Prende forma il progetto “Staffarda memorie di un borgo”

Racconto attraverso le voci e i ricordi dei suoi abitanti...

0
0

Il borgo di Staffarda, fino a non molto fa, era un borgo abitato, vissuto, fornito di servizi, piccole attività commerciali, la scuola elementare e l’asilo, la parrocchia e le feste di paese.

Attorno all’abbazia ruotava una comunità di circa 300 abitanti. Come molti piccoli borghi in Italia, negli ultimi anni ha subito un lento processo di spopolamento e abbandono da parte dei residenti, certamente non incentivati a rimanere a causa di alcuni fattori come l’invecchiamento, l’assenza di servizi e il non essere proprietari delle proprie abitazioni.

Oggi conta sempre meno abitanti. I turisti che percorrono la parte museale dell’abbazia (19.975 nel 2022), visitando il borgo oggi, non immaginano minimamente com’era il borgo in passato. Libri, ricerche, seminari, documenti, tutti vertono sul periodo storico in cui l’abbazia era ancora un centro religioso cistercense attivo, nessuno indaga oltre, da quando venne abbandonato dai monaci e divenne un piccolo borgo, mantenendo l’originaria natura agricola.

Il progetto “STAFFARDA MEMORIE DI UN BORGO” che sarà presentato venerdì 31 marzo presso la Foresteria dell’Abbazia ha voluto ricercare, raccogliere e salvare la memoria storica del borgo di Staffarda, attraverso la raccolta e l’archiviazione di materiale storico e la realizzazione di video-interviste e testimonianze. Ne è nato un racconto attraverso i ricordi e le voci dei suoi stessi abitanti.

Il panettiere, La Locanda del Chiostro, le feste patronali, il Parroco, le maestre e i bambini della scuola, tornano a farsi presenza in sei video tematici in grado di restituire il fermento e la vita che popolava il borgo in un tempo non troppo distante da noi.

La popolazione locale si riappropria così e torna a vivere Staffarda, riscoprendone il suo reale valore. Chi ascoltando, chi narrando per primo le storie di chi un tempo quegli spazi, oggi museali e disabitati, li ha vissuti.

Questo è un progetto DialogArt con Ovvio Studio, realizzato con il contributo di Fondazione Crc Bando Musei da Vivere e con il patrocinio di Fondazione Ordine Mauriziano.