Ci sono luoghi che sembrano nati per incantare. Le Langhe, il Monferrato e il Roero, con le loro colline sinuose disegnate dai filari di vite e le nebbie che si posano leggere su antichi manieri, sono uno di questi. Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, quest’area piemontese racchiude un’anima profonda fatta di tradizioni, sapori e silenzi antichi. E qui, ogni autunno si rinnova un rito capace di attrarre visitatori da ogni parte del mondo: la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. Una vetrina dell’eccellenza che non è solo celebrazione di un prodotto raro, ma anche espressione dell’identità stessa del territorio. Il Tartufo Bianco d’Alba, simbolo indiscusso di un dialogo costante tra uomo e natura, tra fatica e bellezza, tra passato e futuro racconta e definisce i tratti di un’ospitalità rispettosa, sincera, diretta e semplice.
È in questo scenario incantato che il Castello di Roddi, antico maniero che domina la valle del Tanaro, apre le sue porte per accogliere esperienze culinarie, corsi di cucina e momenti di convivialità che intrecciano la storia millenaria del luogo con la magia del gusto. Sulle colline che profumano di mosto e tartufo, il Castello di Roddi si erge maestoso, custode di secoli di storia e di tradizione. Le sue mura, nate da una costruzione dell’XI secolo, raccontano vicende di famiglie nobili e di antiche signorie: i Falletti, i Mirandola, i Della Chiesa. Tra il Trecento e il Settecento, il maniero si è trasformato, rinnovato, arricchito – fino a diventare oggi un magnifico esempio di architettura fortificata, dove pietra e tempo si fondono in un racconto di eleganza e potere. Nel Cinquecento, la proprietà passò nelle mani del conte Gaio Francesco della Mirandola, nipote del grande filosofo e umanista Pico, che seppe imprimere al castello un’impronta rinascimentale. Dalle decorazioni trecentesche alle cucine cinquecentesche, fino alle caditoie difensive dell’ultimo piano – testimonianza di un’evoluzione architettonica verso soluzioni più moderne – tutto nel Castello di Roddi parla di vita, di cultura, di ingegno.
Ed in occasione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, le antiche pertinenze del maniero aprono le loro porte, domenica 9 novembre per un’esperienza sensoriale che unisce arte, storia e gastronomia: un pranzo suggestivo immerso nella magia del luogo.
Il menu, ideato appositamente per l’evento, è un viaggio proposto dallo chef Fulvio Siccardi, nella cucina piemontese più autentica e contempla portate iconiche come l’uovo in gabbia con crema al parmigiano; i tajarin al burro, omaggio alla pasta all’uovo fatta a mano; la guancia di manzo brasata al Nebbiolo d’Alba, servita con purea di sedano rapa e chips di radici croccanti, senza dimenticare il viaggio nel Piemonte goloso, dolce sinfonia di panna cotta, salame al cioccolato, crema di nocciole con spuma di zabaione al Moscato e gelato al bonèt.
Ogni piatto è accompagnato da vini pregiati del territorio. E per chi desidera un tocco in più, è possibile aggiungere la lamellata di Tartufo Bianco d’Alba, secondo la quotazione giornaliera del Borsino del Tartufo. Due gli orari per le visite guidate al castello: alle 12,30 e alle 15, mentre il pranzo sarà servito alle 13 in tavoli conviviali, per condividere non solo il gusto, ma anche il piacere della compagnia.
All’interno delle mura del castello si trova anche uno spazio unico in Italia: il Taste Lab – Castello di Roddi, una delle scuole di cucina più affascinanti e moderne del Paese.
Ogni lunedì mattina, il Taste Lab accoglie appassionati e curiosi per corsi teorico-pratici dedicati alle ricette dei grandi chef e ai piatti simbolo della tradizione piemontese. Sette postazioni in acciaio, attrezzate con cura, trasformano i partecipanti in protagonisti di una vera esperienza gastronomica: impastare, cucinare, degustare – tutto accompagnato da un calice di vino del territorio.
Il venerdì mattina, invece, sono le chef Margherita Giampiccolo e Anna Buganè a guidare i partecipanti in un viaggio tra tajarin, brasati e dolci al cucchiaio, con la passione e la competenza di chi vive la cucina come un’arte da tramandare. Il Castello di Roddi dunque si evidenzia non solo come monumento, ma si conferma come simbolo di continuità tra passato e presente.
A Roddi la storia incontra il gusto ed esalta il tartufo
Il 9 novembre l’antico maniero apre le sue porte proponendo un viaggio-scoperta nella cucina più autentica con protagonista il prezioso Tuber magnatum Picco



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