Arezza, il posto che non c’era

L’agriturismo di Revello segna l’incontro tra l’agricoltore e lo chef per una proposta che unisce tradizione e innovazione

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C’è la sapienza dell’agricoltore unita a quella del ristoratore. In un connubio che fa nascere, a Revello, “Arezza”, il posto che non c’era. Un angolo di area montana, circondato dai boschi, ma che sorge a due passi da Saluzzo. Un agriturismo, con ristorante e possibilità di pernottamento, dall’eleganza essenziale e dall’efficienza energetica eccellente, circondato dalle coltivazioni e dagli allevamenti dell’azienda agricola.
Un’idea nata per caso, l’incontro di due cugine di terzo grado e una chiacchierata in cui scoprono che la prima ha un rudere circondato da una meravigliosa produzione agricola, la seconda ha voglia di cambiare posto e anche un po’ vita dopo dieci anni di gestione di sala, con il marito in cucina, al ristorante “Antiche Mura” di Saluzzo.
Ne deriva un posto a conduzione famigliare dove i prodotti, tutti certificati biologici, passano dalle mani dell’agricoltore, Giuliano Fino con la moglie Marina, a quelle dello chef, Paolo Fraire con la moglie Sabrina, per essere esaltati e presentati in chiave moderna pur rimanendo radicati nella loro tradizione. E quindi gustati direttamente dalla terrazza panoramica o da una delle sale che permettono di ammirare da vicino il Monviso, la Rocca di Cavour e nelle giornate più limpide anche la basilica di Superga.
Si può pronunciare così come si scrive, “Arezza”. O anche alla piemontese, “Arssa”. Il significato non cambia: vuol dire mirtillo e non poteva essere altrimenti, perché l’agriturismo sorge all’interno di un abbraccio disegnato dai campi del gustoso piccolo frutto blu che accolgono e sembrano quasi accompagnare al tavolo.
Ma non di soli mirtilli vive l’azienda agricola: l’anfiteatro naturale che circonda l’agriturismo, infatti, è ideale per la microcoltivazione di olive, per un’area destinata al foraggio di pecore e capre e una all’allevamento di avicoli nostrani, per i dieci alveari da cui si ricava il miele e per un orto che produce le bontà proposte nel menù.
Così che prima o subito dopo aver gustato ogni portata, è possibile ammirare da vicino, durante una piacevole passeggiata ad anello intorno all’agriturismo, i prodotti utilizzati dallo chef che sono “a metro zero”. E perché no, anche raccogliere due mirtilli ammirando, i più fortunati, la corsa di un capriolo.
L’agriturismo sorge sulla strada dei Boschi che collega Saluzzo e Sanfront, all’altezza del ponte delle pianche, ed è facilmente raggiungibile dopo una salita di 400 metri. Che garantisce un panorama mozzafiato, direttamente dal posto che non c’era e che adesso è pronto a rivelarsi nella sua bucolica eleganza.

Articolo a cura di Silvia Campanella