“Imprenditoria, innovazione strategica e passaggio generazionale nella nuova ripresa economica”

Il titolo del convegno a Villa Tornaforte di Cuneo, in collaborazione con l'Agroindustry Professional Partners (App) e Cia Agricoltori Italiani cuneesi

0
265

Organizzato dal proprietario della storica residenza nobiliare, l’editore Nino Aragno, ha visto come relatori Valerio De Molli e Luca Petoletti: dirigenti della prestigiosa European House-Ambrosetti. Li ha presentati il presidente di Cia Cuneo, Claudio Conterno. Il convegno sulla cultura di fare impresa a Villa Tornaforte di Cuneo ha offerto interessanti spunti di riflessione.

Alcuni concetti espressi dai relatori: “Un’azienda deve conoscere il presente per anticipare il futuro e non deve giocare in difesa, ma all’attacco. Il passaggio generazionale nelle imprese non solo è possibile, ma in molti casi è destinato a ottenere un grande successo. Bisogna solo stare attenti a non scivolare su alcune bucce di banana”.

Il convegno “Imprenditoria, innovazione strategica e passaggio generazionale nella nuova ripresa economica” organizzato, il 27 gennaio, a Villa Tornaforte di Cuneo, dal proprietario della storica residenza nobiliare, l’editore Nino Aragno, in collaborazione con l’Agroindustry Professional Partners (App), non ha deluso le aspettative. Sono emerse in modo chiaro e impreziosito da interessanti spunti di riflessione le strategie che le aziende, in questo difficile momento socio-economico, devono mettere in atto per continuare a crescere. Protagonisti d’eccezione dell’iniziativa, davanti al “gotha” dell’imprenditoria cuneese e non solo, due importanti dirigenti del prestigioso gruppo di consulenza operativa, aggiornamento professionale e ricerca The European House-Ambrosetti di Milano: il managing partner e ceo, Valerio De Molli, e il partner e responsabile dell’area “Imprese familiari e governance”, Luca Petoletti. Dopo l’introduzione dei lavori da parte di Aragno, a presentare i due relatori è stato il presidente della Cia Agricoltori Italiani di Cuneo, Claudio Conterno, il quale ha anche ringraziato l’editore per l’ospitalità nella Villa Tornaforte. Aggiungendo: “La strada che le aziende hanno davanti è la sostenibilità. Ma è una parola di cui non bisogna solo riempirsi la bocca. Occorre ragionarci e lavorarci sopra con grande attenzione”.

Valerio De Molli

Il ceo di European House-Ambrosetti ha affrontato il tema “Il contesto competitivo globale e le priorità d’azione per le imprese. La realtà The European House-Ambrosetti. Le sfide per le imprese nel nuovo contesto di riferimento delineato dall’attuale emergenza socio-economica”.

Sottolineando: “Le sfide future per le imprese, nelle loro difficoltà e complessità, sono semplici e si basano su due percorsi. Il primo: conoscere il presente per anticipare il futuro. In un’epoca in cui aumenta esponenzialmente ciò che non sappiamo di non sapere è fondamentale tenere le antenne alzate, capire lo scenario e dove si sta andando”.

Il secondo? “Serve costruire un focus molto preciso nel progettare con chiarezza la propria strategia di azione. Consiglio sempre agli imprenditori: non confondete il facile con il giusto. Ad esempio è facile tirare i remi in barca e fare nulla, ma non è giusto. Se oggi un’azienda gioca in difesa e non all’attacco, nella migliore delle ipotesi riduce le perdite. Invece quello di cui c’è bisogno è la crescita, perché se non si investe, non si crea lavoro e non si crea futuro”.

Luca Petoletti

Il responsabile dell’area “Imprese familiari e governance” di European House-Ambrosetti ha portato il proprio contributo sull’argomento “Il rapporto famiglia-impresa e la convivenza e continuità generazionale nelle imprese familiari. Gli errori più frequenti. Le linee guida e strumenti per favorire il successo”.

Spiegando: “Il passaggio generazionale nelle imprese non solo è possibile, ma in molti casi, se lo si realizza bene – cioè nel modo giusto – e per tempo – cioè in anticipo – è destinato a ottenere un grande successo. Bisogna solo stare attenti a non scivolare su alcune bucce di banana”.

Vale a dire? “Non distinguere, nel concreto, le dinamiche familiari, basate sull’uguaglianza, da quelle aziendali, in cui prevale la meritocrazia. Confondere i ruoli e non rispettare gli stessi e le regole di comportamento. Limitare  l’attrattività verso eventuali talenti esterni alla famiglia. Procedere con la carenza di informazioni e di comunicazioni in azienda. Avere la difficoltà nel gestire i compensi, i benefit e i dividendi”.

In sostanza? “In famiglia si è parenti, nell’impresa si è soci. Bisogna applicare il rigore, anche formale, negli adempimenti. Servono regole operative e di comportamento chiare ed esplicitate. Il percorso è anche una sfida culturale”.

Il convegno si è concluso con un articolato dibattito nel quale sono intervenuti e hanno posto domande molti dei presenti. Una bella iniziativa, che vedrà altri appuntamenti sulla cultura di fare impresa nelle prossime settimane.

cs