«Si riparte veloce solo imparando a fare squadra»

Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha illustrato la sua “ricetta” alla Fiera albese

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Il comparto turistico è stato senza dubbio uno di quelli più colpiti dagli effetti della pandemia. L’efficacia della campagna vaccinale e il conseguente allentamento delle mi­sure restrittive hanno assicurato importanti boccate d’ossigeno a questo settore e, più in generale, all’economia nazionale, che ha registrato una significativa crescita, con il Pil salito di 6 punti percentuali e una previsione per il 2022 di un aumento del 4,5 per cento. Di questo si è parlato anche durante l’inaugurazione della Fiera Interna­zio­nale del Tartufo Bianco d’Al­ba, approfittando della presenza del ministro del Tu­rismo Massimo Gara­va­glia. Una presenza particolarmente “azzeccata”, vi­sto che Garavaglia pare conoscere molto bene il territorio cu­neese, le sue potenzialità e anche le problematiche che ne frenano la crescita. Lo ha fatto intendere chiaramente il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il quale, dal palco del Teatro Sociale Giorgio Busca, ha speso parole di apprezzamento nei confronti del Ministro per il Turismo: «Le Confe­renze Stato-Regioni fino a qualche tempo fa risultavano problematiche e ora no? Onestamente credo che a fare la differenza siano le persone», ha detto il governatore Cirio, «Prendiamo, ad esempio, il ministro Garavaglia. Dopo essersi insediato, colloquiando con me, ha esordito sottolineando la necessità di riaprire il casello di Monte­zemolo. Perché, mi ha detto subito dopo, quella è la “porta delle Langhe”, per i turisti che provengono dall’altra parte. Complimenti dav­vero, Mi­nistro. È fondamentale per noi poterci interfacciare con interlocutori che conoscono bene le problematiche reali del nostro territorio». Parole che hanno fatto felice Ga­ravaglia, il quale, al termine del taglio del nastro nel cortile della Maddalena, si è intrattenuto con organizzatori del­la Fiera, istituzioni e rappresentanti degli enti locali presso il Mercato Mondiale del Tartufo, passando anche in rassegna gli stand di Alba­Qualità. Durante la visita si è anche concesso ai microfoni di IDEA e IDEA­WEB­TV.IT per approfondire alcune tematiche trattate durante l’inaugurazione.

Ministro Garavaglia, cosa rap­presenta l’apertura della Fiera Internazionale del Tar­tufo Bianco d’Alba per il turismo italiano?

«L’inaugurazione della Fiera è l’ennesimo segnale del fatto che si sta pian piano ritornando alla normalità e, soprattutto, che stiamo ripartendo. Un appuntamento co­sì importante, proposto con i “numeri” a cui eravamo abituati prima della pandemia, trasmette un messaggio chiaro: stiamo finalmente uscendo dal periodo decisamente brutto causato dal Covid. Non bisogna però abbassare la guardia e nemmeno pensare che tutto sia come prima dell’emergenza. Ci troviamo davanti a un nuovo punto di partenza. E per ciò dobbiamo unire le forze, fare sempre più squadra e ripartire concretamente, tutti insieme, facendo tesoro delle esperienze passate. Occorre tanta determinazione per sfruttare a nostro favore le opportunità che si presenteranno. Solo nell’Albese, ad esempio, nel 2022, arriverà la Global Con­­­ference on Wine Tou­rism. Poter ospitare il congresso mondiale dell’enoturismo è un’occasione pazzesca non solo per il territorio albese ma per l’intero Paese. Questo perché l’enoturismo è un settore che coinvolge trasversalmente, oltre chiaramente al comparto del vino, anche i settori legati al tartufo e, più in generale, alla gastronomia e alle altre eccellenze del territorio. Sarà, insomma, una vetrina dell’Italia in tutto il mondo. Di meglio proprio non si poteva chiedere».

In estate i flussi turistici hanno fatto registrare in Pie­monte risultati significativi. Cosa dobbiamo attenderci?

«In autunno, il Piemonte può contare su numerose eccellenze, che consentiranno, ora che le maglie dell’emergenza iniziano ad aprirsi, di vivere una stagione turistica con il segno “più”. Poi arriverà l’inverno: la vera novità di que­st’anno è che fortunatamente si tornerà a sciare e immagino che la risposta degli appassionati sarà positiva, proprio come è accaduto quest’estate nelle località di mare. In­som­ma, credo che ci sarà tanta voglia di montagna».

Da profondo conoscitore de­gli enti locali, che ha anche guidato, quale crede debba essere il loro ruolo?

«I comuni di questo territorio hanno già capito la “regola chiave”, che è fare squadra, lavorare insieme. Unendo le forze, i piccoli comuni diventano tante eccellenze. Questa è la vera forza di un’area di valore come quella di Langhe, Monferrato e Roero».

Basteranno gli interventi previsti dal Piano di Ripresa per rilanciare il turismo?
«Mancheranno ancora alcuni turisti stranieri, ma il prossimo anno il turismo tornerà ad avere numeri praticamente uguali a quelli pre-Covid. La pandemia ha avuto un “merito”: far conoscere me­glio l’Italia agli italiani. Così, quando torneranno a visitarci anche tutti i turisti stranieri, nei nostri luoghi turistici ci saranno anche gli italiani. Allora faremo bingo! Nel frattempo, si punti su qualità e promozione di alto livello».