Michele amerio: «Nell’aria si sente l’urgente e forte istanza di ricominciare a ricostruire»

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«In questi giorni di guerra e di post pandemia, lo stato d’animo dei Presidenti e Dirigenti delle 360.000 Associazioni, Circoli ed Enti non profit, attive in Italia, è caratterizzato da un grande senso di disorientamento, pericoloso e demotivante per chi da sempre si è personalmente speso e sentito coinvolto in impegni operativi e di promozione sociale, tipici e ricompresi nel così chiamato Volontariato Sociale», sottolinea Michele Amerio, Consulente fiscale specializzato nel Terzo Settore (in foto in alto, a lato). E aggiunge: «Dopo 6 anni dalla promulgazione della Legge n.106/2016 e la dichiarata intenzione del Legislatore di regolamentare e riconoscere un fondamentale comparto attivo della Società italiana, la situazione è a dir poco confusa, ambigua ed equivoca, per quanto attiene la creativa libertà di associazione e di aggregazione sul Territorio, l’operatività volontaristica nelle personali fruizioni del proprio tempo libero, l’organizzazione di eventi culturali, educativi, sportivi e sociali a cui una prevista impostazione statalizzante e burocraticamente soffocante di questa realtà renderà così complessa l’evoluzione da costringere i responsabili dei Sodalizi senza fini di lucro ad abbandonare per l’eccessivo accanimento di obblighi amministrativi, fiscali e tributari, informatici e digitali a cui le Dirigenze attuali sono e rimangono totalmente inappropriate. È pur vero che nel recente passato si sono registrate anche forzature ed esagerazioni interpretative in alcuni casi su agevolazioni previste e concesse in ambito fiscale e previdenziale, ma questo non giustifica l’impostazione di questa “Riforma del Terzo Settore” che rischia di demotivare per l’eccessiva responsabilità e l’esagerata burocratizzazione delle contabilità e delle procedure amministrative imposte, i pur indispensabili Presidenti e Legali Rappresentanti dei Sodalizi e dei Circoli Ricreativi e di Aggregazione Sociale che a volte, sul Territorio Locale, si trovano ormai a essere gli unici artefici , attori e testimoni, ma anche animatori sociali delle nostre realtà di montagna, di valle, di aree rurali e di periferia, a lenta ma costante disgregazione sociale. Si sente nell’aria l’urgente e forte istanza di ricominciare a ricostruire, con entusiasmo e determinazione, il “gusto di ritrovarsi e ricreare le condizioni di una vita di Comunità condivisa ed aggregante” dopo due anni di sofferta pandemia ed isolamento tra le mura domestiche.
Le Acli, come altri Enti di Promozione Sociale, presenti e ben radicati sul Territorio Nazionale sono oggi chiamate in questi momenti a sostenere ed indirizzare al meglio quel Volontariato particolarmente attivo nelle iniziative di solidarietà sociali, formidabile strumento di educazione al vivere insieme, al sostegno reciproco delle categorie più disagiate, oggi più che mai in sofferenza e difficoltà. La sfida per la costruzione di un futuro migliore è sempre più complessa, ma proprio per questo può essere più affascinante e intrigante, se riesce malgrado tutto a coinvolgere la nostra generosa attenzione verso il prossimo, quello più vicino a noi e che vediamo sofferente. Le Acli sono una Rete Associativa sempre aperta e presente, pronta ad ascoltare ed attivare, con i suoi Sportelli di consulenza ed ascolto in ambito Provinciale, i Presidenti e Dirigenti dei Sodalizi e Circoli Acli.
Una presenza importante, impegnata anche nel sostenere i Pubblici Amministratori nelle azioni di co-progettazione e co-gestione delle iniziative sociali e sportive sui territori locali».