Si è concluso il percorso formativo di CIA Cuneo “Diventare protagonisti dell’imprenditoria agricola”

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Una parte degli allievi dell'Umberto I in visita all'azienda Josetta Saffirio di Sara Vezza

Si è concluso lo scorso mercoledì 18 maggio il percorso formativo “Diventare protagonisti dell’imprenditoria agricola” organizzato dalla Cia Cuneo. Hanno partecipato le classi quarte dell’Istituto Superiore di Istruzione Agraria “Umberto I” – Scuola Enologica di Alba e della sede distaccata di Grinzane Cavour. Per un totale di 105 allievi coinvolti. Il progetto è stato accolto con entusiasmo dalla dirigente della Scuola, Antonella Germini, e poi accompagnato, in tutte le sue sfaccettature, dal professor Renzo Binello, che ha svolto il ruolo di coordinatore delle varie attività previste.

Come è stato strutturato il progetto?

A marzo e aprile, in ognuna delle cinque classi hanno tenuto le lezioni frontali quattro relatori della Cia Cuneo: Maurizio Ribotta, responsabile provinciale dell’assistenza tecnica in campo; Cristina Patelli, commercialista e consulente fiscale; Sara Vezza, imprenditrice dell’azienda agricola Josetta Saffirio; Roberta Serasso, responsabile grafica e comunicazione.

I focus toccati hanno riguardato soprattutto tre campi. Il primo: la sostenibilità declinata a livello ambientale, in riferimento agli obiettivi indicati dall’Agenda 2030 dell’Unione Europea, poi in quello sociale e nell’economico e finanziario. Quindi, l’aspetto della responsabilità sociale e ambientale: cioè, come e quando la sostenibilità ambientale produce sostenibilità economica. Infine, la strada dell’imprenditorialità: nel concreto, come sta cambiando l’impresa moderna, la comunicazione e il marketing e l’interazione con i valori ambientali, sociali e morali.

Alle lezioni frontali si sono aggiunte le altrettanto interessanti visite a tre aziende agricole-vitivinicole: Malvirà dei fratelli Damonte a Canale; Josetta Saffirio e Conterno Fantino di Monforte d’Alba. Così da far toccare direttamente con mano agli studenti cosa voglia dire oggi produrre ed essere imprenditore.

Quali sono stati gli obiettivi del percorso formativo?

Offrire elementi di conoscenza e riflessione sul significato del ruolo di operatore dipendente o di imprenditore del comparto agricolo. Approfondire l’importanza e le implicazioni di una gestione aziendale dal punto di vista della sostenibilità. Fornire delle prospettive con scopi innovativi sul mondo del lavoro nel settore agricolo. Acquisire suggerimenti sulle “buone pratiche” coerenti con il percorso formativo, in particolare rispetto al tema della sostenibilità ambientale in ambito lavorativo e di impresa.

Dice la responsabile grafica e comunicazione di Cia Cuneo, Roberta Serasso, che ha coordinato il progetto per l’organizzazione agricola: “Alcuni nostri imprenditori associati avevano manifestato l’importanza di offrire agli allievi degli Istituti Agrari delle nozioni concrete sull’attività operativa da svolgere in un’azienda, in modo da integrarle con la loro preparazione scolastica. Infatti, stiamo vivendo un periodo storico nel quale le stesse aziende devono prendere coscienza – e molte lo hanno già fatto – di avere una responsabilità ambientale, ma anche la responsabilità sociale ed economica della corretta gestione dell’impresa e della corretta comunicazione dei valori alla base del loro lavoro. Per cui uno studente, quando si diploma, se entra nel mondo agricolo deve essere cosciente che la decisione è legata alla consapevolezza di interagire con un ecosistema e con la società nella quale vive e di ottenere, attraverso il suo impegno quotidiano, una redditività che gli consenta di mettere in commercio un prodotto sostenibile. Bisogna fare scelte coerenti rispetto a queste principi, perché ogni scelta comporta delle conseguenze sulle altre persone e sull’ambiente”.

Proporre il proprio progetto

Al termine del percorso formativo è stato chiesto a ogni allievo di scrivere una breve relazione nella quale, in base a quanto ascoltato e vissuto, doveva immaginarsi imprenditore agricolo ed esporre un proprio progetto di azienda partendo dai contenuti delle lezioni. Sottolinea Roberta Serasso: “Gli elaborati saranno poi uno strumento di valutazione del livello di interesse suscitato dal progetto e sul grado di acquisizione delle informazioni trasmesse”.  

Il bilancio

Afferma Roberta Serasso: “Come Cia siamo contenti di come si è sviluppato il percorso formativo. Anche la dirigente dell’Umberto I, Germini, il professor Binello e gli altri docenti con i quali ci siamo confrontati, hanno espresso soddisfazione. Ci auguriamo di aver contribuito a far riflettere i ragazzi, allargando un poco le loro prospettive future con i momenti di confronto in aula e di sperimentazione diretta nelle aziende. In modo che fossero di supporto alla didattica dell’Istituto, senza sovrapporsi a essa. Certo, in seguito, l’esperienza vera e propria la matureranno solo lavorando. Però, porteranno con loro un patrimonio di conoscenze pratiche in più nell’ottica della responsabilità sostenibile”