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Alcase Italia di Boves manda una lettera aperta al governo

“L’implementazione di un programma nazionale di screening polmonare è ormai una necessità indifferibile.”

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Riceviamo e pubblichiamo

Facendo fede a quella che è la nostra missione, ossia di supporto concreto alla lotta contro il cancro del polmone, noi di ALCASE Italia abbiamo iniziato questo 2023 prendendo una decisione molto importante: avendo atteso inutilmente una risposta alla nostra mail di metà dicembre, in cui si invitava il Ministro della Salute ad attivare un serio, efficace e non costoso programma di screening su tutto il territorio nazionale, abbiamo deciso di rivolgerci direttamente alla Presidente del Consiglio e all’intero Governo.

Abbiamo deciso di farlo attraverso una lettera aperta. Vogliamo evitare che si continui con costose sperimentazioni, tavoli di lavoro, studi e progetti che coprono solo parzialmente il territorio italiano ma che svuotano le casse dello Stato, facendo felici i centri ospedalieri coinvolti ma non la popolazione.

La posta in gioco è davvero alta: si tratta di salvare 5.000 vite all’anno da morte certa. Da parte nostra abbiamo espresso chiaramente il seguente pensiero: “Per un buon programma di screening polmonare non occorrono decine e decine di professionisti, sono sufficienti i tanti centri qualificati per l’effettuazione di una LDCT presenti in ciascuna provincia italiana e due/tre grandi centri nazionali di radiologia super qualificata per una seconda lettura delle immagini, la conferma o meno della prima refertazione, e le indicazioni di follow-up, tutto in accordo con le linee guida internazionali sullo screening”.

Attendiamo ora una risposta, augurandoci che venga incontro da un lato al nostro primo obiettivo di salvare migliaia di vite umane e dall’altro alla giusta esigenza di ottimizzare le spese a carico dello Stato.