Nella cornice incantevole della Valle del Porro, dove i campi autunnali si tingono di verde e oro, Cervere ha presentato, sabato 25 ottobre, la 46ª edizione della sua celebre Fiera del Porro Cervere, riconosciuta con il marchio “Sagra di qualità” dall’Unione Nazionale delle Pro loco d’Italia. Un appuntamento che, come ha ricordato il sindaco Corrado Marchisio, «è il risultato di un sentimento collettivo, della forza di un paese che si riconosce in un progetto e in un prodotto».
La Fiera, in programma da sabato 8 sino al 23 novembre, sarà nell’edizione 2025 “un evento nell’evento”: alla consueta apertura al PalaPorro di piazza San Sebastiano si affiancherà infatti l’inaugurazione della nuova piazza don Carlo Cavallo, dedicata al parroco che oltre quarant’anni fa ebbe l’intuizione di valorizzare il porro come simbolo e riscatto di un territorio. La nuova piazza dedicata a don Carlo Cavallo sarà dunque il simbolo di questa edizione: un omaggio a chi fermò lo spopolamento del paese credendo nella forza di una comunità unita intorno a un prodotto della terra.
La presentazione, svoltasi tra le coltivazioni che danno vita al “re dell’autunno”, ha visto la presenza di numerose autorità: dal senatore Giorgio Maria Bergesio, presidente del Consorzio di Tutela e Valorizzazione del Porro di Cervere, all’assessore regionale all’Agricoltura e Turismo Paolo Bongioanni, fino ai rappresentanti delle fondazioni locali, tra cui Antonio Miglio e Giancarlo Fruttero, e al fondatore del birrificio Baladin, Teo Musso, storico amico della manifestazione.
«Fare qui la presentazione della Fiera – ha sottolineato Marchisio – è significativo, perché questo luogo racchiude la vita di tante famiglie. Qui si parla di lavoro, di fatica, di radici. Ogni piatto servito alla Fiera è il frutto dell’impegno dei nostri contadini e volontari».
Un impegno che trova espressione e concretezza nei numeri: oltre 450 volontari saranno impegnati durante le due settimane di manifestazione.
«Siamo già in esubero di personale per il primo weekend – ha raccontato con orgoglio Giovanni Rinero, presidente della Pro Loco –. È la prova di quanto questa Fiera sia sentita e amata».
E considerando il gusto come identità, la kermesse di Cervere invita alla scoperta di autentiche prelibatezze: dal “Pastis ’d Cesca” – piatto simbolo nato nel 1980 e dedicato alla cuoca Francesca “Cesca” – al manzo affumicato con porro Cervere, fino allo stracotto all’Arneis e alle raviole ’d la fera: ogni portata sarà un omaggio all’identità agricola e gastronomica del territorio. Tra gli appuntamenti più attesi tornano le “Eccellenze d’acqua e di terra”, in cui il porro incontra i sapori del mare e della montagna, e la cena Baladin, con le birre artigianali di Teo Musso. Il dolce simbolo sarà il babbà napoletano, tipicità proposta dal professor Carmine Maffettone per suggellare un gemellaggio ideale tra Piemonte e Campania. «Non portiamo solo il babbà a Cervere – ha commentato Marchisio – ma anche i nostri porri a Napoli». «Il Porro di Cervere è un piccolo miracolo», ha dichiarato Giorgio Bergesio, ricordando come la coltura, arrivata a fine ’800, rischiò di scomparire negli anni ’90.
«Oggi è un prodotto unico, sano, con qualità organolettiche e gustative riconosciute. Il clima di quest’anno ha favorito una produzione eccellente, senza parassiti e con abbondante irrigazione».
Il Consorzio, ha aggiunto Bergesio, guarda anche al futuro con un progetto educativo rivolto alle scuole elementari: «I bambini imparano come nasce il porro, lo coltivano e lo raccontano. Così crescono i futuri volontari e cittadini di Cervere».
Per l’assessore Paolo Bongioanni, la Fiera del Porro rappresenta «un grande evento attorno a un prodotto semplice, che ha saputo costruire una realtà straordinaria, capace di attrarre decine di migliaia di visitatori e generare valore economico e sociale».
L’obiettivo, ha annunciato, è portare la manifestazione «prima a livello regionale e poi nazionale».
La Regione Piemonte ha già stanziato il contributo per le sagre locali, ma il traguardo è l’accesso alla categoria superiore, con finanziamenti più cospicui. «È più difficile trovare un posto alla Fiera del Porro che a un torneo Atp – ha scherzato l’assessore –: il tutto esaurito è arrivato in poche ore». Accanto a significativi eventi gastronomici non mancano, nel ricco programma, intrattenimenti musicali e, grazie all’impegno dei Volontari per l’arte, anche aperture e accompagnamento guidato alla chiesa Parrocchiale di Maria Vergine Assunta, alla Chiesa della Confraternita di Santa Croce, alla Cappella di Santa Maria e alla Cappella di San Sebastiano.
«Cervere – ha concluso il sindaco Marchisio – è fatta di persone che ci credono, che lavorano insieme e che non smettono di sognare. La Fiera del Porro non è solo una festa: è la nostra identità, la nostra storia e il nostro futuro”.
Per ulteriori dettagli è possibile consultare il sito: www.fieradelporrocervere.it.
Porro di Cervere autentica scoperta tra identità e futuro
Dall’8 al 23 novembre si rinnova “l’evento nell’evento”, dedicato all’amatissimo “re dell’autunno”



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