I grandi dell’enoturismo verso la Carta di Barolo

I quindici anni del WiMu, la rete dei castelli e l’appuntamento dell’ENO7 per il futuro del vino

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Il G7 del turismo enogastronomico si chiama ENO7 ed è in programma dal 21 al 23 novembre. Per la Barolo & Castles Foundation sarà l’occasione per celebrare i quindici anni del WiMu, il Museo del Vino al Castello Comunale Falletti di Barolo, ma non solo. Qui i rappresentanti delle sette grandi destinazioni enoturistiche (Lan­ghe, Toscana, Tren­ti­no, Sicilia, Champagne, Borgo­gna e la californiana Napa Val­ley) sottoscriveranno la “Carta di Barolo dell’enoturismo”, documento internazionale per promuovere sostenibilità, autenticità e innovazione come principi guida del turismo del futuro.
Una settimana fa, al Circolo dei Lettori di Torino, è stato svelato il progetto che può anticipare i tempi confermando l’avanguardia del territorio delle Langhe. Anche in campo internazionale. «Il vino resta il no­stro ambasciatore più forte e lo abbiamo visto anche recentemente a Osaka», ha sottolineato l’assessore re­gionale al turismo, Paolo Bon­gioanni, presenti anche il sindaco di Barolo, Fulvio Mazzocchi, e il direttore dell’Ente Turismo Langhe Roero Monferrato, Bru­no Bertero. A en­trare nel dettaglio di cosa uscirà dall’ENO7 è stata Liliana Al­lena, presidente della Ba­rolo & Ca­stles Foun­da­tion: «Quindici an­ni fa nasceva il WiMu, realtà da rivalutare per raccontare in maniera sempre più adeguata anche il Ba­rolo, punto di riferimento di tutto l’enoturismo. Oggi, oltre al castello di Barolo, gestiamo Serralunga, Magliano Alfieri e Roddi. Dobbiamo ra­gionare per veicolare in­sieme i castelli di tutto il Piemonte. Barolo è il borgo del vino più importante e chi transita su quelle colline non può non vedere la maestosità di quel castello, crocevia di produttori, enoteche, ristorazione e hotellerie, dove il vino incontra il turismo. Vogliamo mettere a sistema un prodotto sempre più appetibile. Ci confronteremo con le regioni ospiti, pensando a una Carta di Ba­rolo sottoscritta da realtà diverse tra loro». Ci saranno degustazioni accompagnate anche dal tartufo e altre iniziative. Come ha spiegato Mauro Carbone che qui porta la sua esperienza: «C’è l’idea parlare di innovazione, comunicazione, prodotto, storytelling e strategie. Questo è un territorio che ha imparato a gestire un rapporto diretto con il vino. Nelle cinque degustazioni porteremo spunti di cultura. Par­le­remo dei colori del vino e dei colori nell’arte contemporanea». Chiusura per il presidente della Regione, Al­berto Cirio, che a proposito di dazi e vini, ha fatto notare come da giugno a oggi l’importazione degli spumanti in Cina sia aumentata del 20 per cento. E parlando di castelli: «C’è bisogno di una connessione».