Quella magia degli affreschi da non perdere

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Fossano è una rivelazione. È scoprire la bellezza del maestoso Castello dei Principi d’Acaja. La sua storia ha origine nel 1300, secolo in cui la struttura fu edificata da Filippo I d’Acaja per difendere la città, in seguito sarebbe diventata residenza dei Savoia. A fine Seicento il Castello fu utilizzato come prigione, oggi ospita la biblioteca cittadina con oltre 150mila volumi e spazi per eventi culturali, mostre e convegni, ma anche concerti.

L’impatto visivo ed emozionale è forte: la vista sul Monviso e sull’intero arco alpino (dalla torre panoramica la vista è eccezionale) offre uno scorcio davvero straordinario. Natura e arte. Tra l’altro, la mostra “Fantastiche Grottesche” sull’opera di Giovanni Caracca, proprio al Castello, è stata prorogata fino a domenica. C’è quindi ancora un po’ di tempo per godere di un allestimento davvero immersivo sulla storia del pittore fiammingo alla corte dei Savoia. Fu proprio lui a realizzare gli stupendi affreschi della volta negli ambienti dove è ospitata la mostra. Jan Kraeck (ovvero Govanni Caracca) li firmò nel 1585 per volontà di Carlo Emanuele I. Il percorso multimediale, attraverso tecnologie immersive, coinvolge il visitatore in un colloquio ideale con l’autore.

Fossano, poi, propone molti altri spunti. La città, fondata nel 1236, ha un centro storico di prim’ordine, con angoli, vicoli e chiese che riportano alle atmosfere medievali e barocche. A costituire un collegamento diretto fra la fortezza sabauda e il nucleo più antico della città è il Duomo, affacciato sulla porticata via Roma. Di Francesco Gallo è invece l’imponente struttura settecentesca composta dall’Ospe­dale e dalla Chiesa della Santissima Trinità, detta dei Battuti Rossi, uno dei più suggestivi esempi di barocco piemontese del territorio.

Nella centrale via Roma, a luglio, tornerà il classico appuntamento del mercatino dell’antiquariato e del collezionismo, mentre ogni mercoledì mattina le strade del centro storico si animano per i mercatini che sono ormai una piacevole tradizione. Così come quella delle panchine giganti: in frazione Boschetti, seguendo il “sentiero dell’anima” si arriva a una dell Big Bench realizzate dal designer Chris Bangle, con vista sulle colline.