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Liste d’attesa: il Santa Croce vuole accorciarle

Nell’Azienda Ospedaliera del capoluogo prende avvio la prima iniziativa volta a ridurre i tempi necessari per sostenere esami e visite

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L’Azienda Sa­ni­ta­ria Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo avvia dalla fine del mese di giugno la prima delle iniziative aziendali per la riduzione delle liste di attesa: un piano strategico finalizzato al recupero dei tempi di attesa.
Il primo step, nello specifico, riguarda le specialità di Ra­diologia e Neuroradiologia, particolarmente coinvolte nel Piano di Recupero delle Liste di Attesa Regionale.
Nel periodo successivo alla pandemia da Covid si è assistito a un significativo au­mento della richiesta di prestazioni di diagnostica strumentale (+31% del volume di tomografia computerizzata; +3,5% del volume di risonanza magnetica), in particolare in classe di priorità “B” (dal 19% al 33% per le tac torace; dal 31% al 50% per la risonanza della colonna vertebrale). Di fronte a questa situazione, l’Aso cuneese ha provveduto (a seguito di valutazioni clinico-organizzativo-gestionali relative alle risorse umane e tecnologiche impiegate, al modello organizzativo in uso e alla possibilità-disponibilità degli utenti a recarsi in ospedale in orari non convenzionali e dopo un congruo periodo di studio di fattibilità e di rodaggio – nel quale sono stati testati nuovi turni in orari e giornate eccedenti l’ordinario -, limitato alla sola risonanza magnetica) a predisporre l’avvio del piano aziendale per la riduzione delle liste di attesa delle prestazioni diagnostiche di Radiologia e Neuroradiologia per classi “B” e “D”.
L’iniziativa prevede l’estensione dell’orario di apertura dei servizi tutti i venerdì sino alle 23 e tutti i sabati mattina dalle 8 alle 14, per l’esecuzione di risonanze magnetiche, ecografie e tac.
Sono previsti al contempo 52 turni aggiuntivi per un totale di 260 ore e circa 520 esami. Le prenotazioni effettuate tramite Cup regionale saranno trasmesse alla segreteria della Radiologia e gestite direttamente da questa.
Livio Tranchida, commissario dell’Azienda Ospedaliera ha spiegato: «Si tratta di uno sforzo non indifferente e per questo ringrazio il dipartimento dei Servizi e i direttori coinvolti, in modo particolare i medici, i tecnici e gli infermieri che hanno aderito, su base fa­coltativa, alla proposta. Sono stati assolutamente fondamentali, da questo punto di vista, lo spirito di collaborazione e la comprensione della reale necessità di affrontare il problema dell’accessibilità agli accertamenti, soprattutto di pazienti che necessitano di prestazioni piuttosto urgenti. Ringrazio anche la Regione Piemonte e l’Assessorato alla Sanità per aver messo a disposizione i fondi utili a finanziare un’attività che va incontro alla domanda di salute dei cittadini. Una risposta che, in questo caso, sottolinea il ruolo positivo svolto dalla sanità pubblica».
Luigi Genesio Icardi, assessore regionale alla Sanità del Piemonte, ha osservato: «L’ini­ziativa messa in campo dall’Azienda Ospedaliera di Cuneo per il recupero delle liste di attesa dimostra in maniera chiara come il gioco di squadra, specialmente in campo sanitario, sia la carta vincente. Ringrazio il commissario del Santa Croce e Carle Livio Tranchida, i medici e gli operatori sanitari che hanno saputo compiere questo ulteriore sforzo per venire incontro all’emergenza delle liste di attesa. Su questo fronte, la Regione Piemonte ha stanziato investimenti davvero importanti, ma senza la collaborazione di tutti e la capacità di fare sistema non sarebbe possibile ottenere nessun risultato. La Regione Piemonte, peraltro, è stata la prima a livello nazionale ad avviare un piano straordinario per il recupero delle liste d’attesa, dotandosi di un metodo strutturato su basi scientifiche e maturato grazie all’esperienza virtuosa della propria campagna vaccinale attuata contro il coronavirus. Al momento, uno dei risultati più importanti è aver riportato il numero delle prestazioni erogate ai livelli pre-Covid. Su 25 delle 42 monitorate dal Ministero a livello nazionale, in media i tempi di attesa si sono ridotti di sei giorni rispetto al 2018, così come sulla prevenzione oncologica sono stati recuperati tutti gli inviti agli screening verso la popolazione target, ritardati dall’impatto della pandemia».
Vale la pena ricordare come l’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo sia Ente di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione di riferimento per la città di Cuneo e per l’intera provincia, erogando mediamente all’anno 30mila ricoveri, di cui circa l’80% in regime di ricovero ordinario e il restante 20% in regime di day-hospital, oltre 95mila prime visite ambulatoriali e oltre 150mila prestazioni di diagnostica strumentale.
L’Azienda Santa Croce e Carle è pure Centro Hub Regionale all’interno della Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta (visite del Centro Accoglienza e Servizi mediamente 1.700 all’anno; visite dei Gruppi Interdi­sciplinari Cure mediamente 3.800 all’anno) e Ospedale Hub nell’ambito del Qua­drante Sud-Ovest e della Rete di Emergenza-Urgenza ed è sede di Dea di secondo livello (64mila accessi nell’anno 2022).

Nuovi ospedali di Cuneo e Savigliano: il punto sui progetti

Rispondendo a un’interrogazione in Con­si­glio Regionale, l’assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, ha ricostruito lo stato dell’arte dei progetti per i nuovi ospedali di Savigliano (Qua­dran­te Nord Ovest della provincia di Cu­neo) e Cuneo. Nello specifico, riguardo al nuovo ospedale di Savigliano-Saluzzo-Fos­sano, l’Assessore ha affermato che «l’iter per la progettazione e realizzazione sta procedendo nel pieno rispetto dei tempi e dell’accordo sottoscritto a Sa­vigliano l’8 novembre 2022, tra Regione, Comune e Asl Cn1». «Non solo tutto ciò è stato pienamente rispettato – ha osservato l’assessore regionale Icardi -, ma l’Asl Cn1 sta già deliberando il bando di gara per la progettazione, in pubblicazione nei prossimi giorni sulla Gazzetta Ufficiale. La gara durerà circa due mesi, quindi entro settembre 2023 sarà affidato l’incarico e potranno partire i lavori di progettazione del nuovo ospedale». La realizzazione del nuovo presidio ospedaliero è prevista con fondi Inail. La legge contempla la possibilità di attivare altre tipologie e forme di finanziamento, se più convenienti. Nelle scorse settimane è arrivata una proposta di partenariato pubblico-privato che è stata analizzata, ma non ritenuta adeguata. L’Azienda Sanitaria ha già provveduto a comunicare il rifiuto dell’offerta al proponente. Riguardo al nuovo ospedale di Cuneo, invece, Icardi ha dichiarato che «nel corso della Conferenza di Intenti sono stati illustrati il percorso tecnico-amministrativo e il cronoprogramma; quest’ultimo prevede il completamento della verifica della proposta di partenariato pubblico-privato dopo la Conferenza di Servizi, che è in corso di convocazione».