Rotary Club Roero e Distretto Rotariano donano concentratori d’ossigeno alle case di riposo

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Quattro concentratori di ossigeno, donati ad altrettante Rsa presenti sul territorio roerino: in particolare la Divina Misericordia di Montà, Villa Serena di Magliano Alfieri, San Francesco d’Assisi di Guarene, e il Mughetto di Ceresole d’ Alba.

E’ questo il nuovo servizio, benefico e concreto, a cura del Distretto rotariano 2032, governato da Silvia Scarrone, in collaborazione con il Rotary Club Canale-Roero guidato dal Presidente Enrico Conterno.

Si tratta di un’attrezzatura preziosa per interventi urgenti nei casi di insufficienza respiratoria degli anziani ospiti delle Case di Riposo: che, a livello distrettuale, sta coinvolgendo 63 strutture da Sud Piemonte e Liguria. L’iniziativa ha un nome ben previso: è infatti il Progetto UsAid, per distribuire tali dispositivi portatili tra le Rsa, in modo che possano, in questo modo, offrire terapie precoci e adeguate ad anziani con insufficienza respiratoria, magari complicata da infezione, evitando possibilmente anche il ricovero in ospedale.

La Governatrice, all’atto della partenza del gaudioso convoglio di consegna, ha spiegato: «Si tratta di un progetto connotato da molteplici, positive valenze: da un lato incide sulla sanità -settore nel cui ambito possono trovare attuazione gli interventi finanziati da UsAid, fornendo a strutture residenziali strumentazioni sicuramente utili in condizioni di ancora endemica emergenza ma altrettanto utili nella quotidiana assistenza della popolazione anziana».

Dalla sua, Conterno ha voluto precisare un altro aspetto: «Certamente ogni RsA dovrebbe dotarsi di  queste attrezzature, ma la grave crisi economica conseguente alla pandemia ha colpito anche le Case di Riposo che si trovano ad affrontare molteplici difficoltà sociali. I concentratori di ossigeno saranno utilissimi anche dopo il periodo pandemico, perché di grande utilità in quelle patologie proprie dell’anziano come la Bpco, in cui l’ossigeno-terapia offre un supporto terapeutico importante, rinviando, spesso evitando, il ricovero presso i presidi ospedalieri, fonte di disagio per il paziente di abituato all’ambiente, i ritmi e le cure delle strutture coinvolte».

Paolo Destefanis