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Guerra in Ucraina: da Saluzzo un appello all’accoglienza

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Domenica alle 10 nel Duomo di Saluzzo, il Vescovo celebrerà la Santa Messa dedicandola ad una preghiera per la pace e per le vittime del conflitto tra Russia e Ucraina.

Lo stesso Monsignor Bodo ha voluto issare sulla balconata della Curia in corso Piemonte 56 una bandiera dell’Ucraina accanto a quella italiana e alla statua della Madonna con bambino.

Dal mercoledì delle Ceneri, lo stesso Vescovo ha sistemato accanto alla statua del “Cristo Morto” collocata accanto all’altare maggiore, una lampada ad olio che resterà accesa fino a che non sarà dichiarato il cessate il fuoco.

Nel frattempo continuano le iniziative di solidarietà promosse da Monsignor Bodo, Presidente della Caritas diocesana,
di concerto con il Direttore, Carlo Rubiolo.

In soli tre giorni una cifra significativa è già stata raccolta grazie alla comunità saluzzese che sta rispondendo con grande generosità alla raccolta fondi, sulla quale sta convergendo anche il Comune, per sostenere l’azione di Caritas Italiana e Caritas Ucraina a favore del popolo martoriato dal conflitto.

È possibile contribuire
– in contanti tutte le mattine alla segreteria della Caritas diocesana di Saluzzo in corso Piemonte 56 (dalle9 alle 12 e dalle 14 alle 16 dal lunedì al venerdì)
– tramite bonifico bancario sul conto corrente intestato a Diocesi di Saluzzo – Caritas diocesana, IBAN IT91H0538746770000038005094 (causale “per i profughi dell’Ucraina)

La stessa comunità saluzzese viene esortata dalla Caritas a manifestare la propria disponibilità ad accogliere famiglie di profughi telefonando scrivendo a caritas@diocesisaluzzo.it.

Al momento non sono state ancora comunicate le necessità sul territorio provinciale, ma appena la Prefettura diramerà istruzioni operative, le persone e le famiglie disponibili saranno contattate per concordare le modalità dell’accoglienza.

Ricordiamo che, come da indicazione di Caritas Italiana e CEI, anche la Diocesi sta concentrando i suoi sforzi senza attivare proprie raccolte di beni in quanto la distibuzione ai beneficiari in Ucraina è estremamente difficile.

c.s.