a viaggiare molto», racconta con entusiasmo l’ex capitano di Cuneo Volley. «Da giugno sono stato in Bulgaria ed in Uzbekistan per i Mondiali Under 19. Adesso inizio a seguire la Superlega ed i vari campionati, anche giovanili». Il vecchio lupo di mare ha solo cambiato imbarcazione. Collabora con professionisti del calibro di Emanuele Birarelli e Wout Wijsmans, in un’agenzia che si occupa prevalentemente di pallavolo maschile.
Ma se la metafora di Ulisse calza per la curiosità, c’è un elemento che segue una traiettoria opposta: il ritorno, altro tema caro all’eroe greco. Perché Daniele Sottile è riuscito a tornare a casa, dove tutto era cominciato nel 1996. Cuneo, il primo porto della sua lunga navigazione.
«La mia carriera è fatta anche di simboli, la fine è stata quella che mi ero prefissato da tempo, tornare a Cuneo e con la società ed i miei compagni riportare Cuneo Volley in Superlega», racconta con orgoglio. «Ci siamo riusciti dopo due anni: il primo anno è stato comunque un bell’anno; nella stagione passata, invece, il campionato è stato faticoso ma siamo arrivati al momento giusto benissimo. È stato un bel modo per finire la mia carriera».
Pochi giorni fa è tornato al Palazzetto, questa volta da spettatore per Cuneo-Cisterna. «Era una partita importante in quanto si affrontavano le due squadre per me più rappresentative. Io ho giocato per otto anni a Latina poi la società si è spostata a Cisterna. La società è nuova ma all’interno ci sono ancora molti dirigenti che ho conosciuto ed è stato piacevole rivederli. Non rientravo al Palazzetto dalla fine della stagione scorsa ed è stata una bella emozione».
Il Cuneo che Sottile osserva da fuori è una squadra ambiziosa. «Il roster mi pare ben assortito, con giocatori esperti e giocatori giovani e si può togliere delle soddisfazioni. Zaytsev è un’ottima persona, un grande lavoratore e un super professionista. Credo che sia arrivato nel posto giusto nel momento giusto e che possa aiutare Cuneo a fare quel qualcosa in più», racconta Sottile, che con lui ha condiviso due anni a Civitanova e quattro anni di stanza in nazionale.
In regia c’è Baranowicz: «Quando sta bene ed è al massimo e quando la squadra lo aiuta in ricezione, è ancora uno dei 3-4 migliori palleggiatori al mondo come idee e come mani». E poi il futuro, rappresentato da giovani come Feral: «È un atleta di grande prospettiva, è il suo secondo anno da titolare ed è in una bella piazza. Per me sarà l’opposto della nazionale francese dei prossimi anni».
La pallavolo italiana naviga a gonfie vele. «L’Italia è in questo momento campione del mondo di pallavolo sia con la nazionale maschile che con quella femminile e ciò significa che la federazione sta facendo un ottimo lavoro e che tutto il sistema pallavolo sta lavorando bene, perché anche a livello giovanile si vince tanto», osserva Sottile.
«Sicuramente è più “facile” nel femminile perché la base è enorme: nel maschile è un po’ più complicato in quanto i numeri sono inferiori, ma ci sono tante iniziative di reclutamento. In generale la pallavolo è uno sport che sta crescendo in termini di visibilità, c’è stato l’investimento di Volleyballworld che sta proponendo il prodotto in tutto il mondo, ci sono giovani interessanti e per i prossimi anni c’è tanto talento per arrivare alla medaglia d’oro alle Olimpiadi».
L’oro olimpico: l’ultimo grande traguardo che manca alla nazionale italiana maschile, dopo l’argento di Rio 2016 conquistato proprio con Sottile in squadra. Cuneo, Ravenna, Macerata, Latina, Vibo Valentia, Verona: ogni città una tappa, ogni squadra un equipaggio diverso. E poi la nazionale, con l’argento olimpico ed il bronzo europeo del 2015. Longevità, passione, professionalità hanno fatto di Sottile uno dei palleggiatori più longevi della pallavolo italiana. Daniele Sottile continua a navigare, con la passione del primo giorno e la saggezza di chi ha visto mille tempeste. Come chiamava Ulisse oltre le colonne d’Ercole, così chiama ancora lui, verso nuove avventure nel mondo della pallavolo che ha amato e amerà sempre.



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