Castellinaldo d’Alba: un quasi-milione di lavori in partenza, per consolidare il capoluogo

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Sfiora il milione di euro (siamo a 975mila del conio continentale, per l’esattezza), un’opera che per Castellinaldo d’Alba ha un carattere quasi epocale. E per cui, da un tempo relativamente recente -febbraio 2021- c’è una copertura finanziaria totale: e tutta basata su fondi esterni, come quelli del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno, deliberati nello scorso mese di febbraio.

Giovanni Molino

E’ stata la proverbiale “goccia che scava la pietra”, secondo la lezione del sindaco Giovanni Molino: nonché del suo predecessore Roberto Costa, di cui fu vice. E’ sì che -il paragone calza perfettamente: del resto, si parla di difesa degli equilibri idrogeologici- tutta questa storia ha radici lontane. Era l’inizio del maggio del 2009: quando, dopo un mese di violente piogge e di conseguenti smottamenti, il paese del Barbera e altri Comuni del Roero avevano reclamato attenzione e bisogno di aiuto all’indirizzo degli enti superiori.

Alcuni ricorderanno una riunione-fiume tra i primi cittadini della Sinistra Tanaro (tutta la questione pare un gioco di parole) e l’allora Sottosegretario alle Infrastrutture Mino Giachino, che tenne questo incontro nella “sua” Canale in un’atmosfera burrascosa quanto i rovesci meteo di quel periodo: altri, meno epicamente, hanno memoria passata e presente dei cedimenti al sedime stradale attorno all’instabile versante che da via Marconi circonda il borgo di sommità di Castellinaldo. Proprio ai piedi del castello: in una serie di preoccupazioni miste a dibattiti spesso accesi in sede consiliare, all’epoca d’oro -almeno, per il cronisti locali ghiotti di bisticci- delle locali assemblee consiliari.

975mila euro era la cifra stimata allora dai progettisti: l’ingegner Davide Masera e il geometra Luigi Giacone, incaricati di creare un idoneo dossier di candidatura per richiedere aiuti documentati per risolvere la grana. E 975mila euro, a forza di lavorare ai fianchi e con pazienza, sono arrivati da Roma.

Soldi promessi, soldi che arrivano: tanti soldi, a patto di agire con speditezza e in ogni caso entro 8 mesi dalla data del decreto ministeriale. E, di corsa, ci si è mossi pur con i tempi della burocrazia: confermando l’incarico per la progettazione esecutiva ai professionisti di allora, ottenendo i dovuti benestare dalla Commissione per il paesaggio e della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Torino per l’emissione del parere vincolante, arrivato giusto in tempo per far planare il documento finale sul tavolo della Giunta comunale.

Tutto fatto, dunque, verso la linea del traguardo volante rappresentata dalla procedura d’appalto: per coronare un sogno di solidità territoriale inseguito in anni di pacifica, ma determinatissima “garra” roerina. Castellinaldo (d’Alba): ce l’hai fatta, anche stavolta.

Paolo Destefanis