Cerchi che si allargano: un evento che abita la città

Cinque giorni, oltre duecento incontri. A Cuneo arrivano Elizabeth George, Roberto Saviano, Gino Castaldo, Stefano Mancuso, Paolo Cognetti, Telmo Pievani, Daria Bignardi e Don Luigi Ciotti

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Se la premessa è un invito a cercare, il programma di questa edizione suggerisce molte vie possibili. Il festival si apre con un gesto simbolico e silenzioso: il Silent Book Party alla Biblioteca 0-18, un rito collettivo che mette insieme lettrici e lettori attorno ai libri prima ancora che inizino le parole pubbliche. È l’inizio di un disegno più grande: i cerchi che si formano quando la lettura diventa presenza e comunità, quando lo sguardo dell’altro diventa occasione di incontro. Poi la città si accende e si mette in movimento. Alessandro Colom­bo e Federico Romero interrogano un’Europa che cambia, mentre altre voci affrontano energia, giustizia sociale, migrazioni, equilibrio emotivo. Geografie politiche e intime si intrecciano: Cu­neo diventa bussola e laboratorio, spazio di confronto e pensiero. Nei pomeriggi filosofia, poesia e scienza dialogano con la vita quotidiana, tra domande aperte e nuove visioni. Giornata dopo giornata, il programma si espande, apre cerchi e domande.
La filosofia incontra la realtà con Ilaria Gaspari, mentre Paolo Di Paolo riflette su comunità e appartenenza. Le questioni ambientali entrano con Luca Mercalli e Giorgio Vacchiano; Paolo Cognetti parla di montagna come luogo di futuro. Maurizio Molinari ricostruisce tensioni globali, intrecciando geopolitica e storie umane. È un festival che entra nella complessità senza paura, cercando direzioni e significati condivisi. La sera, il Teatro Toselli si illumina. Roberto Saviano (foto a sinistra) racconta l’amore come atto civile; Gino Castaldo e i Lou Tapage restituiscono il suono di anni che hanno scritto futuro; Viola Ardone intreccia musica e sentimenti; Federico Taddia, Lorenzo Baglioni e Silvia Pirano­monte portano la meraviglia della scienza; e l’arrivo di Elizabeth George (foto sopra) apre al grande giallo internazionale. Gek Tessaro chiude con immagini e musica, trasformando il buio in colore e possibilità. Accanto ai nomi più attesi trovano spazio sguardi laterali: Stefano Mancuso sulle intelligenze della natura; Matteo Me­schiari su nuove mappe narrative; Veronica Repetti sulle lingue del mondo; Elena Granata su città e paesaggi futuri; Francesca Mannocchi dai confini del presente; e l’EstOvest Festi­val che intreccia suoni e storie. Franco Arminio porta la poesia dei paesi, Daria Bignardi narrazioni luminose; Don Luigi Ciotti richiama all’etica civile; Telmo Pievani guida una riflessione evolutiva. Piccoli cerchi che si sommano, aprendo ascolti e prospettive.
Scrittorincittà non distribuisce risposte: offre spazi. Traccia cerchi che includono e connette, chiama all’a­scolto, alla responsabilità e alla gentilezza. In un tempo che corre, sceglie di rallentare. In un tempo che divide, avvicina. A Cuneo nessuno è spettatore: si entra, si ascolta, si partecipa. Ogni incontro è un invito, ogni voce un ponte verso l’altro.

Al Monviso, tre film per aprire gli occhi

Scrittorincittà passa anche dal grande schermo. Al Cinema Monviso, una mini-rassegna attraversa mistero, identità e destino con tre classici che interrogano il nostro modo di vedere il mondo. L’enigma di Kaspar Hauser di Werner Herzog racconta un ragazzo cresciuto nel silenzio, improvvisamente esposto alla società e ai suoi giudizi. Picnic ad Hanging Rock di Peter Weir trasforma una sparizione in un’esperienza sensoriale: natura, tem­po e inquietudine si avvolgono come in un sogno. Per un pugno di dollari di Sergio Leone, il western che ha riscritto le regole, mette a nudo avidità, potere e giustizia personale. Tre modi di vedere il mondo.