Home Articoli Rivista Idea «Le piante ci aiutano a “rieducare” il sistema immunitario»

«Le piante ci aiutano a “rieducare” il sistema immunitario»

La speaker Valentina Garonzi spiega l’innovazione di Diamante: «Una risorsa per le malattie autoimmuni»

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Valentina Garonzi è responsabile della stra­tegia, della ge­stione economico-finanziaria e generale dell’attività aziendale di Diamante, società che punta alla creazione di un nuovo approccio terapeutico per le malattie autoimmuni, in particolare l’artrite reumatoide. Il 4 maggio Garonzi sarà tra gli speaker, a Cuneo, di TEDx “Me­tamorfosi, idee in tra­sformazione”.
«La società Diamante – spiega – è il risultato di un fervente movimento positivo che coinvolge ri­­cerca, finanziamenti pubblici, premi per l’innovazione, concorsi per startup e progetti europei». Tutto è partito dall’idea di Linda Avesani di utilizzare le piante per produrre composti ad alto valore aggiunto per sviluppare nuovi sistemi terapeutici e diagnostici per le malattie autoimmuni. Suppor­tate da Roberta Zampieri, vengono sviluppate alcune prime diagnosi e terapie. Visti gli ottimi risultati scientifici, Linda e Roberta, comprendendo le po­tenzialità del progetto, decidono di «pensare fuori dagli schemi, intravedendo una nuova prospettiva imprenditoriale». E qui entra in gioco Valentina Ga­ronzi: «Ecco allora il mio coinvolgimento nel compito di ef­fettuare l’analisi della sostenibilità economico-finanziaria del pro­getto. Da questo incontro na­sce la squadra che oggi costituisce il Consiglio di Am­mi­ni­strazione della Società».
Diamante propone un processo innovativo nel sistema cura: «Ri­educhiamo il sistema immunitario a tollerare immunitariamente la cellula specifica del cor­po (autoantigene) che causa la risposta autoimmune, me­diante la somministrazione dell’autoantigene specifico stesso». Partendo dalle piante per curare l’uomo: «A Cuneo racconterò la nostra esperienza nel creare questa azienda e fare tecnologia che si focalizzerà sulle proprietà delle piante e quindi sul fatto che la natura possa essere un alleato per l’uomo non solo perché ci fornisce del cibo ma anche perché porta una tecnologia alternativa per un sistema di produzione di medicinali». Un metodo innovativo: «Il processo di produzione si basa su una tecnologia no­ta come molecular farming, che utilizza le piante come bio-reattori naturali. Quel­lo che facciamo, in sostanza, è identificare un frammento proteico specifico per la malattia e inserirlo nel dna di un virus vegetale, ottenendo, di fatto, una nuova mo­lecola. Impiegato per infettare una specifica pianta, il virus in questione andrà a riprodursi all’interno delle foglie, poi raccolte e processate per riestrarre le particelle di interesse. La pianta è lo strumento che ci con­sente di produrre il no­stro farmaco». Un farmaco che rieduca il sistema immunitario: «La gestione dell’artrite reumatoide, così come di altre patologie autoimmuni, prevede l’utilizzo di farmaci immunosoppressori – spiega Garonzi -. Que­sti reprimono la risposta immunitaria, spegnendo l’attacco ano­malo che il corpo attua contro i propri tessuti. Tuttavia, gli immunosoppressori agiscono anche sulle capacità difensive generali, impedendo all’organismo di combattere i patogeni esterni o, addirittura, le cellule tumorali. L’utilizzo continuativo di questi farmaci si correla allo sviluppo di problematiche aggiuntive che, col tempo, risultano invalidanti. Ad alcuni anni dalla diagnosi, parte dei sog­getti con artrite reumatoide viene, di fatto, considerata disabile, pur assumendo tutti i farmaci previsti». L’approccio proposto dalla startup è diverso: «E si correla a diversi aspetti positivi, a partire da effetti terapeutici e conservazione ottimale delle difese im­munitarie. Un meccanismo nuo­vo, non si basa, come gli at­tuali trattamenti, sulla soppressione generale del sistema im­munitario, ma sulla sua rieducazione» afferma Garonzi. «Nel­le fasi di studio abbiamo dimostrato la capacità del farmaco di indurre la tolleranza immunitaria verso componenti che, nella malattia, vengono erroneamente attaccati. Il nostro farmaco innesca un meccanismo di bi­lanciamento e di riduzione dell’infiammazione. Si verifica, in effetti, una riduzione dei sintomi in un sistema immunitario che resta efficiente».

I talk potranno essere seguiti in nuove sedi tra Cuneo e Saluzzo

Sabato 4 maggio, a partire dalle 14,30 sul palco nel Complesso di San Francesco a Cuneo, Marco Bersanelli, Fiamma e Giuppy Izzo, Daniele Raineri racconteranno la loro esperienza di Metamorfosi alternandosi ai sette speaker già annunciati: Valentina Garonzi, Andrea Casta, Chiara Pennetta, i Rusty Brass, Cosima Buccoliero, Michele Mezza e Francesca Picci.
Importante novità è che quest’anno, per allargare il più possibile la partecipazione, i talk potranno essere seguiti in diretta anche in altre tre sedi: alla sede principale del Complesso monumentale di San Francesco si aggiungono la frazione Roata Rossi e il quartiere Donatello a cura del Comune di Cuneo che anche quest’anno ha confermato il suo patrocinio, e la città di Saluzzo. La città del Marchesato ospiterà l’evento in diretta streaming grazie a Isiline Srl, che oltre ad essere partner tecnico, ha coinvolto nel progetto la Fondazione “Amleto Bertoni”, per aprire insieme le porte del saluzzese all’edizione 2024.
Biglietti disponibili su https://www.tedxcuneo.com/biglietti/