Home Articoli Rivista Idea L’incredibile percorso da Saluzzo a Matrix!

L’incredibile percorso da Saluzzo a Matrix!

L’Apm è stato il punto di partenza per il milanese Fabio Senna, che ha lavorato alle musiche del film

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«Il mio messaggio per chi leggerà l’intervista? Fal­lo, non pensarci e fallo». Con questa premessa inizia il suo racconto Fabio Senna, salito di recente alla ribalta della cronaca per aver contributo alla creazione del­la colonna sonora di “Ma­trix Resurrections”. In­sie­­me a Gabriel Mounsey (“mu­sic editor” e principale “mixing engineer”), Fabio si è occupato di riarrangiare piccole parti musicali seguendo i nuovi montaggi che arrivavano dal team video, di “sound de­sign”, di una piccola parte di mixing e di far sì che tutti gli arrangiamenti seguissero i nuovi montaggi. È stato inoltre accreditato per il mix di 3 canzoni (tra cui il tema ufficiale di Neo e Trinity), e ha avuto l’occasione di remixare una delle tracce ufficiali del disco (sotto lo pseudonimo Eclectic Youth).
Una storia curiosa e avvincente, raccontata con la semplicità di chi l’ha vissuta a pieno, senza smettere di fare progetti.

Fabio, quando ha iniziato ad approcciare il panorama mu­sicale?

«Mi sono affacciato su questo mondo come molti ragazzini a 16 anni, cominciando a suonare come dj all’interno di feste private a Milano, mia città d’origine. La passione era talmente tanta che a 19 anni, ho preso in affitto un piccolo seminterrato e l’ho trasformato in una sala di produzione. Ho passato i successivi sei anni a produrre in maniera amatoriale pezzi per amici e conoscenti, creando poi un progetto elettronico».

In che momento ha deciso di alzare l’asticella?
«Dopo tanti anni da autodidatta a Milano, tra cui anche un lungo periodo come presidente di un’associazione di produzione artistica, con cui abbiamo anche partecipato all’organizzazione di eventi da decine di migliaia di persone come la street parade “artes2013” a Milano, ho capito che mi sarebbe servito qualcosa in più per poter fare un ulteriore step. Suonavo in giro da parecchio tempo e tra una cosa e l’altra ormai molte persone passavano dal mio studio, che fosse per scrivere qualcosa insieme, per un bel djset back to back, per un remix, per dei mix o semplicemente per coinvolgermi in nuovi progetti, è stato in quel momento che ho definitivamente sentito la necessità di trasformare tutto quello che mi ruotava attorno nella mia “attività lavorativa”».

In che modo ha conosciuto la Scuola di Alto Perfeziona­mento musicale di Saluzzo?

«Durante un festival conobbi un fonico, non stava lavorando in quella serata proprio perché di ritorno da un tour europeo, di riposo, prima della partenza per un altro tour negli Emirati Arabi. Era un paio d’anni che ormai quella era la sua routine e mi disse che era cominciato tutto dallo stage dell’Apm. Non esitai molto e decisi di iscrivermi al corso di produzione musicale. Sono contento di poter dire la stessa cosa adesso a chi mi chiede dell’Apm».

Cosa rappresenta per lei oggi l’Apm?
«Senza la scuola Apm niente di tutto questo sarebbe stato possibile. Oltre alla fantastica formazione in aula, il periodo di stage è stato quello che ha dato il via a tutto quello che sto facendo ora. La scuola è stata incredibilmente utile durante tutto il mio percorso. Tutti gli insegnamenti, i consigli e i punti di vista che avevamo affrontato durante le lezioni in Apm si sono rivelati estremamente utili nell’approcciare un sacco di si­tuazioni che mi si sono presentate durante gli anni. È come se la scuola mi avesse dato tutti gli strumenti necessari per leggere e interpretare diversi scenari; io ho semplicemente dovuto ripescare il consiglio giusto per la situazione giusta e seguire la mia passione».

Quando è venuto a conoscenza di personaggi ri­levanti nel mondo musicale?

«Durante uno stage alla scuola di Saluzzo ho avuto l’opportunità di condividere lo studio con Tommaso Colliva, produttore discografico italiano più volte nominato e vincitore di un Grammy Award. Dopo 10 giorni come assistente alle Officine Mecca­niche di Milano, lavorando al primo disco solista di Nic Cester, Tommaso mi chiese di andare da lui a Londra, nel suo studio, ad aiutarlo con le sue produzioni come assistente e “sound engineer” ed è stato lì, grazie anche alle possibilità che Tommaso mi ha aiutato a costruire, che è co­minciata tutta l’avventura».

In che momento ha fatto il famoso salto di qualità?
«Penso di essere nel percorso giusto e che il duro lavoro continuerà a portare un sacco di soddisfazioni. Al momento ho già molti aneddoti che mi hanno riempito di felicità e soddisfazione, come Matrix, il più recente, ma in realtà non penso che quello debba essere il fine ultimo. È un insieme di esperienze che ti porti dietro e ti preparano ad affrontarne una più intensa, penso che il salto di qualità ci sia ogni volta che finisco un disco, o una canzone o un progetto più in generale. Impari dagli errori fatti e solidifichi quello in cui ti senti più forte. Non riuscirei a puntare il dito su un unico evento in cui io abbia fatto il salto di qualità, se mai poi fosse vero che l’abbia fatto, è tutto frutto di un percorso che è ancora agli inizi, diciamo che mi piace pensare al mio salto di qualità più in là nel tempo, con l’esperienza giusta».

Quando è entrato a far parte della “squadra sonora” di Matrix?
«Durante il lockdown, alle Canarie la situazione pareva lavorativamente più favorevole, così io e Nic ci siamo trasferiti lì per poter continuare il lavoro negli studi di registrazione del luogo. Uno degli studi disponibili era proprio quello di Johnny Klimek (compositore principale con Tom Tykwer della colonna sonora di Matrix 4, Cloud Atlas, Sense8, e molti altri film e serie TV). In quel momento stavamo lavorando a “The Skipping Girl” (uscito a dicembre 2021), su cui avevamo registrato l’orchestra di Ennio Morricone e dopo circa 1 mese che Johnny mi sentiva lavorare su quel disco, mi chiese la disponibilità a lavorare nel suo studio a un progetto cinematografico che poi si rivelò essere Matrix 4».

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