Un viaggio nel futuro possibile delle città, tra sogni, tecnologie e nuove forme di convivenza. Lo immagina, da quando è nata, Great Innova, associazione senza scopo di lucro creata cinque anni fa. I volontari che la compongono mettono insieme temi, suggestioni, progetti per “accendere idee”, tradotto vuol dire diffondere la cultura dell’innovazione e della sostenibilità. Il gruppo, composto da professionisti, volontari e docenti, organizza eventi, workshop e attività in rete con scuole, aziende e istituzioni, anche grazie a una collaborazione pluriennale con la Commissione Europea. Nel direttivo ci sono Cristian Ranallo (presidente), Bruno Tonello (vicepresidente), Patrick Oggero (segretario), Cristina Serafini (responsabile logistica), Elena Barale (comunicazione) e Luca Basteris (mondo scuola). «Non siamo imprenditori, – dice Ranallo –, ma condividiamo la loro visione: vogliamo essere la voce dell’innovazione sostenibile nella Granda. Il vero valore, prima dei fondi, sono le relazioni umane e la voglia di costruire insieme».
Come sta Cuneo in merito ad innovazione e sostenibilità? «Sta bene – risponde il presidente Ranallo, tecnico Unipol appassionato di questi temi, speaker anche all’estero sugli stessi argomenti – e lo dico da un osservatorio privilegiato. La Granda e Cuneo stanno diventando un modello. Percepisco il fatto che tutti si sono dati da fare promuovendo il tema culturale a supporto delle aziende. Il racconto dello stato dell’arte è diventato parte permeante grazie a realtà come Fondazione Crc e associazioni di categorie. Alle persone che lavorano per Great Innova si accomuna la visione degli imprenditori. C’era, prima, un gap: la voce sulla sostenibilità. Nell’epoca pre-Covid questa sensibilità era pari a zero. Chi non l’ha percepito subito, oggi deve correre e questo è il nostro punto di forza: abbiamo avuto questa visione un po’ prima di altri. Vale per il privato, ma il pubblico si sta adeguando al sistema. Se qualche anno fa questa parte la vedevo come una difficoltà, oggi diventa valore aggiunto. Importante che non ci si dimentichi di coinvolgere le parti sul territorio e non creare barriere».
Nauta, evento con esperti
Nelle scorse settimane, l’Auditorium Varco di Cuneo ha ospitato l’ottava edizione del Festival dell’Innovazione Great Innova, dal titolo evocativo “Nauta, viaggio verso la città che verrà… forse”. L’evento, organizzato dall’associazione, ha messo al centro i temi della mobilità sostenibile, dell’urbanistica intelligente e della vivibilità delle città del futuro. Attraverso sei interventi e una tavola rotonda, esperti, professionisti e visionari hanno provato ad immaginare come cambieranno i nostri spazi urbani nei prossimi anni.
Cuneo, piattaforma
di esplorazione urbana
«Nauta nasce dall’edizione 2024 del festival, in cui abbiamo coinvolto oltre ottanta studenti da tutta Italia per immaginare la Cuneo del futuro – racconta il presidente di Great Innova –. I dieci progetti emersi hanno ispirato questa nuova edizione, incentrata su luoghi, spazi e tempo. Le città del futuro saranno vere e proprie astronavi sociali, chiamate a viaggiare nello spazio delle trasformazioni globali».
Il titolo scelto, suggestivo come sempre per Great Innova, porta con sé un doppio significato: in latino, nauta significa “navigatore”, colui che esplora territori sconosciuti; ma, come svela Ranallo con un sorriso, durante una riunione qualcuno del team ha esclamato in piemontese “Nauta!”, cioè “un’altra idea!”. Così, tra ironia e intuizione, è nato il nome dell’edizione 2025. Nell’edizione di quest’anno l’associazione ha messo insieme “teste pensanti” sul tema di innovazione e sostenibilità nelle città del futuro. Sul palco Massimo Canducci, Innovation & Strategy Director di Spindox e autore del libro “Empatia artificiale”; Giulia Carla Bassani, ingegnera aerospaziale in Thales Alenia Space, e Gioia Arieti, time designer per Ramboll. Gli argomenti: tempo, spazio e modo in cui la tecnologia ne cambia la percezione. La tavola rotonda, moderata dal giornalista scientifico Antonio Lo Campo, ha messo a confronto i tre esperti e Matteo Arietti, Head of Innovation di Park Associati, esperto di urban mining e materiali non convenzionali. Non sono mancati gli approfondimenti urbanistici con Giulio Cabianca (Foster & Partners), pianificatore urbano e ingegnere dei trasporti; Marianna Merisi (Park Association), architetta e paesaggista specializzata in rigenerazione urbana, e Giacomo Biraghi, co-direttore del festival internazionale Utopian Hours. A moderare l’intera giornata è stata la giornalista Nicoletta Prandi, esperta di impatto sociale dell’innovazione e intelligenza artificiale.
Dall’alveare al navigatore
Lo scorso anno la settima edizione del festival (Fu.Co. – L’alveare che non c’era), aveva esplorato i temi della collaborazione e della co-creazione, prendendo spunto dal mondo delle api per raccontare l’importanza del lavoro collettivo. Con “Nauta”, Great Innova ha compiuto un passo ulteriore: trasformare Cuneo in una “piattaforma di esplorazione urbana”, dove il futuro non è un’idea astratta ma un percorso che si costruisce insieme.


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