«Soddisfazione sportiva e impegno organizzativo»

Ne parla il vicepresidente riccardo andreis

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L’AC Cuneo 1905 Olmo si gode il sorprendente (ma forse neanche troppo) primato in Eccellenza e, intanto, continua il proprio percorso di crescita societaria e sportiva. Il mese di novembre è iniziato e la società è ormai pienamente immersa nella stagione 2021-22, non solo con la Prima Squadra, che sta regalando diverse gioie ai propri tifosi, ma anche con l’ampio ventaglio delle formazioni del vivaio. Facciamo il punto con Riccardo Andreis che, dopo un decennio alla guida dell’Olmo, è stato fra i fautori dell’unione con il Cuneo Fc, affrontando questa nuova avventura con il ruolo di vicepresidente ed amministratore delegato.

Signor Andreis, il progetto Ac Cuneo 1905 Olmo è operativo, ormai, da diversi mesi e la stagione sportiva veleggia. Un primo bilancio di quanto state costruendo?

«C’è soddisfazione. La società è nuova, ma molti dirigenti sono gli stessi già presenti nell’organigramma dell’Olmo: finora si è la­vorato molto e bene, dal punto di vista sportivo ed organizzativo, sia­mo cresciuti tanto. Inoltre, fattore fondamentale, siamo riusciti, grazie anche al “marchio Cuneo”, ad avvicinare a noi tanti sponsor, ai quali stiamo dando soddisfazioni, seguendoli costantemente e dando loro la giusta visibilità. Su cosa ci stiamo concentrando? Senza dubbio sulla struttura del “Piccapietra” a Madonna dell’Ol­mo, che diventerà il nostro centro nevralgico».

Dopo tanti anni “in periferia”, ora le emozioni del “Pa­schie­ro”. Si avverte il peso dell’ambiente?
«Personalmente non è cambiato nulla, continuo a vivere il campo come sempre. Ma ammetto che il chiamarci “Cuneo” ed il giocare al “Paschiero” ci ha fatto fare un salto di qualità, non ci era mai capitato di vedere così tante persone ad assistere alle nostre partite. Sono contento, perciò, che si stia facendo bene: non è scontato perché può capitare, anche con squadre di buon livello a disposizione, di incappare in annate storte».

Può capitare, ma intanto la Prima Squadra vola nel campionato di Eccellenza…
«Sapevamo di avere un buon gruppo anche negli anni passati, composto da tanti giovani del Settore Giovanile e guidato da un super-tecnico, Michele Magliano, che sa insegnare calcio e stimolare i giocatori. Forse sì, lo ammetto, non ci aspettavamo di es­sere lassù, ma ci godiamo il momento, consci che tanti fattori possono incidere nel corso della stagione».

Fra questi fattori, anche gli infortuni: la società è subito corsa ai ripari per sopperire alle assenze…
«Con gli stop di Marchetti e, soprattutto, Nasta, ci mancavano dei difensori: abbiamo così colto al volo l’occasione di riportare con noi Ciro Pernice, giocatore esperto che conoscevamo, a dimostrazione che vogliamo continuare a fare bene. Non sarà facile, ma ci proveremo».

Il club continua a non fare proclami, ma dopo un terzo del cam­pionato, la classifica dice primo posto. E domenica avete allungato sulle inseguitrici. An­cora troppo presto per parlare di obiettivi?

«Beh, sapevamo che non avremmo dovuto lottare nei bassifondi, quindi quest’anno parlare di salvezza non avrebbe senso. Dopo undici giornate posso dirvi che sarebbe bello raggiungere perlomeno i playoff: e poi, chissà…».

E, intanto, si continua a lavorare sul settoregiovanile…

«Vogliamo crescere. A livello delle squadre agonistiche, sono tornati tanti ragazzi ex Cuneo che, negli ultimi anni, erano emigrati in provincia. Il marchio Ac Cuneo 1905 e l’organizzazione societaria che ci siamo dati hanno portato senza dubbi effetti positivi, così come la Scuola Calcio targata Juventus. Quindi, continuiamo così, con tecnici sempre più preparati, bravi ed attenti, sia dal punto di vista sportivo che umano: per noi, infatti, è anche e soprattutto importante l’impronta educativa. Non ci permetteremmo mai di escludere qualcuno solo perché, ora, ci chiamiamo Cuneo. E devo dire che, grazie ai nostri allenatori, siamo in buone mani: per questo ci tengo a ringraziare tutti coloro, spesso volontari, che stanno collaborando in tutti gli ambiti, dando il meglio di sé nelle cose per cui sono stati incaricati. è grazie a loro che si respira la miglior atmosfera possibile per continuare il percorso insieme».