Barolo en Primeur: cifra record Oltre 1,1 milioni per la solidarietà

E il 9 novembre sarà battuta la quindicesima barrique durante l’asta mondiale del Tartufo Bianco d’Alba in diretta da Hong Kong

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Si chiude con un nuovo record la quinta edizione di Barolo en Primeur, l’asta benefica internazionale promossa da Fondazione Crc e Fondazione Crc Donare Ets insieme al Con­sorzio di Tutela Barolo Bar­ba­resco Alba Langhe e Dogliani.
Nella cornice del Castello di Grinzane Cavour, l’evento ha raccolto 1.108.300 euro già nella serata principale, destinati a finanziare progetti sociali e culturali in Italia e nel mondo.
Un traguardo che supera tutti i precedenti: dai 666mila euro del 2021 agli 834mila del 2022, fino agli 877mila del 2023 e al milione e 27mila del 2024. In cinque anni, il progetto ha così generato oltre 4,5 milioni di euro a sostegno di quasi cento iniziative nel campo del non profit. A completare la cifra, si aggiungerà il ricavato del quindicesimo lotto speciale, che sarà battuto il 9 novembre durante l’Asta Mon­diale del Tartufo Bian­co d’Alba, in collegamento con Hong Kong.
«Superare di così tanto il milione di euro è un risultato straordinario», commenta Mau­ro Gola, presidente di Fonda­zio­ne Crc. «Questa quinta edizione di Barolo en Primeur sancisce il successo di un percorso iniziato nel 2021, che continua a crescere in autorevolezza e partecipazione. La forza del progetto risiede nella sua formula: l’idea di associare ogni donazione a una singola barrique ha reso la solidarietà un gesto concreto e accessibile, capace di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. È un modello che unisce in modo virtuoso eccellenza enologica e responsabilità sociale, rafforzando il legame tra il vino e la comunità che lo produce».

L’asta e i protagonisti
Sotto il martelletto di Cristiano De Lorenzo, direttore di Chri­stie’s Italia, sono stati battuti 14 lotti in collegamento live con New York e il 67 Pall Mall di Londra. Ogni lotto corrisponde a una barrique di Barolo Gustava, vinificata separatamente dall’enologo Donato Lanati in base alle caratteristiche della vigna – esposizione, altitudine, età delle viti – e destinata a produrre 270 bottiglie dopo i 38 mesi minimi di affinamento.
Accanto a questi, oltre 80 cantine del Consorzio hanno donato i propri vini, riuniti in otto lotti comunali rappresentativi di 11 comuni simbolo della denominazione: 914 bottiglie in vari formati, per un totale di 925 litri. A conseguire la cifra più alta è stato il Tonneau di Vigna Gustava, 400 litri di Barolo aggiudicati per 360mila euro. Complessivamente, l’asta 2025 ha messo in vendita 5.525 litri di Barolo e Barba­re­sco, con offerte provenienti da Italia, Stati Uniti e Regno Unito.

Tanta beneficenza e molti progetti sostenuti
Ogni lotto finanzierà un progetto di solidarietà, annoverando dal restauro di edifici storici al sostegno alla ricerca medica, dall’educazione e formazione dei giovani alle borse di studio, fino al supporto a madri in difficoltà e persone con disabilità.
I proventi degli 8 lotti comunali saranno destinati per metà alla Scuola Enologica di Alba e ad altre iniziative e progetti del territorio, mentre gli altri quattro andranno a progetti benefici scelti direttamente dagli acquirenti.
«È straordinario vedere come Barolo en Primeur cresca anno dopo anno, diventando non solo un evento enologico di riferimento, ma un vero e proprio simbolo di solidarietà e partecipazione collettiva», ribadisce Giuliano Viglione, presidente di Fondazione Donare Ets. «I risultati di questa quinta edizione lo confermano: Barolo en Primeur è ormai un appuntamento cardine del calendario della solidarietà italiana e internazionale, riconosciuto e atteso da chi crede che il vino possa essere un veicolo di bene, di cultura e di sviluppo. Il valore di questo progetto risiede nella sua capacità di unire il territorio a una visione globale: le Langhe restano il cuore pulsante, ma i benefici si estendono ben oltre i confini locali, generando opportunità concrete per le persone e le comunità. È un modello virtuoso di filantropia territoriale che parte da un grande vino, ma arriva molto più lontano, costruendo relazioni, fiducia e futuro».

Arte, tecnologia e attenzione alla sostenibilità
A impreziosire ogni bottiglia, l’etichetta d’artista “self-devouring figure” di Giulia Cenci, un autoritratto ibrido che riflette sui temi di identità, nutrimento e metamorfosi, in sintonia con lo spirito di Barolo en Primeur. Non è mancato nel corso della serata-evento anche l’apporto del comico Federico Basso che con i suoi interventi ironici ha offerto un tocco di leggerezza e riflessione al prestigioso parterre di ospiti.
Novità dell’edizione 2025 è il tag digitale “Autentico NFC”, sviluppato da Tesisquare attraverso il suo IoT Competence Center Elision in collaborazione con la Pmi innovativa Autentico Srl: un microchip invisibile sotto l’etichetta che certifica autenticità, provenienza e tracciabilità di ogni bottiglia.
Scansionandolo con uno smartphone sarà possibile accedere alle note enologiche di Lanati, al giudizio en primeur di An­tonio Galloni e persino a una webcam live sulla Vigna Gustava e sul Castello di Grinzane Cavour.
Inoltre, grazie alla collaborazione con Fieramente Srl, azienda italiana specializzata nel trasporto di vini di pregio, la consegna delle bottiglie donate con l’asta avverrà senza costi di spedizione per gli acquirenti, assicurando un servizio globale e puntuale.
«Il successo di questa quinta edizione di Barolo en Primeur non nasce solo dalla generosità di chi sceglie di donare, ma soprattutto dalla forza e dalla qualità straordinarie di due vini unici come il Barolo e il Barba­resco”, commenta Sergio Ger­mano, presidente del Con­sorzio di Tutela Barolo Barba­re­sco Alba Langhe e Dogliani.
«È grazie a questi ambasciatori riconosciuti in tutto il mondo che abbiamo costruito un progetto che coniuga eccellenza e solidarietà. L’introduzione del­l’en primeur rappresenta così un’evoluzione importante: una modalità di promozione e valorizzazione dei nostri vini che dobbiamo continuare a coltivare e far crescere. Barolo en Primeur è oggi una vetrina in­ter­nazionale in costante e­span­sione, capace di mettere le Langhe in dialogo con mercati e collezionisti di tutto il mondo, rafforzando la reputazione globale del nostro vino e del nostro territorio».

Un brindisi al futuro
Il record della quinta edizione ha confermato la capacità di Barolo en Primeur di coniugare il fascino del grande vino con la forza della solidarietà. Un modello di filantropia territoriale che parte dalle colline delle Langhe per arrivare nel mondo, dimostrando come il vino possa essere non solo un’eccellenza, ma anche uno strumento concreto di bene comune.