Cuneo, contro il Mapello svanisce il sogno Serie D: e adesso?

Finita con amarezza una stagione sempre ai vertici, quale strada sceglierà la società per provare a rimanere al top e ritentare il salto in D?

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Foto AC Cuneo 1905 Olmo

Si è conclusa, con una buona dose di amaro in bocca, la corsa dell’AC Cuneo 1905 Olmo nella stagione 2023-24: un’annata che ha visto sì i biancorossi di mister Michele Magliano assoluti protagonisti in Eccellenza, ma che lascerà, come normale (e crudele) che sia anche vivido il ricordo di una Serie D diretta sfumata proprio sul più bello.

Con il Mapello, nella semifinale di ritorno dei Playoff Nazionali, ci voleva un’impresa per ribaltare lo 0-2 in terra lombarda ed accedere alla Finale (contro la Lavagnese), ultima chance per il salto di categoria. Una rimonta che non vi è stata, con le speranze piemontesi affievolite dalla forza e dal cinismo degli avversari già dopo 8′: il tiro di Comelli, deviato da Angeli, che ha trafitto Dia, ha di fatto sin da subito chiuso o quasi i conti per la qualificazione, nonostante un Cuneo che, sia prima che nel resto del primo tempo, ha giocato e creato, non concretizzando le occasioni, una sorta di emblema di questa ultima fetta di stagione.

Nella ripresa, l’uno-due Comelli-Brambilla nel giro di 5′ ha di fatto reso la restante abbondante mezz’ora una formalità: è toccato così ad Andrea Dalmasso rendere meno pesante il passivo con la firma più triste delle quindici stagionali, fra campionato e playoff.

L’annata 2023-24, al di là di tutto, è da archiviare con il segno positivo, sarebbe intellettualmente disonesto affermare il contrario e gli applausi di commiato di un gremito “Paschiero”, ieri, sono il riconoscimento dell’apprezzamento, da parte dei tifosi, dell’impegno messo in una stagione in cui è mancato poco, quel dettaglio, quel quid decisivo, per vivere un ben altro epilogo.

Del +4 sull’Alba Calcio a tre giornate dal termine, dilapidato, si è parlato tanto, ed è quasi superfluo insistervi: fondamentalmente, il Cuneo è arrivato scarico, acciaccato e poco lucido proprio nel momento chiave, al termine di un cammino iniziato il 1° agosto, giocandosi, tra l’altro, e non vuole essere una scusante, le ultime cinque partite, tutte quelle da dentro o fuori, in pratica, fra campionato e playoff, sotto l’acqua o comunque in condizioni atmosferiche non propriamente ideali. Insomma, un finale insomma, per colpe o per episodi, in cui praticamente tutto è andato storto: d’altra parte, una sola vittoria nelle ultime 6 partite giocate, è una fredda statistica ma che lascia poco spazio alle interpretazioni.

Cosa rimane quindi? Un secondo posto in campionato (con 60 punti) e l’accesso ai playoff nazionali di Eccellenza, ulteriore miglioramento rispetto ai risultati centrati un anno fa (59 punti e stop al 2° turno playoff) ed altro gradino verso l’alto compiuto da un gruppo squadra, che da tempo gioca insieme, passato sotto la guida di Magliano dalla lotta-salvezza a quella playoff a quella per la D. L’apice non superabile di questa era?

Ora, considerando che continuerà il grande lavoro della società AC Cuneo 1905 Olmo dietro le quinte, sul settore giovanile, sulle strutture e sul consolidamento come club a 360°, guardando alla Prima Squadra, si aprono tre scenari. Il primo: conferma dell’allenatore e del gruppo-squadra, che si ripresenterà alla prossima Eccellenza con la medesima ossatura più qualche puntello ed altre promozioni dal vivaio; il secondo: la conferma del mister, ma un grande rinnovamento in rosa, con l’ingresso di forze fresche e di giocatori di categoria per provare a vincere; il terzo: l’inizio di un nuovo ciclo, con un nuovo allenatore ed una rosa, comunque ed inevitabilmente, rinnovata. Il tutto, cercando sempre di mantenere la filosofia, distintiva, che ha caratterizzato il corso dell’AC Cuneo 1905 Olmo, vale a dire la valorizzazione di atleti (e membri dello staff) provenienti dalla Granda: un limite geografico e di scelte, ma anche un modello di sostenibilità.