Boves: il 31 ottobre una proiezione extra di “Grazie al Cielo”, il film su Franco Dalmasso

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Tre date sold out in pochi giorni e ancora tantissime le telefonate per prenotare un posto alla proiezione del film di Remo Schellino all’Auditorium Borelli di Boves.

Per accontentare le numerose richieste è stata aggiunta quindi un’ennesima serata dedicata al film “Grazie al Cielo”, domenica 31 ottobre alle 21 (ingresso libero fino ad esaurimento posti. Obbligo di mascherina e green pass).

Curiosità e tanta la voglia, da parte di bovesani e non, di scoprire uno dei personaggi più interessanti del territorio raccontato sul grande schermo dal regista Remo Schellino.

“Quella di Franco Dalmasso detto “Politica” è la storia di un uomo che ha fatto una scelta. Dal 1978 fino al 2019 ha trascorso la sua vita nei boschi di Cerati a Boves, nel cuneese – spiega il regista Schellino -. L’acqua alla sorgente e il fuoco perennemente acceso. Senza corrente elettrica ma due piccoli pannelli solari per alimentare un telefono cellulare. Si è sistemato da solo utilizzando solo l’esterno, il cortile, il portico e il balcone dove dormiva tutto l’anno”.

“Mi piaceva addormentarmi quando appena faceva buio – sosteneva Franco Dalmasso – e svegliarmi con il chiarore dell’alba e guardare il cielo”.

Un pacifista, uomo di montagna, militante politico negli anni ’70 e ‘80. Un orto ben coltivato, una vasta conoscenza di tutte le proprietà delle erbe spontanee che usa per curarsi i piccoli malanni stagionali. Legge, si informa dei fatti del mondo tramite una radio alimentata a batterie sempre sintonizzata su Radio Popolare di Milano.

Le poche volte che scendeva a Boves si recava in biblioteca per il prestito di libri. Franco tende a precisare “Non sono un guru, per nulla, non mi atteggio a maestro e come diceva Socrate- so di non sapere -ho ancora molte cose da imparare”.

Continua Remo Schellino: “Ho conosciuto Franco nel giugno 2012 e da allora siamo diventati grandi amici e i nostri incontri sono diventate lunghe chiacchierate che ho registrato e filmato sino al 2019 quando si è trasferito in un’abitazione di amici in una frazione di Boves. Sono state lunghe camminate nel bosco dove lui mi insegnava le varie proprietà curative di determinate erbe spontanee. Si parlava di politica, del senso della vita, della morte e di come lottare per un mondo a dimensione di uomo. In questi anni, nei miei lavori di ricerca storica e sociale mi sono inventato un metodo; il saper ascoltare, il riuscire con poche domande a scavare dentro all’animo umano lasciando affiorare i sentimenti veri di una vita”.

Conclude il regista: “Dal nostro girovagare tra gli alberi è nato il film “Grazie al cielo”. Un progetto che oserei dire quasi una terapia quella della narrazione da parte di Franco e quella dell’ascolto da parte mia. Una biografia di un uomo che sa trasmettere i grandi valori di una vita, esprimere una visione del mondo per nulla scontata”.

c.s.