Busca ha commemorato l’eccidio di Ceretto: “Non dimenticheremo mai quelle vittime” (FOTO)

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“Il 5 gennaio 1944 è una ricorrenza che le comunità di Busca e Costigliole Saluzzo sentono profondamente e che continua, negli anni, a rappresentare un momento di impegno politico, di formazione civile, di memoria, di speranza per il futuro, di riflessione sui valori che uniscono, tengono vitale la Nazione e le nostre comunità. Celebrare il 5 gennaio ogni anno è sempre una nuova occasione per rivolgerci ai giovani per dire loro che le conquiste democratiche non sono mai state facili, ma che noi ci impegniamo sempre per continuare a credere nei nostri convincimenti e operare per superare divisioni e ostacoli”. Così il sindaco di Busca, Marco Gallo, questa mattina alla celebrazione del 78° anniversario dell’eccidio di Ceretto, avvenuto il 5 gennaio 1944.

Insieme con lui hanno parlato anche il sindaco di Costigliole di Saluzzo, Fabrizio Giacomo Nasi, e di Oriolo Calabro, Simona Colotta, in collegamento streaming, e il presidente dell’associazione 5 Gennaio, Ivo Sola. Tre studenti della scuola media di Costigliole Saluzzo hanno letto poesie sul tema, in rappresentanza delle scuole dei due comuni. Il complesso bandistico di Santa Cecilia di Costigliole ha accompagnato la commemorazione, cui erano presenti i sindaci e i rappresentanti delle amministrazioni di molti Comuni del cuneese, fra cui Cuneo e Saluzzo, diverse delegazioni Anpi e di altre associazioni e dei Carabinieri.

Le restrizioni della pandemia hanno costretto a limitare la rappresentanza delle scolaresche e imposto agli amministratori del comune di Oriolo di rimandare la consueta partecipazione in presenza.

L’orazione ufficiale è stata tenuta dallo storico Livio Berardo, autore della nuova edizione del libro “Ceretto, 5 gennaio 1944. Cronaca di un eccidio”, nella quale al racconto minuzioso i fatti dei di quella giornata, grazie alla recente indagine sui documenti svolta in Italia e in Germania, ha voluto aggiungere le risposte ad alcune domande fondamentali: chi furono gli autori? quale logica li guidava? Perché nel dopoguerra i parenti delle vittime non ebbero giustizia? “Quell’eccidio – ha detto Berardo questa mattina a Ceretto – fu indicato dalla polizia privata del conte Falletti di Villafalletto ed eseguita da tedeschi e fascisti i cui comandanti non soltanto non furono puniti e sfuggirono alla giustizia per precise responsabilità, ma uno di loro, un militare tedesco, fece addirittura carriera nel dopoguerra fino agli alti ranghi della Nato”.

“Tuttavia – ha concluso Berardo – quella strage, insieme agli altri nove eccidi che si susseguirono nel cuneese in quei giorni, lasciò una traccia indelebile nella nostra storia locale. Cuneo è sempre stata una provincia profondamente antifascista, grazie alla sua gente e ai suoi amministratori. La cura e il rigore che vedo da sempre nei sindaci di Busca e Costigliole Saluzzo nel ricordare Ceretto e onorare le 27 vittime innocenti rende giustizia a quelle vittime e mi dà speranza anche per l’avvenire”.

c.s.