Saluzzo, gli studenti del Liceo Bodoni riflettono sulla Giornata della Memoria con la giornalista Francesca Paci

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Liceo Bodoni di Saluzzo sull’iniziativa svolta da una classe dell’istituto in occasione della recente giornata della memoria del 27 gennaio e sviluppatasi nelle settimane successive.

“In occasione del giorno della Memoria noi, studenti della classe 3^A, grazie alla nostra docente Daniela Aimar, abbiamo letto il libro “Un amore ad Auschwitz” di Francesca Paci, e la cosa che lo ha reso davvero interessante è che a distanza di qualche settimana, il 9 febbraio, abbiamo avuto la possibilità di incontrare la stessa autrice attraverso un meeting sulla piattaforma Zoom.

Questo ci ha permesso di riflettere su quanto è importante ricordare queste terribili vicende. Il 27 Gennaio, Giorno della Memoria, non è una mobilitazione collettiva per una solidarietà ormai inutile, ma è un atto di riconoscimento proprio di queste vicende, di commemorazione di tutte le vittime causate dall’odio, dal fanatismo, dal razzismo e dal pregiudizio.

Francesca Paci è una giornalista de La Stampa e scrittrice romana che è stata corrispondente per il quotidiano piemontese da Gerusalemme e da Londra, ha pubblicato questo libro nel 2016 e l’incontro con lei ha avuto inizio con una breve introduzione al contenuto del romanzo, per poi proseguire con le nostre domande. L’autrice ha raccontato la storia d’amore nata nel campo di concentramento tra una ragazza ebrea ed un prigioniero politico polacco.

Quello di Francesca Paci è stato un lavoro di ricerca negli archivi di Auschwitz per trovare tutte le testimonianze dei deportati (che avevano conosciuto questi due ragazzi) e degli ultimi sopravvissuti a quel genocidio. Ha scritto il libro non in maniera narrativa, ma con un taglio giornalistico, proprio per riportare, in modo veritiero, i fatti accaduti.

Ma come è possibile innamorarsi nel bel mezzo della tragedia della Shoah? Come è possibile provare un sentimento così grande come l’amore, quando si cerca solo di sopravvivere a tutte le barbarie subite ed alla morte stessa?

Mala (Malka Zimetbaum) è una ragazza di origine polacca che ha fascino, carisma e cultura, oltre ad essere una donna di grande generosità di cui dà prova aiutando in ogni modo le compagne di prigionia, cosa che riesce a fare perché, conoscendo diverse lingue, ha una posizione privilegiata all’interno del campo.

Edek (Edward Galinski) è un prigioniero politico ed è tra i primi ad essere stato deportato ad Auschwitz, ha visto nascere e crescere la macchina del genocidio. Anche lui ha una certa libertà di movimento. Due ragazzi che cercano costantemente di aiutare gli altri come possono, grazie ai loro piccoli privilegi.

I due si innamorano e nel giugno del 1944 riescono a fuggire grazie ad un travestimento: comprando l’aiuto di un ufficiale nazista, Edek recupera un’uniforme delle SS e con Mala, vestita da prigioniera, esce dal campo esibendo un falso permesso. Lei ha in mente un pensiero fisso: deve riuscire a portare all’esterno la testimonianza delle atrocità commesse dentro al campo.

Purtroppo il loro sogno d’amore e di libertà non si realizzerà, perché verranno catturati al confine polacco e poi torturati ed uccisi.

È stata proprio Francesca Paci a raccontarci che nel campo sono conservate due ciocche dei loro capelli ed uno schizzo a gessetto che Mala si era fatta fare da una prigioniera per regalarlo a Edek mentre, nella cella dove venne rinchiuso, Edek ha inciso il nome di Mala e la data del loro incontro.

L’amore è stato una sorta di resistenza alle violenze ed alle barbarie naziste, perché i due giovani hanno rifiutato con tutte le loro forze di farsi depredare della capacità di provare un sentimento vero e sincero, abbattendo anche le barriere religiose. Guidati dalle parole dell’autrice siamo riusciti a riflettere proprio su questo: in un momento storico difficile come quello che stavano vivendo, i due protagonisti sono riusciti a superare la diversità religiosa, dal momento che Mala era ebrea ed Edek cattolico, e il loro sentimento d’amore ha vinto su tutto.

Francesca Paci si è mostrata molto disponibile nei nostri confronti ed è riuscita in modo esaustivo a rispondere alle numerose domande, sensibilizzando l’intera classe su un argomento che è ancora molto attuale.

Proprio come voleva Mala, tutti sono venuti a conoscenza di ciò che avveniva all’interno del campo di concentramento e proprio per questo dobbiamo ricordare, per non dimenticare, per non commettere mai più simili ingiustificabili azioni.”

Matteo Berra, Beatrice Buzzi, Matilda La Rosa, 3^A Liceo Bodoni – Saluzzo